
(Toni Capuozzo) – Io penso che non abbiamo diritto di dire ad Israele come rispondere, quanto reagire. Non lo abbiamo noi occidentali, amici di Israele, perché abbiamo chiuso un occhio e forse due su Hiroshima e Dresda, , su My Lay e Abu Ghraib, sulle tante guerre umanitarie, da Belgrado a Tripoli, da Mogadiscio a Baghdad, dal Donbass al Nagorno Karaback, in cui non siamo andati per il sottile, quanto a vittime civili. Non lo ha il mondo che oggi si contrappone all’Occidente, dalla Russia che va in guerra come alla guerra, dall’Iran alla Cina, tutti uniti nel sovrano disprezzo per i diritti dei singoli e delle minoranze: danni collaterali. Non lo abbiamo neppure noi italiani: il 16 ottobre del 1943, 207 bambini – un po’ più di quelli del kibbutz Kfar Aza – vennero portati via dal ghetto di Roma. No, niente sangue sulle nostre mani. Solo che non tornarono più. Non abbiamo niente da insegnare, niente da ammonire, nessuna ragione di stare con il ditino alzato. Possiamo solo non restare indifferenti, sentire la pena per un milione e più di palestinesi a nord del Wadi Gaza invitati ad andare verso sud, e accettare questa minima traccia di civiltà che sopravvive all’orrore: uomo avvisato, anche se è nell’angolo di una gabbia, anche se ha applaudito alle imprese funeste di Hamas, anche se ne è ostaggio. Possiamo provare pietas, in giorni in cui la pietà sembra morta. E augurarci che anche in queste ore si pensi al dopo. A vicinanze obbligatorie, visto che il vicino non può essere cancellato, come piacerebbe ad Hamas, e come la vendetta vorrebbe. E il dopo richiede non perdere la possibilità di parlarsi, cercare disperatamente di scrivere messaggi in bottiglia, e sperare che qualcuno li raccolga tra le macerie. Ma è un augurio sottovoce, nel giorno della preghiera, al tempo della rabbia, quando ovunque la pace è fuori moda.
Alcuni quotidiani israeliani (al contrario dei giornalisti italiani ed europei) hanno il ’coraggio’ di dire che Hamas è stato sostenuto e foraggiato per anni da Netanyahu…
La politica del premier di privilegiare Hamas come un partner (come fecero gli usa in Afghanistan, sostenendo iTalebani e Al Qaida in funzione antisovietica), a scapito dell’OLP, era diretta ad impedire la formazione di uno stato palestinese
Da The Times of Israel:
“Per anni, i vari governi guidati da Benjamin Netanyahu hanno adottato un approccio che divideva il potere tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, mettendo in ginocchio il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas e compiendo mosse che sostenevano il gruppo terroristico Hamas.
L’idea era quella di impedire ad Abbas – o a chiunque altro nel governo della Cisgiordania dell’Autorità Palestinese – di avanzare verso la creazione di uno Stato palestinese.
Pertanto, nel tentativo di indebolire Abbas, Hamas è stato promosso da semplice gruppo terroristico a organizzazione con cui Israele ha condotto negoziati indiretti attraverso l’Egitto e a cui è stato consentito di ricevere infusioni di denaro dall’estero…
Nella maggior parte dei casi, la politica israeliana è stata quella di trattare l’Autorità Palestinese come un peso e Hamas come una risorsa. Il parlamentare di estrema destra Bezalel Smotrich, ora ministro delle finanze del governo intransigente e leader del partito Sionismo religioso, lo ha affermato lui stesso nel 2015.
Secondo vari rapporti, Netanyahu ha espresso un concetto simile in una riunione della fazione del Likud all’inizio del 2019, quando avrebbe affermato che coloro che si oppongono a uno Stato palestinese dovrebbero sostenere il trasferimento di fondi a Gaza, perché mantenendo la separazione tra l’Autorità Palestinese in la Cisgiordania e Hamas a Gaza impedirebbero la creazione di uno Stato palestinese.
Sebbene Netanyahu non faccia questo tipo di dichiarazioni né pubblicamente né ufficialmente, le sue parole sono in linea con la politica che ha attuato…
Sostenuta da questa politica, Hamas è diventata sempre più forte fino a sabato, il “Pearl Harbor” di Israele, il giorno più sanguinoso della sua storia – quando i terroristi hanno attraversato il confine, massacrato centinaia di israeliani e rapito un numero imprecisato sotto la copertura di migliaia di razzi lanciati contro città del sud e del centro del paese”.
"Mi piace"Piace a 8 people
E adesso chi glielo dice a Lo GUASTO, che afferma essere complottista che Izrhaell abbia sostenuto Hamazz?
"Mi piace"Piace a 2 people