Finora è stato un genere minore del “gossip power”. Ma la destra è impensierita dal salto di qualità dopo aver visto usare il metodo contro gli avversari di Arcore

(FLAVIA PERINA – lastampa.it) – Macchina del fango è un’espressione così rilevante in Italia che ha persino una voce su Wikipedia: «Indica l’azione coordinata di un gruppo di pressione, soprattutto attraverso i mass media, volta a delegittimare o ledere l’onore e la credibilità di una persona, ovvero infamarne o screditarne l’immagine pubblica».
E’ questa la macchina che ha investito Andrea Giambruno e di conseguenza Giorgia Meloni? E’ la domanda che a destra si fanno quasi tutti, tutti quelli che stentano a credere alla versione dei fuorionda resi pubblici da Striscia per motivi di audience o semplicemente per divertimento. E tuttavia non si può dirlo ad alta voce, bisogna usare cautela, perché il diritto al pettegolezzo, alla foto o all’audio rubato, il gossip power del mondo berlusconiano è stato così a lungo difeso dalla destra che oggi sembrerebbe un controsenso imbracciare il fucile e dire: questo non è giornalismo, è spazzatura.
Si rise molto, nel vecchio Pdl, all’epoca della sentenza sul Lodo Mondadori (con multa milionaria al Cav) quando Canale 5 mandò in onda immagini registrate di nascosto del giudice estensore del verdetto, Raimondo Mesiano, a passeggio per Milano. Fumava un sacco di sigarette mentre aspettava il suo turno dal barbiere, portava calzini turchesi con scarpe bianche: «Stravaganze fisiche che corrispondono a stravaganze professionali», si chiosò in studio, insomma, un mezzo matto. E si gridò coralmente allo scandalo, poco dopo, per un fatto riesumato dagli archivi degli anni ’80: la giovanissima Ilda Boccassini era stata segnalata mentre scambiava effusioni col fidanzato dell’epoca, un cronista giudiziario. Una che bacia giornalisti in strada ha i titoli morali per indagare su Ruby e il Bunga Bunga? Era passato un secolo dal bacio, e tuttavia i dettagli sull’antica vita sentimentale della magistrata diventarono capo d’accusa, strumento di demolizione della sua reputazione.
Il fuori-ondismo è stato, fino all’altro ieri, un genere minore di questo tipo di gossip power. Si limitava a punzecchiare, raramente era cattivo. Faceva addirittura simpatia, tantochè non risulta che il Cavaliere si sia mai arrabbiato per gli spezzoni dove dormicchiava attendendo un intervista di Rete4, raccontava barzellette sulle sue notti brave o faceva imitazioni degli avversari politici. Il suo fedelissimo portavoce, Sandro Bondi, ne fu a lungo vittima privilegiata, un tormentone: Bondi che si scorda cosa ha appena detto ai giornalisti, Bondi che deve ripetere tre volte una dichiarazione perché si impiccia sempre, Bondi inseguito dal Tapiro D’Oro. Ridevano tutti meno lui, perché era chiaro che quell’inseguimento ad personam ne screditava il ruolo e l’autorevolezza, lo trasformava in un pupazzo.
Ma nella nuova era del governo delle destre non si era visto, finora, nulla di simile. L’episodio più rilevante era stata una frase rubata al ministro Guido Crosetto su Giuseppe Conte («Ho a che fare con un deficiente»). Poca roba, senza alcun seguito dopo le doverose scuse e il chiarimento tra i due. Anche per questo il salto di qualità del gossip power impensierisce e preoccupa la destra, che conosce bene il meccanismo, lo ha visto a lungo usare contro gli avversari di Arcore e conosce i danni che può causare soprattutto nella versione che chiama in causa i dati più privati, le relazioni, il sesso. Anche Metodo Boffo ha una voce su Wikipedia che spiega come, nel 2009, il quotidiano dei vescovi Avvenire perse il suo direttore dopo la pubblicazione su Il Giornale di una (presunta) informativa di polizia che lo segnalava come omosessuale. «Non ha il diritto di scagliare anatemi contro altri peccatori veri o presunti, e neanche di tirare le orecchie a Berlusconi, in campo sessuale ciascuno ha le sue debolezze»: questa la chiosa, che chiariva bene lo scopo dell’operazione (che poi si rivelò fondata su un falso grossolano).
