(Stefano Rossi) – Spesso all’estero ci identificano come mafiosi e, purtroppo, non sbagliano.

Quando è morto il bacarozzo messina denaro tutti i Tg hanno aperto con la notizia dando risalto al personaggio.

Nella mattinata, Rai News, metteva la scritta in sovraimpressione, fissa per tutta la mattinata, sulla morte del criminale.

Molti Tg e pennivendoli ci hanno tenuto a mettere, prima del nome e cognome, il titolo “accademico”: boss, come a rendere omaggio al suo trascorso di malefico delinquente.

Non sia mai che gli togli il titolo guadagnato con omicidi, torture, attentati dinamitardi, killeraggi vari.

Quello che è giusto è giusto.

Ho notato che il TG1 gli ha dedicato quasi metà del tempo con servizi, ricordi, dirette persino davanti la camera mortuaria.

Questo, in genere, accade quando muore un presidente della Repubblica, un noto politico o personaggio assai importante per meriti e non per demeriti.

Ma evidentemente il crimine paga.

E non può essere un caso che le serie televisive più in voga tra la gente è dedicata non alle forze dell’ordine e magistrati che combattono i bacarozzi bensì proprio ai bacarozzi  che vengono esaltati e mitizzati.

E più sono malefici e più piacciono.

Controlliamo il tempo dedicato a questo brigante sanguinario nei vari Tg e ci accorgeremo che nessun personaggio famoso, alla loro morte, ha avuto la stessa attenzione.

E da mafiopoli è tutto.