
(Giuseppe Di Maio) – Vabbè, quelli di destra sparano tali e tante cazzate che ormai non dovremmo più sentirli, soprattutto quando la loro ignoranza vuole blandire la speculare ignoranza dei loro elettori. Come Sangiuliano quando dice “cattivo maestro” di Toni Negri appena trapassato, o quando la ministra Roccella dice che “il gender è patriarcato”. Stavolta però sul palco di Atreju, dove lo sparacazzate più che libero è obbligatorio, la ministra ha avuto un insperato soccorso dalla sinistra: Paola Concia è d’accordo con lei.
Eugenia Maria ci ha avvertito sui “nuovi rischi”. “La questione del gender — ella ha detto — nega l’identità femminile, cioè che le donne sono donne e hanno un corpo da donna. In tante parti del mondo sono oppresse proprio per questo, per il loro corpo da donna. E’ da lì che nasce l’oppressione. Io penso che le schwa, le filosofie gender, la negazione della parola donna… siano una nuova forma di oppressione, forse una nuova forma di patriarcato.” Perbacco! Concetto ridondante ma chiaro: chiaro come “el paltan” (il fango), si dice in Veneto.
E’ stato appurato che non esiste la teoria gender, esistono semmai gli studi di genere che conducono da tutt’altra parte, non certo all’oppressione della donna. Essi cercano di insegnare il rispetto delle diversità (non di inculcare la voglia di essere diversi) per garantire a tutti pari opportunità. Quindi non si tratta di negare le differenze tra uomo e donna. Ma la paura di Roccella, di Concia e di tante donne del femminismo, è esattamente la paura di essere confuse ed equalizzate fin dai tempi della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789). Olympia de Gouges e Mary Wollstonecraft non fecero una semplice trasposizione al femminile dei diritti maschili, ma insinuarono nei meccanismi fondativi della nascente società la specificità femminile. Una realtà naturale che se portata all’estremo potrebbe creare finanche due gruppi umani costruiti sul genere, in cui la necessità di proteggerne uno porti alla schiavitù dell’altro.
Per conto mio conosco una sola legge che muove i rapporti sociali, ed è la lotta di classe. Maschio o femmina che sia, utilizza qualsiasi strumento per vincere facile la guerra col vicino. E, come già per il razzismo, partire in vantaggio nella gara della vita è determinante. Allora mi domando se sia mai esistita una società umana naturale: una società dove i ruoli, i rapporti e le condizioni di genere non siano mai state soggette a revisione. Purtroppo le leggi che regolano le nostre società si sono innalzate su quelle che regolano il coniugio, sulle leggi dell’accoppiamento. Lo so che è difficile, ma pensateci. Alla donna, perciò, individuo biologico non leale cittadino, conviene essere solo giudice della proposta maschile invece che suo competitor sociale. Ossia l’eterna storia tra comandare e sudare, e come si sa comandare è meglio…
Tuttavia continua a turbarmi la foto delle quattro generazioni della famiglia Meloni, e mi domando: “Che fine hanno fatto i maschi?” Non è anche questo segno dei tempi?
la passione della famiglia Meloni per i bordelli
“Nessuno che faccia notare questa estrema dimostrazione di femminismo…
https://pbs.twimg.com/media/F_pojqyXIAAx2Hf?format=jpg&name=small
https://pbs.twimg.com/media/F_pokMEX0AAR__g?format=jpg&name=900×900
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Missione compiuta, Carrie.
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Certo, perchè le donne erano perfette prima di meloni. Adesso avete la premier donna, CIUCCIATEVELA
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