
(Eretica – ilfattoquotidiano.it) -Dopo giorni di victim blaming sui social, immancabile arriva anche l’intervento del papabile di turno. Il fatto che giudichi una donna che ha bevuto o balla come quella che se l’è cercata indica quanto la cultura sia totalmente da resettare. Se una donna ha bevuto non è in grado di dare consenso. Se si diverte non significa che accetti di essere stuprata. Si tratta di un’aggravante e non di una attenuante per gli accusati di stupro di gruppo a Palermo.
Vale per loro e vale per tutti. Già che c’era, il signor Giambruno poteva pescare dal copione del victim blaming altre varie ed eventuali: se esci da sola la sera te la cerchi; se metti la minigonna te la cerchi; se non ti fai accompagnare da un uomo te la cerchi; se non appartieni ad un maschio te la cerchi. Che altro? Quante ancora dovremo sentirne perché si parli di violenza di genere e di cultura dello stupro?
Questo legittima ogni uomo che pensa di poter trarre giustificazione da ogni affermazione scriteriata che colpevolizza una vittima. Questo fa ritenere ancora le vittime come carne da macello, corpi di cui si può disporre che siano esse svenute, non in grado di dare consenso o solo intente a trascorrere una serata a divertirsi. Chissà perché le donne non possano, come se vi fosse un divieto morale, come se l’invito implicito fosse quello che le donne restino a casa a vigilare sul focolare.
Ma le affermazioni diffuse offendono anche gli uomini: esseri incontinenti, come se non potessero trattenere un’erezione da sfogare su qualunque malcapitata, esseri che non penserebbero ad altro che a beccare la prossima donna priva di sensi per lasciarsi trascinare nel vortice dello stupro. Poveri cari, essi non capiscono, non colgono in effetti il fatto che quella sia una persona, che ha pari diritti e che soprattutto deve dare consenso prima che l’erezione maschile la sfiori. Descrivere gli uomini tutti come quelli che non sanno trattenere gli istinti primordiali li colloca tra i primati, o forse ancor prima, perché nel mondo animale c’è più rispetto. Se gli uomini non si ribellano a questa descrizione che viene data di loro, come possono le donne fidarsi del prossimo amico o parente che vuole dare loro un passaggio dopo una sera fuori?
Perfino il più innocente degli amiconi se ti vede fuori fase, se hai bevuto, se ti dà un passaggio, si sente in diritto di metterti le mani addosso. Lo so perché mi è successo, però una volta tanto quell’uomo si è fermato al No. Ha avuto un moto di umanità ed empatia, o forse ha riconosciuto la parte di me combattiva che lo avrebbe denunciato il giorno dopo. Non lo saprò mai. Non saprò cosa l’abbia fermato o cosa non abbia fermato quegli altri che mi hanno stuprata, mentre ero del tutto sobria. In ogni caso il punto è che siamo troppo abituate a guardare agli eventi che toccano i nostri corpi e ci feriscono a partire dalle parole di uomini che giustificano altri uomini. Perché di linee difensive si tratta. Lei era consenziente, signori della corte, lei biascicava, non si capiva se volesse andare avanti o meno.
Dunque in concomitanza di quel che i neuroni maschili traducono sempre e solo in un invito all’approccio sessuale – se respiri, se le tette vanno su e giù mentre cammini, se i fianchi si muovono quando attraversi la strada, se hai le gambe e le braccia, se sei femmina – confidiamo ancora nelle parole di uomini che stanno dalla parte degli uomini. Che affermano il proprio potere sui corpi delle donne, in termini sessuali e riproduttivi, di ruoli di genere e di capacità intellettive.
Perché lo stupro è una questione di potere, di maschi sulle donne, per rimetterle al proprio posto, oggettificarle, colpevolizzarle, incrinare la loro autostima, farle vergognare, indurre in loro sensi di colpa. E ogni affermazione sessista tende ad ammonire tutte le altre, che stiano attente, perché a loro accadrà lo stesso, che restino chiuse in casa, invece di riprendersi le strade.
Invece no: ci riprendiamo le strade. Che gli uomini che non sanno resistere al richiamo di un’erezione autoctona si diano alla masturbazione. Le donne sono persone. Hanno preferenze sessuali, tempi e modi per dire sì con chi e quando vogliono. Non sono oggetti di sfogo per maschi che non resistono alla vista di una donna priva di sensi. Ma poi: che vergogna, uomini, a quel punto perché non darvi alla necrofilia? Se tanto mi dà tanto qualcuno potrebbe dire: ebbene ella era lì morta, come faceva quel bel giovine a capire che lei aveva detto no? Era consenziente? Giusto?
