
(di Michele Serra – repubblica.it) – Ammesso (e ampiamente concesso) che Hamas sia un movimento che professa il suprematismo religioso e la cancellazione violenta di Israele, cosa che autorizza a considerarlo un movimento razzista, rovinoso per la causa palestinese nonché sperperatore dei miliardi ricevuti dai governi arabi; le domande che mi farei, se fossi il governo israeliano, sono due.
La prima: è giusto e legittimo, per combattere Hamas, spianare Gaza, uccidere migliaia di civili, distruggere il precario riparo che un popolo prigioniero ed espropriato abita per obbligo ben più che per scelta? La seconda: è stato messo nel conto l’ovvio rimbalzo di odio e di vendetta che questa guerra, punitiva per tutti i palestinesi della Striscia di Gaza e non solo per Hamas, produrrà a breve, medio e lungo termine? Cosa volete che pensino, degli israeliani e della stella di David, un ragazzino o una ragazzina sopravvissuti ai bombardamenti, le famiglie costrette ad abbandonare le loro case, braccate dalle bombe e dai rastrellamenti? Per ogni dirigente o militante di Hamas eliminato, almeno altri due, nella striscia di Gaza, ne prenderanno il posto. La vocazione al martirio (a quello che il jihad chiama martirio: morire uccidendo gli impuri) troverà nuovo slancio. La catena della violenza aggiungerà nuove maglie alle tante già inanellate.
Si discute sempre su quanto la violenza sia ingiusta e immorale. Mai abbastanza su quanto la violenza sia inutile, controproducente, e alla fine: stupida.
Serra scrive qualcosa di sensato, strano.
Ovvio che uno che vede la propria famiglia innocente sotterrata dalle macerie vivrà solo per vendicarli.
Quindi se per eliminare un terrorista uccidi 100 civili hai centuplicato il problema iniziale.
La foto mi ricorda le foto di Abu Graib, dove i prigionieri erano considerati animali su cui sfogare la propria cattiveria impunemente. Svestiti, bendati, al freddo … un trattamento inumano, e credo anche illegale.
Fra l’altro civili, cioè persone prese a caso e torturate solo per sfogarsi. Tortura che rivela la brutalità del popolo israeliano, che però continua a dipingersi come vittima.
Però israele immagina di ammazzare tutti i palestinesi possibili, ditruggere la loro patria e scacciare gli altri il più lontano possibile.
Che la violenza generi solo altra violenza non è cosciente, così accecato dalla sua rabbia e pre-potenza.
Pagherà nei secoli a venire il conto di questo sterminio di massa, mentre ora è convinto di fare una cosa sensata, e magari anche giusta, e non si accorge che il mondo li guarda inorridito.
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Più dura sarà la caduta e a questo punto, lo spero
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Credo che a Israele non freghi nulla di quello che pensano gli altri popoli, figuriamoci degli stessi palestinesi. Anzi pregano affinché i palestinesi proseguano sulla strada del terrorismo:si sentiranno sempre più giustificati allo sterminio ed all’espulsione di massa. Piuttosto mi meraviglia che gente come Michele Serra non l’abbia ancora capito:Israele ormai è la patria dell’orrore integralistico ebraico. È da quando Netanyhau è al potere che si è saldata l’alleanza tra fanatici religiosi, coloni, nazionalisti e conservatori, dando vita all’orrore in terra.
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“Ammesso (e ampiamente concesso) che Hamas sia un movimento che professa il suprematismo religioso e la cancellazione violenta di Israele, cosa che autorizza a considerarlo un movimento razzista”
Veramente ogni religione è suprematista, sennò che religione è?
E poi non si capisce perché uno che vuole cacciare da casa sua uno che la occupa abusivamente è un razzista.
Andiamo tutti a occupare casa di Serra e se ci caccia gli diamo del razzista!
Tra l’altro non è neanche così. Hamas accetta i confini del ’67.
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