Il filologo: «Gli attacchi a Greco segno di decadenza intellettuale e civile»

(LUCIANO CANFORA – lastampa.it) – Caro Direttore,
ho seguito su vari quotidiani e innanzitutto sulla torinese «Stampa» le aggressioni rivolte al direttore del Museo egizio. Brutto segno di decadenza intellettuale e civile nel nostro non felicissimo presente.
Non tocca a me ripetere l’ovvio, che cioè Christian Greco è tra i migliori egittologi su scala planetaria. Mi sembra invece opportuno soggiungere una considerazione che immagino contribuisca a dissipare equivoci che si stanno accumulando su questa vicenda. Non mi permetto di interpretare il pensiero del direttore dell’Egizio, sembra però a me molto elegante l’iniziativa che gli viene invece rimproverata: basti pensare che tanti tesori dei nostri musei di antichità provengono da paesi cui quei tesori sono stati sottratti. Faccio un esempio celebre: l’ambasciatore britannico presso l’impero ottomano, Lord Elgin, poté sottrarre a man bassa i marmi del Partenone incoraggiato a ciò dal sultano, perché l’Inghilterra cinicamente aveva aiutato l’impero ottomano contro Bonaparte, generale allora della Repubblica francese, il cui disegno era di sottrarre la Grecia al dominio turco. La liberale e civile Inghilterra preferì impedire questo disegno liberatorio, ricevendo in cambio un bel bottino di beni culturali da esporre nei propri musei. Queste storie non andrebbero mai dimenticate. Nel caso dell’Egitto il prelievo disinvolto di tantissimi beni culturali è durato secoli. Ristabilire un rapporto civile e cordiale è una forma elegante di «risarcimento».
So benissimo quante repliche nevrotiche susciteranno queste mie righe e tuttavia Gliele invio serenamente.
Spero davvero che Torino non perda Christian Greco.
per la stessa ragione sono benvenuti i migranti africani in europa dopo che tra schiavismo e colonialismo le risorse umane e materiali dell’africa sono state munte fino allo spasmo
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Peccato che nella sua storia i curatori del Museo egizio non abbiano mai sottratto nulla a nessuno. Ma viviamo nell’epoca in cui bisogna sempre piegare i fatti ai propri desiderata e alla propria narrazione, lo fa l’autoreferenziale intellettuale così come il pappagallo che lo commenta.
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