
(DOMENICO QUIRICO – lastampa.it) – Come lo sciacallo accompagna le carovane e il delfino le navi, il disamore pedina purtroppo i condottieri di popoli lungo gli itinerari consueti del loro immancabile successo. Il segnale d’allarme è il ricorso sempre più frequente da parte di coloro che fino a ieri marciavano con piede sicuro verso la vittoria alla parola tradimento. Brutto segno quando si comincia a denunciare a destra e a manca, il cuore zeppo di propositi vendicativi, gli apostati, i pavidi, i mestatori, le spie del nemico, i vigliacchi, i disertori interni e internazionali.
Quando muta la sorte, le sconfitte sono come il fulmine: incominciano con l’accecare e spentosi il bagliore, basta poco tempo per rendersene conto.
Guantato nella sua solita toilette che sembra fatta apposta per sottolineare in modo un po’ offensivo per i suoi ospiti che lui è indaffarato nella guerra e gli altri, quelli che lo tengono in piedi con armi e palanche, sono pantofolai con la cravatta, pareva, quella in America, la solita tournée abbonata al trionfo, alla commozione, alle promesse. Zelensky si è accorto che il passare del tempo fa impallidire anche l’irresistibile fascino di vamp della guerra giusta. La nostra passione occidentale per la Giustizia internazionale, il diritto dei popoli è piena di pozzanghere e di vie che non portano a niente. E soprattutto è un amore che si spegne rapidamente.
In fondo è anche colpa del presidente ucraino. Da un anno e mezzo Zelensky non ha saputo come tutti i buoni attori potrebbero insegnargli cambiare copione, cercare una parte diversa. Niente affatto. Lui invoca, poi esige, e infine minaccia i suoi alleati usando come metafisica prova del nove della loro fedeltà, la vittoria totale come unica soluzione: datemi armi sempre più efficaci e potenti e raggiungerò la unica pace vera che consiste nella sconfitta totale di Putin.
Zelensky ci conosce bene, ha fiutato la nostra antica passione a tenerci lontano dai guai che ci coinvolgono, e mettono a rischio un benessere che mantiene il buon umore. Ma non ha calcolato che nel nostro ben sopportabile purgatorio resta una spina nel fianco, un dettaglio insopportabile: che la buona causa da sostenere ci costi troppo. Il sostegno senza se e senza ma deve far rima con una condizione: che la vittoria si delinei in modo chiaro e sia arieggiata da una data finale vicina. La guerra permanente, come la rivoluzione permanente, punteggiata da «non ancora», priva di orizzonti, richiede apostoli incrollabili al dubbio, addirittura svezzamenti profetici che non ci appartengono più.
Ora deve fare i conti con un Occidente che ha in corpo una gran fretta di tornare ai tempi normali, e di ritrovarsi nella propria vecchia pelle, liberandosi di terrori nucleari per tornare al tran tran di guai meno ultimativi come inflazione e migranti.
Il fatto stesso che la guerra stia diventando una tragica banalità periferica con cui in fondo si può convivere anche se durerà anni, ha reso lo scudo Zelensky meno necessario: l’idea smisurata di un Putin alla conquista del mondo è scomparsa di fronte ai suoi fallimenti ucraini, e si allenta la paura che raschiava alla porta dell’Europa con i missili e i carri armati.
Il mondo in questo inizio di millennio è orribilmente malato, cosparso di chiazze guerresche simile a un eczema, dal Sudan al Karabakh. Ma in fondo sopravviviamo benissimo in questa isola fortunata, c’è di che placare le ansie. E la mostruosa incredibile inaccettabile guerra ucraina sta scivolando a poco a poco in questa geografia di macchie fastidiose ma per cui non è necessario svenarsi più di tanto. Basta l’analgesico di un po’ di denaro che non faccia salire troppo la febbre.
Negli Stati Uniti il sostegno «fino a che necessario» all’Ucraina aggredita nelle pianure centrali d’Europa è diventato una assioma ostaggio della campagna elettorale per le presidenziali del prossimo anno. Certi suoi diligentissimi attivisti cominciano, anche tra i democratici, a fare i conti con gli umori degli elettori. Che sembrano sedotti più che dal far progredire la Storia dalle ragioni del portafoglio e dalla vecchia tendenza americana a occuparsi dei propri interessi. Che, si sa, non sono eterni, ma cangianti.
