
(Giuseppe Di Maio) – Col primo dicembre il Censis ci ha informato che siamo un paese di sonnambuli. Qualche anno fa ci aveva detto che eravamo un paese di depressi. Ora dice che in 20 anni abbiamo perso 3 mln di giovani, che in un decennio gli italiani all’estero sono aumentati di 1,6 mln, e che la metà di questi espatriati sono laureati. Ci sono 10 mln di famiglie unipersonali, sempre più spesso composte da vecchi; si riduce ancora il numero di matrimoni e 1,6 mln di famiglie sono costituite da coppie non coniugate. Nel 10% dei nuclei familiari italiani sono presenti stranieri o sono formati esclusivamente da essi. I 2/3 degli italiani credono di contare troppo poco, e la quasi totalità non vuole più che il lavoro sia al centro della loro vita, tanto che crede sia meglio pensare alla salute e al tempo libero. Infine, pare che sia aumentato il tasso di occupazione, ma resta sempre 10 punti al di sotto della media europea.
Per conto mio gli Italiani sono un popolo vecchio, ma non incapace di sogni. Sfortunatamente la sua storia dello Spirito è costellata di delusioni. Un secolo e mezzo addietro tutto il fermento preunitario fu schiacciato dalla pax piemontese che creò una società ingessata costretta a ricorrere al fascismo per avere una parvenza di mobilità. Ai lampi di democrazia e di progresso nel dopoguerra seguirono la legge truffa e le politiche proprietarie dei governi di centrodestra; la breve stagione di riforme degli anni ’70 si spense nella rieducazione politica del decennio successivo, mentre non c’è stata una sola bomba, una sola strage che abbia alla fine svelato i mandanti. Per ultimo è arrivato il trentennio di Metropolis, anzi di Gotham City, dove la corruzione, le leggi ad personam, e le politiche padronali non sono state più un mistero ma sono state commesse alla luce del sole. E, nonostante l’ultimo grado di giudizio abbia appurato che il Presidente del Consiglio fosse un delinquente naturale e che avesse pagato la mafia da decenni, l’attuale governo gli tributa onori da statista, da indimenticabile benefattore.
Ora mi domando se “sonnambuli” sia un appellativo corretto, o non sia più esatto quello di “disperati”. Forse animali da stalla, ma disperati. Può essere colpa del fallimento congenito nella democrazia, ma agli italiani non è restato altro che rinunciare: rinunciare a votare, a sposarsi, a fare figli, a lavorare, ad avere giustizia, a curarsi, e a restare in patria. Esattamente come accadde nel XIX secolo con la guerra ai contadini del sud, che avendo perduto tutta la loro dimensione politica se ne andarono e, vaffanculo a chi resta.
Boom, centrato. Complimenti a Di Maio 👏👏👏
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Io credevo fortemente in un moVimento che ..
🤐
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Guardalo bene il MoVimento; è migliore di altri; ma non perfetto.
Sii critico
Non scrivo riferimenti ad atti e fatti compiuti; ti invito a rivederli ed analizzarli con freddezza
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Ma anche al netto di tutto il realismo di questo mondo, rimane comunque il migliore interprete politico (o, se lo gradisci, il meno-peggiore) di questi ultimi trent’anni, siamo sinceri, e sii sincero (sincera? Scusa, non so il tuo genere)… Considerata la media dei truffatori di questo paese che non sapendo/aveno null’altro da fare e per paura di dover lavorare si son buttati nella politica, oggettivamente il M5S, pur non essendo scevro da errori (a volte anche madornali, per carità), pur rimane un capolavoro di belle persone oneste, (quindi quasi un’utopia in formato “movimento politico”). Ripeto, siamo sinceri. Una cosa non ha valore intrinseco, spesso, il quale va invece considerato in ragione delle altre cose, sue simili, che le stanno intorno.
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Questo quello che avevo scritto nel commento
“Guardalo bene il MoVimento; è migliore di altri; ma non perfetto.”
Direi che sono stato sincero.
Adesso riporto le tue di parole
“Una cosa non ha valore intrinseco, spesso, il quale va invece considerato in ragione delle altre cose, sue simili, che le stanno intorno.”
