Un nuovo impasto di potere è al governo da un anno. Un pezzo di questo nuovo impasto è vecchio, certo, ed è il fascismo. Ma un pezzo è nuovo, mai visto, impensabile senza i social

(di Michele Serra – repubblica.it) – Forse il problema è che non dovremmo più chiamarla “destra”. È un concetto che evoca ordine e conservazione, borghesia e banche, gerarchia e capitalismo. Nonché un congenito, secolare disprezzo per la demagogia comiziante e per l’idea stessa che “il popolo” possa determinare il corso della storia. La destra era (è sempre stata) quella parte della politica convinta che spettasse alle élite governare e al popolo obbedire. Era Giuseppe Prezzolini quando nel Manifesto dei conservatori scriveva, con spregio, che «la destra è la cultura dei libri, la sinistra è la radiolina». Era – a suo modo, e per venire quasi all’oggi – Giorgio Napolitano (comunista di destra) che riponeva tutta la sua fiducia nelle istituzioni, pochissima nelle elezioni.
Sembrano passati i secoli, da quella destra. Invece è successo tutto in pochi anni. E tutto è radicalmente cambiato. Qui siamo a Trump che benedice l’assalto al Campidoglio per mano di mattoidi nutriti a complottismo, al mito di Meloni “underdog” uscita dai bassifondi a dispetto dell’establishment e dei “poteri forti”, alla destra cospirativa e paranoide di Steve Bannon, al Salvini che brandisce il rosario davanti alla folla come se il sanfedismo fosse ancora un’opzione politica, nel terzo millennio già in pieno corso. Siamo ai novax, ai notax, al negazionismo come impostazione culturale di base (tutto è falso, tutto è trama dei potenti contro “il popolo”), alle armi da fuoco brandite da amministratori leghisti (già, la Lega: non è tutto cominciato proprio lì?) che postano schioppi e pistole come simbolo di autodeterminazione, a un popolino frustrato che non riconosce Stato né leggi, e in ogni gerarchia consolidata vede solo arbitrio, frode e sopraffazione. Questa è la vetrina della destra politica odierna a livello mondiale. E non è una vetrina “conservatrice”, tanto meno liberale. È un fenomeno nuovo e ancora senza nome (“populismo” è un termine troppo vago, esiste anche un populismo “di sinistra” che non è nazionalista, non è omofobo e non segue Cristo Re. Il fascismo è sicuramente populista, ma non tutti i populismi sono fascisti).
Che poi nel retrobottega lavorino, felici di passare quasi inosservati, vecchi notabili e nuovi contabili del conservatorismo classico, i gattopardi del «tutto cambia perché nulla cambi», è un altro discorso. I Giorgetti, gli Zaia, i Tajani, i Lupi, le vecchie volpi post-democristiane che sicuramente disprezzano il populismo fracassone e contano di poterlo cavalcare fino allo stremo. E ci tocca dire: speriamo che non abbiano sbagliato i loro conti, che il loro cinismo prevalga nel nuovo impasto di potere.
Un pezzo di questo nuovo impasto è vecchio, certo, ed è il fascismo. Quel nazionalismo da strapazzo, quel rancore incurabile che si tramutò in olio di ricino per i professori e che portò un fallito sociale (Mussolini, lui sì un vero “underdog”) a sconvolgere l’Europa portandola alla catastrofe e alla mattanza. Ma un pezzo è invece nuovo, mai visto, impensabile senza i social che organizzano l’odio in forme prima inimmaginabili, che vomitano su chiunque sia sospettabile di avercela fatta, e soprattutto: che della realtà hanno deciso di fare a meno perché è d’impiccio.
Trump, in questo senso, di questa nuova “cosa” è il leader indiscusso. La destra ha sempre amato definirsi “realista”. Oggi abbiamo di fronte, nell’intero Occidente, una destra antirealista. Con la quale sarà difficilissimo fare i conti perché abitiamo nello stesso Paese, non nella stessa realtà.
menegreghismo assoluto…
"Mi piace"Piace a 1 persona
mi correggo…menefreghismo assoluto per i valori…
"Mi piace"Piace a 1 persona
Travaglio sulla pseudo-destra del Nutellaro e di Lady Aspen: “Questi non marciano su Roma, questi mangiano!”.
"Mi piace""Mi piace"
Articolo concettualmente giusto, ci mancherebbe, seppur da prendere con le pinzette. Che questa attuale sia la peggior destra (anti)sociale di sempre, non ci piove. Oltretutto bifolca e buzzurra come pochi, d’una ignoranza spaventosa, che mette ai posti importanti tutta la peggior parentela possibile oltreché gente che anche già sul piano umano farebbe scappare qualsiasi vita minimamente intelligente extraterrestre (e sul piano intellettuale, ma direi intellettivo, vale esattamente zero, tipo Felpeenee il fenomeno, il mangiasarcicce a tradimento alle sagre). E incompetente oltre ogni misura immaginabile, formata dai VERI scappati-di-casa, altro che parlamentari dei Cinquestelle, come tutti (TUTTI!) si divertivano tanto a dire in TV e sulla stampigienica utile esclusivamente per pulirsi le terga dopo aver evacuato.

Non si discute, appunto, ma questa destra esiste anche per il tradimento e conseguente fallimento epocale della sinistrache infingardamente, tentava disperatamente di recuperar voti facendo le stesse schifezze, ma dichiaranosi della fazione opposta…
Quindi son tutte cose bellissime, ma dette da un Serra nientemeno che di/su Repubblica… fan veramente ridere e crean raccapriccio il più nefando. Dov’era questo giornalone col suo valente paladino della libertà e della giustizia dottor Serra Michele, quando il PD raccontava a tutti dell’importanza delle riforme fatte dall’indiscusso genio dello statista Bin Rignan che rottamando di qua e di là, polverizzava l’Articolo 18 e si inventava la buona sQuola e il Jobs Act?
E dov’era questo gran giornalone quando Violante nel 2003 faceva le sviolinate alla Camera in favore del nano ghiacciato con la cacchina spalmata sulla fronte che la voleva far passare per capelli, messer pompetta, lì? Quello che tolse Ruby dalla strada, anche se “lei non era una prostituta” e nel mentre, tutti a far la danza propiziatoria davanti alla Procura di Milano (assieme a quell’altra gran dama, lì, la marchesa vien dal mare con lo sguardo vacuo quanto acuto, e che più vacuo non si può)?

Dov’erano gli scribacchini strapagati (anche) con quattrini pubblici, di Repubblica quando le stesse schifezze di adesso di mamma (e sorella e cognata) Gioggia le facevano, come detto prima, appunto quelli “de sinistra”?

Vorrei tanto che il dottor Serra mi rispondesse…
"Mi piace""Mi piace"