Anche altri incrollabili sostegni fino a ieri si convertono apertis verbis alla furberia, che è l’anticamera del tradimento. La furberia del commerciante che fa sospirare la merce per venderla a prezzo maggiore. E qui compare la Polonia. Quello che non aveva mai nessuno osato suggerire, neppure i pacifisti più ostinatamente francescani, ovvero non dare più armi a Kiev, lo hanno detto i polacchi. Proprio loro. Quelli che fino a ieri erano disposti a tutto perfino a scendere direttamente in battaglia contro l’aggressore russo e che ora annunciano: le armi modernissime servono a noi.
È molto probabile che nella abiura polacca ci siano ragioni di politica interna legate alle prossime elezioni e il problema della concorrenza del grano ucraino che imbestia gli agricoltori ed elettori di quel Paese. Zelensky deve sperare che tutto evapori grazie a una unzione di miliardi e di ristori da parte della solita Unione europea, per ora con il portafoglio in mano. Ben più grave sarebbe se i polacchi, ormai diventata la vera avanguardia americana nel vecchio continente, servissero come test della amministrazione americana per vedere le reazioni a un ben più ampio disimpegno.
Zelensky lotta contro un avversario implacabile, il tempo. Non può come il suo avversario puntare sull’usura, usura degli uomini usati come carburante della guerra, usura delle economie occidentali, usura della pazienza. Il suo capitale da spendere è più piccolo. Può solo alzare la posta, spingere i russi a una guerra ancor più definitiva e totale. Legandoci a lui in modo davvero indissolubile.
Sin dall’inizio ci sono state raccontate una marea di stronzate. Putin non voleva invadere l’intera Ucraina, figuriamoci l’Europa. I russi sin dall’inizio hanno specificato i loro obiettivi,mettere in sicurezza le regioni del Donbass e impedire a Kiev di entrare nella NATO.. è questo dopo avere richiesto più volte una conferenza sulla sicurezza europea che garantisse la sicurezza di tutti. Avete cambiato la narrativa in tempo reale,articoli che parlavano di questo sono spariti dai server dei media,i crimini dei nazisti ucraini sono stati cancellati pure loro,con Wikipedia che ha cambiato alcune pagine e fatte sparire altre,dimostrando a tutti di essere uno strumento della propaganda NATO.. io come molti altri ho saputo sin dall’inizio che il sostegno a Kiev dell’Europa sarebbe cessato non appena gli Stati Uniti raggiunti i propri obiettivi avrebbe scaricato Kiev. La verità è che agli atlantisti degli ucraini non frega nulla.
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“Guantato nella sua solita toilette che sembra fatta apposta per sottolineare in modo un po’ offensivo per i suoi ospiti che lui è indaffarato nella guerra e gli altri, quelli che lo tengono in piedi con armi e palanche, sono pantofolai con la cravatta”
AH…LUI è indaffarato nella guerra!?!?
Non quei poveracci che manda a morire, mentre lui fa le sceneggiate, tipo Salvini con le felpe?
Massimo disprezzo per un elemento che NON ha mai pensato a proteggere il suo popolo, ma l’ha usato come carne da macello per i suoi assurdi sogni di gloria.
Sappiamo tutti come finirà, per lui… e daranno la colpa a Putin, ma credo proprio che sarà una mano “amica” a toglierselo di torno, se continua ad insistere, fastidioso come una MOSCA (che paradosso)!
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Un parolaio che in confronto Mogol non è nessuno. Ma non ne ha detta una di parola che facesse intendere un’autocritica al proprio modo di argomentare sulla guerra degli ultimi 18 mesi.Scopre l’acqua calda dove,fra l’altro,era immerso da tanto tempo e si aspetta anche i complimenti. Povero Quirico,se solo avesse fatto un altro mestiere…
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In tanti hanno spinto affinché il carnaio fosse alimentato.
Si tratta di menti assai raffinate; sicuramente arriveranno a chiedersi se una quota della catasta di morti ad est sia di loro competenza. Se non si ritirano dalla scena comprando un casale e un pezzetto di terra da coltivare significa che ritengono di no.