Buona lotta, donne. E buona lotta agli uomini che non si identificano con ciò che viene affermato dai loro simili.
li avete votati?
questo è quanto!
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Degno compare della PESCIVENDOLA.
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Complimenti per questo articolo, anche se non ho mai capito chi è Eretica . Il marito della Meloni la pensa come l’80% delle persone , siamo ancora tanto indietro.
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Din Don…din….don…din..donnn….. sono 70 anni che stanno stuprando il popolo italiano..oggi un colpo più a fondo che fa? NULLA..il popolo è abituato!
Ma questa ha ancora il coraggio di scrivere ste fesserie?
Ho capito è un troll disturbatore… chiudo.
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Fammi capire Blatta: tu faresti parte di quel 80% indietro, visto che dovresti averli votati i Meloni, o ti senti parte di quel 20% avanti (ma allora non si capisce che ci stai a fare a destra…)?
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L’ho sempre detto che non potrò avere mai un partito di appartenenza ( ho sempre il piede in due scarpe su tutto ) ma solo scelte di comodo .
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La mia era una domanda retorica: non avevo dubbi sulla tua appartenenza a quel 20% AVANTI (marsch).
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Zitto zitto sto cretino si sta preparando per le europee, devono accontentare tutte le frange sta manica di delinquenti.
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insomma se incontri il lupo meglio essere sobrie e col burqa
altrimenti
te la sei andata a cercare
‘azz ma questo è un cervellone, come mai non ci hanno pensato prima?
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Insomma, se vai per boschi, facile che il lupo salti fuori. Se poi ci vai in infradito, travestendoti da capretta (furbe loro!), invece che con gli scarponcini e un abbigliamento consono, il lupo ha vita facile.
Tornare a casa, se torni, mezze morte (se sopravvivi, porti i segni per tutta la vita) sapendo di aver ragione ché il lupo è cattivo (ma vah?), so’ soddisfazioni!
E così che hai insegnato i rudimenti del vivere a tua figlia, Metropolis?
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non sparare caxxate, solo per fare il bastian contrario
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Scusa, ma mi sembra di parlare con donabbonDI0, pertanto ti devo salutare (semicit.).
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mia figlia per fortuna non si è mai trovata in certe situazioni,
la regola è “conosci il diavolo per evitarlo”.
in ogni caso le violenze più frequenti sono con le persone che si conoscono e che ti sono più vicine.
Mi ricordo che da giovane, se avessi voluto avrei potuto profittare di situazioni in cui la ragazza di turno era semi-incosciente ma a parole consenziente, ma quanto cosciente se alterata da quanto assunto?
Una mia ex del tempo mi ha confessato che ha subito violenza dall’amico di scuola che la stava accompagnando a casa dopo la cena di classe di fine superiore, non ha mai denunciato per timore di non essere creduta e per la vergogna.
Quindi ti considero meno di un verme a fare affermazioni goliardiche del caxxo.
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Poveretto, tu non devi stare molto bene per aver visto affermazioni goliardiche in ciò che ho scritto in precedenza.
Questo tuo patetico commento fa il paio con l’altro ridicolo scritto dell’altro poveraccio mannaro che ha cercato, qualche giorno fa, di impietosire la platea postando il tragico caso della “bella stangona” (non lo dico per celia verso la poveretta, ma per ridicolizzare l’autore), tanto per buttare un po’ di guano sui novax.
Che la FORTUNA vi assista sempre allora, ne avrai, ne avrete sicuramente bisogno.
PS: “verme” te lo potevi senz’altro risparmiare, non perché un insulto possa ferirmi più di tanto, anzi: per nulla, ma perché sai che non è vero. A meno che tu non sia uno dei tanti portatori sani di stupidità che bazzicano qui nel blog, il che costituirebbe per me una sgradita sorpresa.
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“Insomma, se vai per boschi, facile che il lupo salti fuori. Se poi ci vai in infradito, travestendoti da capretta (furbe loro!), invece che con gli scarponcini e un abbigliamento consono, il lupo ha vita facile.”
che caxxo di problema hai contro le donne…
te le ricordi le prime ragazze in minigonna degli anni 60?
erano tutte Cappuccetto che andavano a cercare il lupo?
oppure per essere al sicuro devono essere sempre accompagnate da un famigliare ed indossare il burga altrimenti attirano le attenzioni del primo lupo di passaggio?
secondo te le vittime avevano un cartello con scritto VIOLENTATEMI?
quante di queste vittime erano fatte o ubriache o incoscienti?
Sociopatico, col tempo sei peggiorato…
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Sei semplicemente ridicolo: ti saluto.
