
(Dott. Paolo Caruso) – Con il caldo torrido di questi giorni e la colonnina della temperatura che si è presto impennata su valori elevati favorita anche dai venti di scirocco che soffiano ancora oggi impetuosi su tutta la Sicilia interessando anche vaste aree del meridione d’Italia, ritorna a farsi viva la mano criminale dei piromani che innescando diversi focolai riescono a provocare incendi su vasti territori che inghiottono in poche ore interi boschi e ettari di macchia mediterranea, uccidendo specie animali diverse, minacciando e distruggendo abitazioni e perfino mettendo a rischio l’incolumità delle persone. Il patrimonio boschivo del Paese ogni estate viene devastato da incendi perlopiù di origine dolosa e dalla costante incuria dell’uomo. I fenomeni legati alle più alte temperature sono presenti maggiormente nel mezzogiorno d’Italia, dove però anche la mano dell’uomo giuoca un ruolo preponderante. La Sicilia, isola facilmente permeabile a tali calamità, è stata sfregiata proprio in queste ore dai tanti roghi che hanno interessato diversi suoi territori e in particolare quelli della provincia di Trapani, da Custonaci a Calatafimi dove le fiamme hanno raggiunto il centro abitato minacciando le abitazioni, e inoltre come da consuetudine le colline di San Vito lo Capo arrivamndo a lambire la riserva naturale dello Zingaro, minacciando le strutture alberghiere con la fuga precipitosa dei numerosi turisti che affollano in questi giorni tale territorio. Tanti i comuni del palermitano interessati dagli incendi, Villabate, Momreale con San Martino delle Scale dove si conta una vittima, Carini, Isola delle Femmine dove le fiamme hanno distrutto una concessionaria auto, Cinisi con il coinvolgimento oltre che.di una zona di villeggiatura e dell’autostrada A 29, anche dell’aeroporto Falcone Borsellino chiuso al traffico per diverse ore. Nello stesso capoluogo le fiamme hanno raggiunto monte Gallo, il promontorio che sovrasta Mondello, Pizzo Sella, Bellolampo e i monti che circondano Palermo, la borgata di “Cruillas” costringendo gli abitanti a lasciare precipitosamente le case e mettendo in apprensione la struttura ospedaliera “Vincenzo Cervello”. Palermo si è svegliata questa mattina con l’acre odore di bruciato mentre i balconi di alcunii palazzi erano ricoperti da una sottile coltre di cenere. Uomini della forestale, vigili del fuoco, volontari, i canadair, sono rimasti impegnati a lungo tutta la notte fino al mattino nell’opera di spegnomento, mentre ancora continuano ad arrivare notizie di altri focolai estesi in diversi territori dell’isola, Agrigento, Messina e Caltanissetta. Un vero dramma quello degli incendi, alberi secolari andati in fumo in poche ore, una storia fauno paesaggistica cancellata per sempre. Serviranno anni e anni per ricostruire l’habitat naturale e far ritornare a vita quello che è stato perso. Una catastrofe ambientale che inciderà successivamente con effetti devastanti in corso di fenomeni meteorologici estremi, con frane , smottamenti, e allagamenti. Del resto la natura ripaga con la stessa moneta, infatti proprio in queste ore diverse località del Paese sono devastate da trombe d’aria, forti precipitazioni piovose, frane, allagamenti, interruzione delle vie di comunicazione, interruzione dell’energia elettrica, Alla fine di questa emergenza si calcoleranno i danni e inizieranno le solite accuse e i rimpalli di responsabilità tra i diversi soggetti politici, mentre sullo sfondo ancora una volta non resterà altro che quel panorama spettrale di cenere e di alberi scheletriti divorati dalle fiamme dannate dell’uomo. Tutto ormai è desolazione e la Sicilia continua ancora a bruciare e a pagare come il resto del Paese le scelte scellerate della politica.
Stiamo spedendo armi in Ucraina come segnale forte di servitù volontaria.
Comprare un paio di Canadair per noi pare brutto?
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Quanti sono i forestali in Sicilia? (wiipedia)
Nel 2020 sono stati censiti circa 22.000 addetti; nonostante l’organico, nel 2017 la Sicilia risultava la terza regione per numero di incendi scoppiati (1.113), dopo Calabria e Campania.
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Però faremo il ponte sullo stretto jamm jà
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Che siano maledetti ☠️
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