DELIRI BELLICISTI DEL MAINSTREAM – Conflitto in Medio oriente. Chi come noi ha il doppio privilegio di essere lontano dalla guerra e di fare un lavoro intellettuale, avrebbe almeno il dovere della razionalità […]

(DI TOMASO MONTANARI – ilfattoquotidiano.it) – Con l’articolo di Francesco Merlo, su Repubblica, contro “i disertori di Lucca Comics” – un articolo che mette Zerocalcare sullo stesso piano di Hamas, e irride ferocemente Michela Murgia – abbiamo forse toccato il fondo. Forse: perché, lo ha notato proprio un desolato Zerocalcare, sembra non esserci limite alla violenta retorica guerrafondaia dei giornali italiani mainstream. Ed è terribile, perché chi ha il doppio privilegio di essere lontano dalla guerra e di fare un lavoro intellettuale, avrebbe il dovere della razionalità, e soprattutto dell’umanità. Personalmente, credo che una profonda educazione umanistica (un’educazione, cioè, a riconoscere e a coltivare ciò che di umano c’è in noi) non possa che portare alla diserzione: cioè al rifiuto radicale di uccidere un essere umano, anche a costo di esserne uccisi. Dubito che sarei capace di esercitare questo grado eroico di umanità, ma l’incapacità di arrivare in cima alla scala non comporta affatto la rinuncia a imboccarla, salendola fin dove si riesce: credo che disertare l’esaltazione militarista e interventista sia un dovere morale, e un dovere razionale.
Chi in Israele, il 7 ottobre, ha visto allungarsi di nuovo l’ombra della Shoah è oggi comprensibilmente, e almeno fino a un certo punto anche legittimamente, in preda a paura, rabbia, odio, desiderio di vendetta. Chi in Palestina vede ora l’ombra di un genocidio è oggi comprensibilmente, e almeno fino a un certo punto anche legittimamente, in preda a paura, rabbia, odio, desiderio di vendetta. Sono due condizioni simmetriche che sono, e saranno, strumentalizzate da Hamas e dal governo Netanyahu, con gravissimo danno dei rispettivi popoli. Quegli stati d’animo non riguardano l’intero popolo israeliano e quello palestinese: in entrambi esistono minoranze che capiscono perfettamente dove porta la strada dell’odio, e si oppongono, come possono, ai rispettivi governi (che sono anche apparati militari). Ora, noi, lontani e al sicuro, dovremmo identificarci con queste minoranze, sostenerle con argomentazioni razionali, ed empatiche; dovremmo gettare acqua sul fuoco; dovremmo contestare i governi, e abbracciare i popoli, esporre insieme le due bandiere, o anzi esporre solo la bandiera della pace, rinunciando a simboli oggi troppo compromessi col veleno nazionalista e identitario, e associati a nefandezze criminali; dovremmo chiedere a gran voce l’intervento dell’Onu a separare i belligeranti.
Dovremmo saper distinguere tra Hamas e l’islam: evitando come la peste la retorica dello scontro di religioni, o di civiltà. È vero che l’argomento della guerra santa è usato a piene mani da Hamas, e dal regime omicida (femminicida, per la precisione) dell’Iran: ma proprio per questo noi dovremmo rigettarlo, mostrando l’abisso che separa milioni di musulmani da pochi terroristi. E dovremmo anche saper distinguere tra popolo ebraico e Israele: è vero che la linea Netanyahu tende a fare coincidere queste due entità, ma non è solo un errore oggettivo, è anche benzina sul fuoco dell’antisemitismo. Identificare Hamas e l’Islam significa compromettere la meravigliosa cultura islamica, che è patrimonio di tutta l’umanità. Identificare lo Stato di Israele (e la politica dei suoi governi) con l’ebraismo significa mettere a rischio (lo ha ricordato con forza Raniero La Valle) una cultura seminale per l’intera umanità (a partire da cristianesimo e islam).
Noi occidentali, a ragione odiati da gran parte della restante umanità per l’arroganza del nostro preteso primato culturale, dovremmo riuscire finalmente a dismettere i panni del colonialismo, per vestire quelli della custodia della diversità e della pluralità culturale: una prospettiva di espiazione e riparazione, dopo secoli di dominio. Dovremmo spiegare a noi stessi e al mondo che la pace si difende con la pace, non con la violenza. Dovremmo saper dire, dopo due mostruose guerre civili europee, che la guerra è sempre e solo una inutile strage: adoperarci per togliere le armi dalle mani dei belligeranti, non già indossare metaforici elmetti, trattando da disertori i pacifisti che rifiutano. Se davvero vogliamo un primato, dovrebbe essere di saggezza: dopo millenni passati a scannarci, negando e tradendo i principi migliori della nostra cultura (classica e cristiana), dovremmo ora saper dire agli altri che la guerra non conosce mai vincitori, ma solo sconfitti. Perché noi umani siamo “pezzi unici”: e distruggerne anche solo uno, significa aver perso il mondo intero. Siamo così lontani da questa saggezza che suonano sconcertantemente attuali le desolate parole che il pacifista Romain Rolland scriveva nel 1914, alla vigilia della Grande guerra: “I latrati d’odio dei giornali fanno orrore e pietà. Che opera credono essi di compiere? Vogliono punire i delitti, e sono, essi stessi, dei delitti: perché le parole omicide sono la semente degli omicidii”.