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La Borgatara non emancipata si è lamentata spesso del marito che considera di sinistra (?), parlandone come di “un nemico in casa!”(sic!). Ma a quanto pare la coabitazione l’ha condotto sulla “buona strada” a lei gradita. Basta insistere e ne farà un fascista perfetto!
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“Se una donna ha bevuto non è in grado di dare consenso”.
Se la donna, ‘mbriaca o meno, dà il consenso, non ci può essere stupro, mi pare lineare.
Che poi bere (spero si intenda: ubriacarsi) non sia un crimine, lo dice Eretica.
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Non così lineare, in un caso c’è la piena volontà, nell’altro una riduzione della capacità di intendere e volere.
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Quindi se una strafatta dà il consenso, non vale?
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no! mai! è da codice penale ed aggravante
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Bravo Metropolis! Basta che una dica di essere stata strafatta per invalidare il consenso dato da sobria (ma quando mai?), no?
Andrà sempre peggio se a dare i buoni consigli saranno quelli emancipati come voi!
Ma contenti voi, contenti tutti.
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Pienamente d’accordo con Eretica. Persino nel mondo animale, dove vige il puro istinto, senza il consenso della femmina il maschio la segue e le gira intorno come in un corteggiamento senza fine ma… senza concludere nulla senza il suo permesso. Così si vede in tutti i documentari finora trasmessi. Mentre nel mondo umano maschile agisce la PULSIONE che è regolata solo dalla cultura. Se questa è permissiva e giustificazionista, come nei casi elencati da Eretica, allora al maschio sembra che gli sia consentito tutto finanche il delitto pur di sfogarsi. Ma non è così! Se i principi culturali appresi sono validi, il maschio si ferma al muro invalicabile del diniego e/o al non consenso esplicito femminile, come se agisse un blocco pavloviano: si guarda ma non si tocca!
Purtroppo noi maschi siamo esseri incompleti. Inseminiamo ma non procreiamo. La procreazione è affidata solo alla donna che se ne fa carico non solo nei nove mesi di gestazione ma molto ben oltre, almeno fino all’età adulta del nascituro. Infatti la natura la munisce, fin dalla nascita, di una più alta capacità esistenziale e resistenziale ai problemi di affermazione individuale (lavoro, carriera, istruzione, tempo libero etc. etc.).
Per non farla troppo lunga: siamo arrivati a una fase ipercritica nei rapporti con l’altra metà del cielo. E’ assolutamente da rifiutare il destino infame che grava sulle donne come se nascere femmina fosse una maledizione!
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Meeto il commento nel posto giusto…
“Purtroppo noi maschi siamo esseri incompleti”: NOI chi?
Comunque è vero: (VOI maschi) non sapete più cosa implichi essere UOMINI, invece che cavalier serventi o stupratori, due facce della stessa medaglia, una peggio dell’altra.
E per favore non fate (VOI maschi) paralleli ridicoli con la natura, come se l’uomo agisse alla stregua di una specie animale qualsiasi (per la stessa via, c’hanno provato anche a giustificare l’omosessualità)
“Così si vede in tutti i documentari finora trasmessi”: ahahahah!
“Mentre nel mondo umano maschile agisce la PULSIONE che è regolata solo dalla cultura.”.
Ah questa cultura che tutto spiega e giustifica (non me l’aspettavo da te Gae)! La PULSIONE sessuale nel mondo umano, indistintamente maschile e femminile, è da sempre regolata in primis dall’EROS, completamente assente nel mondo animale (gli animali si accoppiano solo in certi periodi per procreare).
Una forza che se viene corrotta, anche dal semplice costume, non tarda a degenerare in distruttiva. Non occorre ricordare i rapporti con THANATOS… O sì?
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* Metto
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Gianbruno un decerebrato come la compagna e buona parte di quelli bravi e “pronti”. E non manca giorno che non ce lo ricordino.
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“Purtroppo noi maschi siamo esseri incompleti”: NOI chi?
Comunque è vero: (VOI maschi) non sapete più cosa implichi essere UOMINI, invece che cavalier serventi o stupratori, due facce della stessa medaglia, una peggio dell’altra.
E per favore non fate (VOI maschi) paralleli ridicoli con la natura, come se l’uomo agisse alla stregua di una specie animale qualsiasi (per la stessa via, c’hanno provato anche a giustificare l’omosessualità)
“Così si vede in tutti i documentari finora trasmessi”: ahahahah!
“Mentre nel mondo umano maschile agisce la PULSIONE che è regolata solo dalla cultura.”.