Storie e tempi imparagonabili con quelli di oggi, soprattutto perché il Cavaliere non c’è più e quel tipo di potere di demolizione mascherato da ironia, scandalo sexy, scoop, non dovrebbe avere motivo di agire. Tantomeno nei confronti della presidente del Consiglio che ha riportato il centrodestra alla vittoria e al governo. Però il sospetto sulla possibile riattivazione della vecchia macchina rimane. E chissà che il “file Giambruno”, con le sue conseguenze così enormi per la vita personale di Meloni, non introduca finalmente una riflessione sulla differenza tra giornalismo e character assassination, inchieste e manipolazione, e accenda i riflettori sul ruolo che hanno avuto nella delegittimazione delle nostre istituzioni una serie di comportamenti che giudichiamo normali e non lo sono: l’inseguimento stradale dei personaggi sperando di ricavarne un gesto di stizza o una parolaccia, le chiacchierate informali registrate da telecamere e microfoni nascosti, i parlamentari intortati da richieste apparentemente serie che poi sfociano in domande assurde (mi canta Astro del Ciel? Mi dice le province della Lombardia?).
Magari ora che il fuori-ondismo è arrivato al top, al portone di Palazzo Chigi, anche la destra riuscirà a rettificare la generosità con cui finora ha trattato l’egemonia sottoculturale della maldicenza, scambiando le sue campagne ad personam per inchieste giornalistiche. Magari si riuscirà finalmente a riconoscere, anche se sottovoce, anche se con gli opportuni giri di parole: no, questa non è informazione; sì, questa è spazzatura.
I danni li hanno fatti quelli di destra con tutte le fesserie che hanno detto fino adesso sulle famiglie normali.
Divorziati conviventi, puttanieri che si dichiarano cattolici e a favore della famiglia tradizionale.
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l’oggetto dell’articolo LEI lo conosce bene: è passata da AN, poi con il PdL e infine con FLI e ora fa l’indignata dalla “BUSIARDA” un esempio di giornlismo di mxxxx.
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Quello che è stato ed è il repertorio di Marco Travaglio oggi viene usato dalla Stampa di Torino. Strano ma vero . Modestamente ho sempre detestato “Striscia la notizia” considerandola spazzatura e strumento di Berlusconi per infamare i propri nemici esterni ed interni come per “Le iene”. Ciò che mi stupisce è il fatto che il giornale degli Agnelli si accorge solo oggi di simili stolture. Non se ne accorgeva, per esempio, nel caso della “patata bollente” Raggi,della carriola e imattoni forati di Di Maio (quando era ancora in senno),delle enormi bugie sparate per colpire i cinquestelle quando erano ancora cinquestelle. E oggi tutte le malattie di putin ?
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Accoglierei, con riserva, la Perina in quelli che hanno capito, finalmente, in che mare di ca..a ha sguazzato .
Io pure ero un finiano ,all’epoca, e sto godendo vedendo che lo stesso metodo ora è usato per demolire la nana, che all’epoca si guardava bene dal fare 2+2=4
Faceva le fusa con i croccantini pronti appena usciva dalla cuccia e stop
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La tastata di zebedei è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso,non è stato per niente pattriottico diggiamolo.Per non parlare poi di dio e famiglia.
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Ma bene, la sm4rd4tur4 se la meritano tutta, i fasci e i berluscojones! Sono sempre stati dei pezzenti. L’hanno fatto da sempre di perculare tutti coi fuori onda e con le riprese nascoste divertendosi come matti ai danni di chiunque-non-fosse-dei-loro, e ora che se la son andata a cercare minuziosamente col lumicino grazie al genio di un poveraccio MdF peggio del (fu) padrone della rete per cui lavora (oddio, “lavora” è una parola grossa, ma per capirsi)… che se la becchino tutta intera dritta dritta nelle loro facce a Q-lo (con riferimento espresso proprio al giambrodo)! Chi di fuoriondismo ferisce… 🤷🏼♂️
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