Stralciata parte della norma dopo le proteste dei sindacati. Resta il bonus auto verdi

(di Flavia Landolfi – ilsole24ore.com) – Salta il cumulo delle licenze senza scadenza ma passa quello sperimentale dei titoli temporanei, «a fronte di eventi eccezionali», scandisce il ministro Urso in conferenza stampa. Che poi aggiunge: «Con il pacchetto di misure sui taxi pensiamo di aver dato una prima risposta immediata e significativa all’emergenza». È questo il compromesso sulla riforma dei taxi raggiunto ieri in Consiglio dei ministri dopo che il popolo delle auto bianche aveva tuonato, minacciando anche scioperi, contro la norma contenuta nel decreto.
La norma contestata
Complice il mese di agosto, il governo ha tentato l’affondo sul riassetto del settore, arrestandosi però davanti alle proteste della categoria che vede come fumo negli occhi la possibilità di cumulo dei titoli per guidare le auto. Il punto nevralgico che ha provocato la dichiarazione di guerra di tutto il fronte delle auto bianche con la minaccia di uno sciopero sventolato in pieno Cdm da Unica Cgil è l’aumento delle licenze definitive in capo ai tassiti, una norma che aveva lo scopo di allargare il mercato e rafforzare il numero delle auto bianche nelle città. Per il sindacato la possibilità di rilasciare una seconda autorizzazione a chi già esercita modificando la legge 21/92 ha «il vero obiettivo di smantellare il servizio pubblico taxi, per fornire macchine e autisti al servizio del nuovo caporalato gestito dalle multinazionali».
Viene tagliata e ridimensionata una delle due gambe della riforma firmata dai ministri Urso e Salvini, anche se era la più innovativa e dirompente perché tirava giù una volta per tutte il baluardo che ha da sempre regolato il settore dei taxi in Italia: ovvero che a ciascuna auto corrisponda una licenza. «Se passa il concetto che può averne due o più non va bene – ha detto ieri Alessandro Genovese di Ugl Taxi – noi lo vediamo come un cavallo di Troia».
I comuni potranno aumentare le licenze
La riforma uscita dal Cdm prevede ciò che è già concesso agli enti locali. E cioè la possibilità da parte dei Comuni e degli enti locali di rilasciare licenze in più a nuovi conducenti. Che forse però per effetto della moral suasion del decreto darà impulso e sostegno ai sindaci per aprire i bandi. In particolare il decreto contiene la previsione per cui le città metropolitane, i capoluoghi e i comuni sede di aeroporti internazionali possono bandire il concorso straordinario, sino a un incremento del 20% rispetto alle licenze esistenti, aperto a nuovi operatori, «con una procedura più celere, certa e semplificata, rispetto all’assetto normativo previgente». I pacchetti di autorizzazioni in più saranno comunque vincolate alla disponibilità, per il titolare, di un veicolo elettrico o ibrido.
Cumulo licenze a tempo
Se il cumulo delle licenze “sine die” sono state stralciate, non lo è stata l’opzione di quelle a tempo. In caso di flussi turistici e di altri eventi eccezionali i Comuni potranno rilasciare ai tassisti un pacchetto di licenze temporanee fino a 12 mesi e prorogabili per un altro anno. Queste licenze «possono essere rilasciate in favore dei soggetti già titolari di licenza, che possono poi valorizzarle attraverso affidamento anche a titolo oneroso a terzi purché in possesso dei requisiti», recita una nota del ministero.
Oltre alla semplificazione per le autorizzazioni alla doppia guida il testo prevede poi un intervento per il rinnovo delle auto più inquinanti. Facendo ricorso al Fondo istituito al Mimit, si prevede un raddoppio dell’ecobonus (per un’auto elettrica con rottamazione il bonus potrà arrivare a 10mila). Una misura, la sola, estesa anche agli Ncc, per il resto esclusi dal riassetto del settore. Per loro l’orizzonte temporale sarà forse il decreto di conversione del provvedimento, il teatro il Parlamento.
Quale sarà l’impatto delle nuove norme è tutto da verificare. Il mercato, da sempre blindato, è stato oggetto negli anni delle stoccate dell’Antitrust con apertura di procedimenti e relazioni al Parlamento. Invano. Ora la palla passa ai Comuni.