“Perché noi umani siamo “pezzi unici”: e distruggerne anche solo uno, significa aver perso il mondo intero”.
Questa è una citazione, anche se non ricordo di chi. Ma è lo stesso vero, altroché se lo è.
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Sembra la citazione al contrario del detto ebraico “ chi salva una vita , salva il mondo intero “ e mi pare di ricordare che si parlasse proprio di salvare una persona, senza alcuna distinzione di razza, religione o genere……parole dimenticate vista la carneficina in corso! Il problema è che ogni volta si constata la realtà degli eventi, , odio e violenza , come se fossero nati dal fatale buio della ragione e dal dilagare di follia collettiva, e non come il prodotto fattuale di una discultura di intolleranza e guerra, seminate prima con parole e linguaggio, mentalità che forma il contesto atto al verificarsi degli eventi! Pare di rivedere l’ affermazione del nazismo antisemita come fascinazione, delirante, collettiva ,di Hitler e non come il prodotto della ricca Europa borghese del 900, prima governata dai tre cugini, nipoti della regina Vittoria, poi dilaniata dagli esiti della prima guerra mondiale, dove circoli “culturali” esoterici massonici coltivavano e propagandavano l’antisemitismo da decenni, fino all’esito catastrofico ed aberrante, la soluzione finale, della questione ebraica in essere da un secolo nel civile Occidente! A leggere parole e mentalità in uso comune da decenni in Italia ed Europa, con l’ affermarsi dell’ idea che un cittadino/persona non abbia diritti in quanto tale, che poi è quanto fece inizialmente il nazismo , rendendo apolidi i cittadini tedeschi di religione ebraica, ma in relazione a razza, religione, genere, preferenze sessuali, appartenenza politica o linguistica, fa sorridere che , dopo aver seminato la discultura dell’ intolleranza, tanto da ignorare la repressione della diversità, la xenofobia dilagante, fino alla sostituzione etnica di un ministro , l’omofobia, che diventa verbo in libri spazzatura, qualcuno sia sorpreso dell’ antisemitismo e dell’ antislamismo che fanno parte del pacchetto anti! Se l’ Occidente ha rimosso e rinnegato parole di custodia della diversità e della pluralità culturale, propagandando parole d’ odio, i due estremi fattuali si scontrano alla fine nei rispettivi orrori, come prodotto di ciò che è stato seminato ed i servi schiocchi della discultura di cui sopra indossano gli elmetti! La realizzazione della pace prevede una cultura di tolleranza, rispetto ed umanità, di cui si è persa ogni traccia, ed il “civile” occidente ha preferito la logica, in parole e fatti , della guerra, per disarmare i belligeranti dovrebbe rinnegare se stesso e la sua storia di due secoli!
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Dovremmo prima di tutto intenderci sul termine “umano” .Che la guerra non è umana ? Quale altro animale di questo pianeta si fa la guerra organizzata con uno della propria specie se non per il possesso delle femine e la riproduzione ? Forse dovremmo precisare che per umano intendiamo quel sentimento superiore non bestiale che ci fa provare pietà, solidarietà, amore non interessato, empatia , senso del giusto, dell’equo etc..etc. Ma dove finiscono tutti questi sentimenti nobili quando qualcuno ti nega anche il territorio sul quale sei abituato a vivere da quanto sei nato ? Può un uomo rinunciare anche alla sua naturale sede senza sentire il bisogno di lottare con tutte le sue forze contro la sopraffazione ? Gli Zeloti fecero di tutto per cacciare i romani da Israele ,eppure i loro occupanti gli permettevano comunque di autogovernarsi e di mantenere i propri usi e costumi, le proprie leggi, la propria fede religiosa, oltre alla propria terra. Li hanno deportati nel 70 dopo cristo dopo secoli di dominio ,e soprattutto non pretendevano di essere auto assertori di civiltà superiore e portatori di democrazia.
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Le formiche e i calabroni, per esempio.
La logica è simile.
Persino gli scimpanzé sono capaci di farsi ‘guerre’.
Ma questo è quel che passa il convento del mondo.
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