Il tutto per dire che le valutazioni vanno fatte in senso relativo e non assoluto?
Non sempre è o può essere così
Ti faccio un solo esempio (su rai play puoi vedere la puntata di Report dove si parla delle vicende successive al crollo del ponte Morandi).
Quando si passa dal Conte 1 al Conte 2; Toninelli,ministro dei trasporti nel C1 non viene riconfermato nel C2; era l’unico tra le figure coinvolte a voler punire i Benetton; tu sei inadempiente ed io ti tologo la concessione senza darti il risarcimento previsto nel rinnovo della concessione fatta da Berlusconi anni prima.
Salvini, altro coinvolto glissa e perde tempo, va bene sappiamo chi è Salvini.
Di Maio si mette di traverso, anche lui perde tempo, sapremo dopo chi è.
Ma Conte non è l’ultimo dei deficienti, perchè non fa pressione?
Intervistato da Danilo Procaccianti gli chiede come mai non avete riconfermato Toninelli?
Risposta di Conte: Di Maio era il capo politico del movimento 5S; spettava a lui a riconferma o meno.
Ka33o,allora mi prendi per il culo; Di Maio sarà pure stato il capo politico; ma tu eri designato a fare il premier, non eri l’ultimo arrivato.
Non ti è venuto in mente di chiedergli almeno come mai non avessero riconfermato Toninelli?
Stay Tuned
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Lucido e conciso, semplicemente perfetto.
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Niente da dire su quanto scrive Di Maio.
Il rapporto Censis è impietoso e ciò ch rivela l’ho scritto altre volte nei miei commenti; quando l’ho letto, un paio di giorni fa, non mi ha quindi sorpreso; solo dispiaciuto.
Una sola osservazione sul tasso di occupazione che aumenta (e sul tasso di inattivi che si riduce); segnali positivi, indubbiamente.
Però la qualità di questa occupazione qual è? E, soprattutto, quanto dura, visti i sintomi di recessione in arrivo? giusto per stare sul breve periodo.
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“Ora mi domando se “sonnambuli” sia un appellativo corretto, o non sia più esatto quello di “disperati”. Forse animali da stalla, ma disperati. Può essere colpa del fallimento congenito nella democrazia, ma agli italiani non è restato altro che rinunciare: rinunciare a votare, a sposarsi, a fare figli, a lavorare, ad avere giustizia, a curarsi, e a restare in patria. Esattamente come accadde nel XIX secolo con la guerra ai contadini del sud, che avendo perduto tutta la loro dimensione politica se ne andarono e, vaffanculo a chi resta.” Colpito ed affondato! Un grande e, purtroppo, crudo commento di Di Maio.
Aggiungo solo che mi auguro che la Speranza per questo paese non sia soltanto quella di piantare tutto ed andarsene (anche se alle volte ci penso anch’io soprattutto guardando i figli…).
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i disperati son i laureati che emigrano (vabbe, diciamo espatriano), quelli che hanno rinunciato anche a esprimere il loro voto consapevoli che tanto è inutile e quelli che, disperatamente, sperano che votando i 5 stelle e qualche partitino di sinistra si possa ancora mettere una pezza a questa democrazia lisa e fragile come carta velina. Gli altri sono “gli animali da stalla” per dirlo meglio i buoi da portare alle votazioni e al macello soddisfatti e gonfi di biada e cazzate a poco prezzo
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Duro ma vero
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Non riesco a mettere neanche mezzo like!
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L’unico vaffanculo, e bello grosso, è solo e sempre per chi rinuncia alla lotta.
Tutte le lotte sono impari, da sempre (è questo a rendere gloriose le vittorie): la differenza è che chi combatte può perdere, ma solo chi smette di lottare ha già perso.
Come disse un grandissimo, in quella che più che una canzone si può considerare un vero e proprio manifesto ideologico (il grassetto è mio):
Get up, stand up
Stand up for your right
Get up, stand up
Don’t give up the fight
Per quelli, per così dire, di diversa inclinazione, vale sempre il buon vecchio “boia chi molla”.
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