Ah questa cultura che tutto spiega e giustifica (non me l’aspettavo da te Gae)! La PULSIONE sessuale nel mondo umano, indistintamente maschile e femminile, è da sempre regolata in primis dall’EROS, completamente assente nel mondo animale (gli animali si accoppiano solo in certi periodi per procreare).
Una forza che se viene corrotta, anche dal semplice costume, non tarda a degenerare in distruttiva. Non occorre ricordare i rapporti con THANATOS… O sì?
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E nei casi in cui è stata utilizzata la cosiddetta “droga dello stupro” mischiata di nascosto in una bibita qualsiasi, sto fenomeno e i compari burfogna e simili cercherebbero giustificazioni anche per quello? E se accadesse a loro o a un loro congiunto, perente, caro?
Ci vuole proprio un cervello portato all’ammasso per cercare di giustificare azioni criminali come lo stupro e violenze di genere. Una società lanciata nel degrado sempre più infimo senza fine. Fate schifo!
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“Ci vuole proprio un cervello portato all’ammasso per cercare di GIUSTIFICARE azioni criminali come lo stupro e violenze di genere”
Per portare all’ammasso un cervello (qualsiasi cosa significhi) bisogna avercelo, ma per scrivere cretinat3 come quella sopra non si può che avere del succo di scarafaggio al suo posto.
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In effetti, burfogna, per scrivere le cretinate che scrivi devi avere del succo di scarafaggio o peggio al posto del cervello.
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le tv del cadavere, lui compreso, hanno non poche responsbilità.
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Non uscite di casa, che se poi ve la occupano ve la siete cercata.
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Poverina…
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Tocca spiegare l’ovvio:
non uscite di casa con la porta aperta, ché se vi derubano ve la siete cercata.
Capito la metafora corretta qual è?
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L’attenzione da dare alla mia frase è sulle parole “ve la siete cercata”, che sottolineano una corresponsabilità della vittima, mentre il reato è esclusiva responsabilità della volontà di chi lo ha commesso. E neanche se lascio la porta aperta me la sono “cercata”. Volevo inoltre fare un parallelo con una situazione di ridotta vigilanza, nel mio esempio dovuta all’assenza. Fuori di metafora, se bevo non posso vigilare. Trovarsi in una condizione di vulnerabilità , più o meno grave, e ridotta o assente vigilanza non ti rende meritevole di subire un reato. Convengo che la mia frase desse adito a fraintendimenti, spero di aver chiarito meglio.
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Non occorreva precisare, si capiva, ma la metafora era inesatta comunque.
“Trovarsi in una condizione di vulnerabilità , più o meno grave, e ridotta o assente vigilanza non ti rende meritevole di subire un reato”.
E chi lo dice? Tu? Ah, beh… Ognuno paga per le sue colpe, errori e omissioni.
Tanto più se la riduzione della vigilanza è voluta e potenziata e quando non lo fosse (droga dello stupro? Mah…), si è sempre al corrente del postaccio dove bazzicano tali squilibrati.
L’entrata di tali luoghi è difficilmente confondile con quella di un supermercato, convento, monastero, ferramenta, ecc., ecc…
Continuate a illudere le vittime che possono fare quello che vogliono perché ne hanno il diritto, come se non esistessero delle conseguenze alle proprie azioni.
Continuate pure così e le cose non potranno che peggiorare: sicuro come la morte!
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* confondibile
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Non condivido, anche perchè allora mi guarderei pure da conventi e chiese, soprattutto se quindicenne.
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Non condividi? Pazienza. Dario Argento o i film della commedia sexy italiana a parte, circa i conventi e chiese, se dovessi far entrare per una serata mia figlia e dovessi scegliere tra questi e le discoteche, non avrei nessun dubbio dove indirizzarla.
Poi il male è sempre in agguato: nessun ambiente ne è ormai immune.
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Eretica (erotica?) non si smentisce mai, ma proprio mai, da femministarda militante.
”Invece no: ci riprendiamo le strade. Che gli uomini che non sanno resistere al richiamo di un’erezione autoctona si diano alla masturbazione. Le donne sono persone. Hanno preferenze sessuali, tempi e modi per dire sì con chi e quando vogliono. Non sono oggetti di sfogo per maschi che non resistono alla vista di una donna priva di sensi. ”
Infatti, povere donne: si riprendono le strade. Quando mai le hanno lasciate?
Continuassero così, deresponsabilizzate, poi se una 15enne alle 3 di notte ubriaca viene stuprata dicessero che è solo kolpa del maskio fallodotato.
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“Infatti, povere donne: si riprendono le strade. Quando mai le hanno lasciate?”: ahahah!
Lo sai che GsiMorfeo non vuole si faccia gli zotici con le (povere) donne: CAF0NE!
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