
(MASSIMO CACCIARI – lastampa.it) – Il nostro primo ministro, prima donna a ricoprire tale carica, non sembra ancora in grado di svolgere la propria “missione” all’altezza della novità storica che certamente la sua nomina esprime. Non credo ciò derivi da scarsa intelligenza o abilità, quanto piuttosto da difficoltà oggettive e difficilmente superabili. In parte esse sono dovute al carattere disomogeneo, composito della sua maggioranza. Limite inevitabile di qualsiasi governo stante la natura del parlamentarismo all’italiana e delle nostre leggi elettorali. Ma in misura ben maggiore esse derivano dalle contraddizioni intrinsecamente connesse all’obbiettivo strategico che, volente-nolente, la Destra è chiamata oggi a perseguire. Questo obbiettivo consiste nel rovesciare la governance che ha retto l’Unione europea, il compromesso, davvero storico, tra correnti socialdemocratiche e democristiane-popolari. Nessuna Destra tradizionale sarebbe in grado di realizzarlo.
Mai democristiani, popolari e liberali potrebbero costituire un nuovo compromesso con nazionalisti, sovranisti, lepenisti (per non parlare di nostalgici franchisti). Non basterà alla Meloni accreditarsi presso le corti atlantiche – troppo facile ora, con la guerra in corso (le guerre semplificano sempre: o con me o contro di me). Ma neppure acquisterà grandi simpatie salendo sul carro, ultra-berlusconiano, delle flat-tax, dei condoni e compagnia cantando.
Le autorità monetarie e finanziarie internazionali non accetterebbero mai che su questi delicatissimi temi si passasse dalla chiacchiera elettorale ai fatti. E lo hanno ufficialmente dichiarato. La Meloni, e con lei tutte quelle forze della Destra europea che vogliano puntare davvero alla vittoria storica nell’Unione, hanno così di fronte a sé l’impervia montagna della propria rifondazione culturale e politica. E dovranno affrontarla ricorrendo al minimo indispensabile di ipocrisie e simulazioni. Un terreno solido di intesa con fondamentali componenti dell’establishment economico e politico internazionale si potrebbe certamente trovare nel proseguire e rafforzare le strategie neo-liberiste che negli ultimi tre decenni hanno portato a un logoramento strutturale del Welfare, al moltiplicarsi di disuguaglianze, al crollo della forza contrattuale del lavoro dipendente.
Ma una linea coerentemente neo-liberista o neo-conservatrice incontrerebbe senza dubbio seri ostacoli in molte correnti popolari-democristiane e potrebbe altresì suscitare opposizioni fermissime all’interno di quelle componenti di Destra sociale, delle quali, almeno ora, forze come Fratelli d’Italia non possono fare a meno. Fino a quando ci si potrà barcamenare su una terra di nessuno? Tra rigore draghiano e salvinismo fiscale? Tra Vox e leaders dell’Est europeo, da una parte, e “diritti umani”, dall’altra? La storia politica ricorda tante trasformazioni, non necessariamente trasformistiche, tanti episodi di osmosi tra forze per tradizione apparentemente incompatibili. E se una Destra meloniana nella sua evoluzione avesse a che fare più con una prospettiva socialdemocratica che con l’oggi imperante neo-liberismo? Potrebbe essere, ma mai la Meloni, o chi per lei, avrebbe oggi la forza per dichiararlo. E così il cerchio delle contraddizioni in cui è costretta a operare si chiude.
Fino a soffocarla? Data la natura strutturale di quelle contraddizioni, anche semplici incidenti di percorso potrebbero bastare. Il più grave è alle porte: se entro l’anno da qui alle elezioni europee non dovesse essere messo con i piedi a terra il Pnrr. Il fallimento, sia chiaro, non sarebbe soltanto farina del sacco meloniano; il Piano è tutto un disegno ideologico-strategico “a prescindere” da competenze e strutture della Pubblica Amministrazione e da leggi adeguate per cantierare rapidamente grandi opere. Tuttavia, pacifico che la colpa ricadrebbe su chi ora governa. Lo sforzo di legittimazione in sede europea e atlantica della nostra (non ancora) Nuova Destra subirebbe un colpo semi-mortale, non compensabile silenziando Salvini e Presidenti di Regioni del Nord su pseudo-federalismi e cambiando toni in materia di immigrazione. Il Governo si troverebbe a sopravvivere soltanto grazie all’inesistenza dell’opposizione – e le sue speranze di svolgere un ruolo internazionale precipiterebbero.
E i resti dell’armata socialdemocratica dall’altra parte che fanno? Hanno alzato definitivamente bandiera bianca? Si erano presentati alle scorse elezioni sotto lo slogan: Nuovo Welfare in Nuova Europa? Tutti i servizi fondamentali e i diritti che lo Stato sociale intendeva difendere e sviluppare stanno infinitamente peggio e l’Europa si è ridotta in toto alla sponda atlantica. Sul piano interno, molti ragionevoli “no” alle decisioni – o annunciate decisioni -del Governo, ma nessun piano alternativo, né sulla Giustizia, né sulle politiche del lavoro. Non esiste reale opposizione in democrazia se non quando si esprime attraverso effettivi governi-ombra, formati da reali competenze che si incarnano in leader autorevoli. Nulla di simile nei nostri orizzonti. Avanti-indietro da porticcioli a porticcioli navigando lungo le coste. Ma c’è l’oceano da attraversare – e ciò vale oggi sia per le vecchie Sinistre che per la vecchie Destre.