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Lo sanno abandonando prima che debbano andare in guerra per Biden anche I loro figli
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Buffoni: chi scrive e i protagonisti dell’articolo
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Tutte le guerre, senza eccezione alcuna, dalle più antiche alle più recenti hanno una ragione di carattere economico.
Questa non fa eccezione; l’obiettivo sono le terre rare del donbass.
Sul resto, sulle dinamiche della guerra non ho mai speso una parola e non intendo farlo adesso, sempre e comunque per lo stesso motivo: NON CONOSCO, NON SO.
Ognuno dice la sua, ognuno ha le sue ragioni ed i fatti finiranno per dare ragione agli uni o agli altri.
So solo che parlando con i colleghi russi ed ucraini con cui oggi mi trovo a lavorare, tutti concordano nel dire che Putin aveva ben altri strumenti per far leva sull’Ucraina; il gas in primis.
Non li ha voluti usare perchè questi strumenti non gli avrebbero permesso di prendersi il donbass il che mi riporta al punto iniziale
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E qui abbiamo Cuor di leone 70 in versione analista strategico, quello che però non sa niente di quel che ritiene di discettare.
Già una mezza ammissione.
Naturalmente, ad informarsi, ci sarebbe facilmente da capire che il ‘gas’ non sarebbe mai bastato, così come non è bastato l’EU che al posto del metano russo compra il GNL americano a prezzi aumentati.
Altro che pressione del gas.
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Io non faccio commenti sulla guerra in ucraina perchè non so niente; da dove vedi la MEZZA ammissione rimane un mistero l’ammissione è COMPLETA NON MEZZA
Che tutte le guerre hanno un motivo economico di fondo è noto; ciò che potrebbe non essere noto è il suo dettaglio
Se poicerchi di evidenziare nel mio commento la discettazione mi fai un piacere, a parte che le guerre hanno un motivo economico di fondo e raccontare la mia esperienza personale.
Le discettazioni le lascio fare agli strateghi come te, io ho il vizio di parlare solo di cose che conosco ed eventualmente chiedere ciò che non conosco.
Siccome non so dove informarmi circa la possibilità che la russia potesse usare il gas come leva negoziale, mentre capisco che tu hai qualche informazione in più, mi faresti la gentilezza di indicarmi i link/siti web dove è possibile avere queste informazioni?
Grazie
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NON SAI DOVE INFORMARTI?
Manco Wikipedia, per dire.
Ma vatti a nascondere, vai 😀
Esempio piccolo piccolo:
https://odysee.com/@luogocomune:5/ucraina-l'altra-verit%C3%A0:e
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https://odysee.com/@luogocomune:5/ucraina-l'altra-verit%C3%A0:e
Chiudete le accademi militari; è arrivato Massimo Mazzucco
Come vedi su wikipedia ci sono andato
Massimo Mazzucco (Torino, 20 luglio 1954) è un regista, sceneggiatore e blogger italiano, attivo sostenitore di diverse teorie del complotto.
NAPOLEONE CHI?
Io non ho nessun problema a dire che sono un ignorante in tema di guerra in Ucraina; però dare credito ad un attore, scenggiatore e blogger oltre che ad un GENERALE VANNACCI DI COMPLEMENTO COME TE , CE NE VUOLE
Del resto cosa aspettarsi da uno che non ha ben chiara la differenza tra una droga ed un vaccino?
Giusto per tirare le conclusioni dopo questa:
Tu sei uno PROFONDAMENTE IGNORANTE, che ritiene di essere intelligente solo perchè cerca su internet cose che una persona, definita comunemente normale, nemmeno si sogna di cercare e se anche le trova le analizza con senso critico e le rigetta.
Oltre a questo ho visto come rispondi a me ed anche ad altri presenti sul forum: risultato sei UN MALEDUCATO DI PRIMA CATEGORIA, UN VERO E PROPRIO CAFONE.
Io continuerò, fin quando ne avrò voglia e fino a quando mi sarà consentito, a pubblicare i miei commenti su questo forum.
Quanto a te d’ora in avanti non mi interessa cosa scriverai sui miei commenti, non ti risponderò più.
BANNATO A VITA
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Toc toc, Orsini, sei tu?
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