Il premier britannico Sunak, figlio e nipote di immigrati, propone soluzioni durissime nei confronti degli immigrati di oggi. Come spesso è avvenuto un po’ ovunque

(di Gian Antonio Stella – corriere.it) – Dio salvi gli ultimi dai penultimi. L’estrema durezza del premier britannico Rishi Sunak nei confronti degli immigrati, soprattutto quelli africani, conferma una volta di più una costante delle migrazioni. Dicono infatti le cronache che il capo del governo inglese, per scoraggiare il costante arrivo di disperati che riescono a sbarcare in Inghilterra a dispetto delle crescenti rigidità nei controlli dopo la Brexit spacciata dai demagoghi come il magico ritorno ai tempi antichi con le frontiere blindate, butta lì ogni giorno un’idea diversa. Prima quella di deportarne il più possibile in Ruanda. Poi di depositarne una parte sulla vulcanica Ascension Island, a metà oceano tra l’Angola e il Brasile. Quindi di ammassare gli indesiderati su dormitorio galleggiante attraccato nel porto di Portland.
Tutte scelte impraticabili già un secolo e mezzo fa (ci provò l’allora capo del governo italiano Federico Menabrea a liberarsi di tanti meridionali invisi chiedendo di accoglierne un po’ prima all’Argentina poi al Borneo: richieste respinte) ma a maggior ragione sorprendentemente dure perché lo stesso Sunak è figlio e nipote di emigrati. I nonni cercarono una vita migliore partendo dall’India verso la costa orientale africana (come moltissimi indiani, si pensi a Gandhi nel Sudafrica britannico), il padre e madre dal Kenya e dalla Tanzania in Inghilterra. E provarono tutti sulla loro pelle, per citare l’esule Dante Alighieri, «sì come sa di sale lo pane altrui».
Nessuno stupore, però. La storia millenaria delle migrazioni insegna che chi si insedia in un nuovo Paese e fa di questo la sua nuova patria («La patria è là dove si prospera», scrisse Aristofane) tende sempre o quasi sempre a proteggere il proprio insediamento da chi arriva dopo di lui e aspira a insediarsi (esattamente quanto lui stesso aspirava un tempo) mettendo a rischio le «sue» conquiste. Gli italiani, che emigrarono in almeno 27 milioni, lo sanno bene. Sanno quanto fu dura inserirsi fra i vignaioli poveri della Riverina in Australia, tra i contadini della pampa in Argentina o i boscaioli nel Mato Grosso in Brasile, tra i miserabili costretti a lavorare nelle saline in Francia. Dicono tutto certe tragiche rivolte contro i nostri nonni che «rubavano il lavoro». Su tutte quella del 14 marzo 1891 a New Orleans dove undici italiani accusati ingiustamente d’aver ucciso un poliziotto furono linciati nonostante fossero stati assolti. I più feroci nell’assalto, scriveranno i giornali, furono migliaia di neri già schiavi nelle piantagioni di cotone. Uccidere i nostri nonni era un modo di dire: non siamo più noi gli ultimi, adesso siete voi.
È da tempo che dico che l’unico razzismo che esiste da sempre, nei fatti e non nella parole, è quello del portafogli.
Se sei ricco sei accolto e riverito dovunque, se sei povero sei sfruttato da chiunque, in primis dai tuoi conterranei di ce l’ hanno fatta.
Passa da tempo l’idea che i ” migranti” siano tutti buoni di default ( dato che ovviamente così si presentano e non possiamo sapere nulla dei pregressi, guarda un po’), ma da quando mondo è mondo la migrazione è stata anche “imposta” da Stati che volevano liberarsi dei più ” problematici” . La colonizzazione degli US e soprattutto dell’Australia è stata fatta così: anziché patrie galere, bastimenti carichi di deportati. Pardon, migranti.
Non a caso gli stati di provenienza non li rivogliono indietro: fossero ” valore aggiunto”…
Ovviamente c’è di tutto, ma una gran parte ha certamente avuto il ” via libera”: lo vediamo benissimo dalle nostre cronache cittadine.
Giornaliere ormai, ma finché non tocca a noi che vuoi che sia, anche noi Italiani stupriamo e uccidiamo, no? Insomma, qualcuna di più che fa? E se picchiano un vecchio per rubare la catenina, dono solo gli effetti collaterali della meravigliosa globalizzazione. Non è mica figlia nostra… Non è mica nostro padre…
Non sarai mica razzista, fascista, novax, negazionista del clima…
Tutto bene finché non tocca a te… Poi, nel malaugurato caso, diventano ” razzisti” tutti e il benaltrismo non funziona più.
È sempre la solita storia: quando tocca a te e quando tocca agli altri.
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E soprattutto non sia mai che, dato che l’unione fa la forza, gli ultimi e i penultimi si alleino fra loro…lo scontro è fomemtato al vecchio, cinico motto di DIVIDE ET IMPERA!
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Non è possibile. Sono sempre quelli con la pancia più o meno piena gli ” accoglienti”, o chi in qualche modo ci guadagna.
Il proletariato ( uso parole antiche) è per forza di cose ostile al sottoproletariato: le conquiste sindacali vanno a farsi benedire se arrivano tanti schiavi. E anche chi ha lavorato una vita, è sotto sfratto perché impossibilitato a pagare canoni di affitto da strozzinaggio, non è certo felice di vedersi passare davanti per anni da famiglie appena arrivate ma numerose.
Non c’è nessun bisogno del ” divide et impera”, è una situazione che si crea da sola.
Lo sanno bene sia a ” destra ” sia a ” sinistra “, per non parlare del Vaticano, che senza le vocazioni e i fedeli provenienti dall’Africa, l’Asia meridionale, il Sudamerica, avrebbe chiuso bottega da un pezzo.
Conviene a tutti, quelli che ” ce la fanno”: per gli altri, i nostri concittadini nella medesima situazione dei migranti ( anzi, molto peggio: chi può permettersi svariate migliaia di euro da pagarsi cash? Hai voglia di chiedere ai parenti! E un prestito , senza lavoro, chi te lo fa?) si è già da tempo provveduto: tutti fancazzisti divanari…
Evidentemente ci va bene così: amiamo tanto lo sconosciuto e lontano ” migrante’ ( purché ci lasci in pace…) ma odiamo quello str…zo del vicino di casa… Siamo sempre stati esterofili.
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Pochi italiani hanno capito che la brexit ha avuto nero Regno Unito soprattutto per via delle regole troppo permissive sull’immigrazione imposte dall’Unione Europea e ancora meno italiani hanno capito che i flussi migratori clandesrini, soprattutto dall’Africa subsahariana, stanno producendo enormi danni sociali. Ma la lobby vicina alla sinistra delle cooperative e le onlus dell’accoglienza e assistenza ai “migranti” ha bisogno di sfamarsi con sempre nuovi arrivi. No migranti, no party. Avanti così verso l’annientamento culturale e sociale del nostro bellissimo Paese.
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La Brexit è stata voluta e sostenuta ( esattamente come il disgraziato allargamento ad Est dell’Europa), dagli US. Occorreva legarsi ancora di
più ai cugini britannici ( ed all’immenso Commonwealth) sottraendoli all’Europa sotto attacco. Infatti, da allora, i britannici sono sempre più culo e camicia con i loro alleati, vedi su tutto guerra in Ucraina.
La Brexit sarebbe quindi arrivata comunque, qualsivoglia governo al potere. E se i cittadini inglesi c i hanno rimesso, chissenefrega: sempre meno di quanto la moritura Europa ci sta rimettendo facendo da utile idiota all’imperialismo americano.
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