
(Toni Capuozzo – ultimabozza.it) – Sono ore segnate da punti esclamativi e da punti interrogativi, entrambi inquietanti. I punti esclamativi son le immagini mai viste finora: avevamo visto gli attentati o gli assassini proditori, ma mai le esecuzioni feroci, manu militari e a freddo di civili nei villaggi israeliani al confine con Gaza, nelle strade occupate dai miliziani da Hamas. Non avevamo mai visto dozzine di Merkava e di M113 corazzati, finire nelle mani di chi ha espugnato postazioni, check point e posti di frontiera alle prime luci del giorno.
Ci ricordavamo i 5 anni di prigionia di Shilad Galit, il sergente il cui sequestro aveva prodotto nel 2006 una delle tante guerre dai nomi improbabili (“Piogge primaverili”), ma mai decine di prigionieri e ancor più numerosi ostaggi civili: donne, anziani, bambini. Sarà la guerra delle prime volte.
E ci sono i punti interrogativi. Come mai il leggendario Mossad è stato colto di sorpresa? E che cosa succederà adesso? Sappiano delle tattiche inedite di Hamas: razzi come sempre, ma in numero mai visto: cinquemila. Commandos mobili, su motociclette e perfino parapendii. Un fronte ampio e obbiettivi distanti tra loro. Che cosa succederà? La reazione israeliana – già iniziata con i bombardamenti su Gaza – appartiene al già visto. Sa di impotente vendetta e soddisfa Hamas che vuole la morte tra ai suoi civili, per radicalizzarli. Una operazione di terra è il minimo che possiamo aspettarci, ma è anch’essa un già visto, che ha riportato le cose al punto di partenza. L’unica cosa nuova non sono le mediazioni dell’Egitto, né le minacce di Hezbollah libanese (dove ci sono un migliaio di militari italiani) e neanche i complimenti di Teheran ad Hamas. Il nuovo sta nel fatto che la comunità internazionale è stata colta di sorpresa come Israele, attaccata nella guerra dello Yom Kippur, la festa dell’Espiazione, esattamente cinquant’anni fa. Da venti mesi c’è una guerra in Europa, che divide il mondo e consuma energie ed economie dell’Occidente. Ci eravamo quasi dimenticati del Medio Oriente, dove il conflitto non era mai finito.
Dicono che, chi semina vento, non può che raccogliere tempesta. E chissà che non sia la tempesta che cercasse il governo israeliano. Soprattutto con le scorrerie in Cisgiordania occupata e con la ininterrotta costruzione di colonie. Per Israele sarebbe la buona occasione per superare la “questione palestinese”, annegandola nel sangue.
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Ma con 2 mln di palestinesi solo nella Striscia e donne che fanno oltre 4 figli a testa (fino a non molti anni fa sfioravano 8…) cosa ci si aspetta? Malgrado tutte le vessazioni e le vittime, la popolazione di una terra di circa 360 kmq è raddoppiata in una dozzina d’anni, da 1 a 2 mln e rotti. Idem per la Cisgiordania. Per questo i gazawi (età media: 18 anni!) non hanno carenze di carne da cannone e non hanno niente da perdere.
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la tentazione di fare un genocidio è fortissima,
se andranno fino in fondo e non prevarrà il buon senso della realtà e il raziocinio, Israele passerà alla storia come stato che ha applicato le stesse modalità dei suoi antichi nemici.
Per anni hanno pestato, ucciso, prevaricato, incarcerato, rinchiuso, sfruttato e ostracizzato i palestinesi col consenso del Big Boss (usando il potere di veto per qualsiasi richiesta di condanna), adesso le anime belle si meravigliano che una nuova grana gli sia scoppiata in faccia, dopo quello che hanno volutamente ignorato.
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https://t.me/Notizie_Russia_Ucraina/10662
palestinesi spogliati, picchiati e marchiati
(immagini che non vedremo in nessun TG occidentale)
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Ne abbiamo visti di tutti i colori, crimini contro l’umanità perpetrati dai terroristi palestinesi come dallo stato di Israele. Però tutti o quasi si scagliano contro i terroristi palestinesi, mai contro il terrorismo di stato che per tutti i governi di Israele è l’unica risposta accettabile per dei nemici che sono stati trucidati e cacciati da territori che abitavano da centinaia di anni e che sono, come minimo, tanto dei Palestinesi come degli Israeliani. Ora, come in un tragico deja vu, verrà immancabile la feroce rappresaglia israeliana, che, è facile prevedere, supporrà il massacro soprattutto di civili innocenti, come innocenti sono le vittime dell’attacco brutale di Hamas. Purtroppo,la gran parte dell’opinione pubblica israeliana sarebbe contenta di una soluzione finale del problema, come concepita dal tiranno di Berlino ottant’anni fa. E, come per “aggredito e aggressore” in Ukronazia, tutte le cancellerie occidentali affermeranno che “Israele ha il diritto di difendersi “. Ma parlare di pace, che è l’unica vera soluzione del problema, e arrivarci, quello no. Impensabile
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Israele cresce demograficamente tanto quanto i vicini stati arabi, se non di più fra gli ultra radicali.
E sono tutti voti che stanno spostando l’asse politico verso l’ultradestra ipernazionalista.
L’idea di Stato aggressore si accentuera’ negli anni a venire, grazie alla disponibilità di una forza militare avanzata e sofisticata che finirà nelle mani di pazzi esaltati.
Da questa prospettiva la sorte dei Palestinesi della Cisgiordania e soprattutto di Gaza appare segnata.
Ritengo che a tempi debito assisteremo ad una violentissima reazione contro la teocrazia iraniana che non escluderebbe l’uso di nuove armi di sterminio, più selettive dell’atomica, provenienti dallo spazio. Nessuno Stato confinante ha a disposizione satelliti, tranne le petromonarchie e forse lo stesso Iran.
Bisogna poi capire se nel fronte musulmano continueranno le storiche, e Genetiche, divisioni fra Sunniti e Sciiti, o se in tale confusione si approfittera’ per un regolamento di conti definitivo.
https://www.adnkronos.com/Archivio/internazionale/esteri/come-sta-cambiando-la-demografia-in-israele_66uqZ2SAYXqsy3A7ajYKCR
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E come potevamo interessarci di medio oriente se per i nostri media Gaza non è un problema e Israele come la Cia ha diritto di uccidere chiunque.
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