Questa CIOFECA e’ piu NANA dentro che fuori.
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Nana….. niente a che vedere con la nanotecnologia 😂
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Destra sociale?
prospettiva socialdemocratica?
Nuova Destra?
MC ha preso della roba di pessima qualità, dovrebbe cambiare fornitore
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Vedi Adriano, lui con sguardo critico (de che!?!) ha sempre fatto a fettine il movimento!! Fosse stato bravo lui a governare una città, complicata sì ma piccola!! È proprio vero che la modestia non appartiene all’essere umano! In questo caso però ha pienamente ragione, la pdc non è all’altezza, aggiungo, manco per fare la casalinga!! Perché bisogna essere brave a fare anche quello! Stiamo andando af….ulo con tutto altroché!! Autunno caldo? Bollente direi!
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che la fascio-coatta sia stata favorita dagli eventi e dagli errori altrui (governo draghi-detestato dalla maggioranza degli elettori) non ci piove,
che la fascio-coatta sia sostenuta, coccolata, adulata, blandita e corteggiata dal main-stream e dai nostri “prenditori” campioni di sussidi statali (vedi PNRR) è nella “normalità” delle cose italiane,
ma che ci siano degli pseudo intellettuali (autonominati si sx) o da giornalisti colpiti da senilità precoce come il Padella che ci spiegano quanto è brava come politica, di lasciarla lavorare, ch è attorniata da alleati e persone infide ecc… ecc… è l’ennesima presa per il qulo degli italiani che difficilmente riusciranno a riprendersi poichè i danni saranno profondi e lunghissimi, come purtroppo i progenitori degli attuali “criminali” hanno causato nel secolo scorso.
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@ adriano58
Lo spirito del tempo volge verso un nuovo assetto geopolitico multipolare (ovviamente armato). Il capitalismo yankee aveva pensato di consolidarsi con la globalizzazione ultra finanziaria ma non aveva previsto l’emergere dei Brics (ex terzo mondo) che stanno occupando il centro della scena mondiale per nulla soggiacente all’Impero Usa. La lotta tra capitalismi si farà sempre più feroce. Questa competizione non sarà un pranzo di gala, e quello che succede in Ucraina è solo l’antipasto. Per affrontare questa nuova fase sarà la democrazia – almeno come l’abbiamo vissuta finora (con una forma sulla carta basata sul diritto) – a subire sviluppi autoritari per niente tranquillizzanti. La prossima generazione il welfare lo troverà scritto solo sui libri di storia. Ma perché ciò avvenga il corpo elettorale deve contare sempre meno. Non a caso la cocomeraia ha messo le mani avanti ponendo il tema della riforma presidenzialista dello Stato. Sarà la gerarchia ristretta a comandare su tutto e su tutti. I parlamenti conteranno sempre meno. E a chi avrà bisogno hanno già cominciato ad assegnare la mitica “tessera dei poveri” di antica memoria fascistoide.
Salvo nuovo protagonismo della gente in piazza. A cui non si faranno scrupolo di sparare addosso e/o di far saltare in aria, complici i servizi segreti da sempre deviati. Chi dirigerà l’orchestra?? Chi se non quel tipo che di nome fa Luciano… VIOLANTE, of course?? Mr. Mozzarella si scioglierà come neve al sole. Ad maiora!
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Eeeee… “rigore draghiano” dove lo vogliamo mettere? 😉
Concordo con te sul fornitore scarso.
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bel discorso accademico. ma si è omesso un dato. agli elettori italiani, in questo momento storico, privi come sono di ogni cultura politica, interessano più le chiacchiere che si dicono, che i fatti che si fanno. vale per tutto l’arco politico, non solo per il governo attuale. alla pseudo-sinistra di adesso, manca un urlatore capace.
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La prossima volta vorrei si candidassero Cacciari, Di Battista, Paolo Mieli, Gramellini, Lucarelli, Travaglio, … Opinionisti vari, insomma, per vedere come cambierebbero le cose.
Scommettiamo?
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Già che non si candidassero quelli che governano adesso compresa la capa operaia saremmo già un bel passo avanti.Poi dalla tua lista toglierei sicuro mieli classico leccuomo paragonabile al moscolone di rai uno.
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Anche se si candidassero tutti loro non cambierebbe nulla.
Infatti lo sanno e se ne stanno comodamente fuori. Quando tocca agli altri e quando tocca a te…Piace vincere facile.
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La solita fuffa vestita a festa di Cacciari, detto anche Il Filosofo.
Peccato che, paroloni a parte, siano tutti concetti di una tale ovvietà che se lo chiedo al mio cane riesce ad articolarli più chiaramente anche mentre mangia dalla ciotola.
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Sono decenni che va avanti così.
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Articolone di una prosopopea mostruosa, come spesso succede al Cacciari, che basta leggere il titolo e può bastare.
Caruccia l’immagine del “viaggiare da porticciolo a porticciolo seguendo la costa, ma qui si deve attraversare l’oceano” (vo a memoria), ma poi, nulla di che.
Ripeto, basta legger il titolo. Cacciari dice cose che sanno anche i sassi: che Maga-Magò-Gioggia con la sua corte di buzzurri leccasputo siano una mandria d’incapaci, lo sa anche l’architrave della mia porta d’ingresso. Per dire.
Farci un intero articolo su La Stampella… boh? Si vede lo pagan bene, il ‘filosofista’.
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