
(Giuseppe Di Maio) – Dopo gli attentati del marzo 2016 a Bruxelles, scesero dalle Fiandre e s’installarono per giorni in piazza della Bourse, centinaia di attivisti del Vlaams Belang, il partito di destra che seguì allo scioglimento del Vlaams Blok. Le teste rasate e la reazione popolare agli attentati intimorirono la popolazione islamica, in maggioranza marocchina, e i suoi giovani smisero di angariare a frotte gli europei malcapitati. Ma il tempo è passato e dopo i rigori della pandemia eccoli di nuovo per strada a infastidire pedoni e ciclisti e a provocare soggetti inermi e solitari.
Pur non avendo esperienza recente, sono sicuro che anche in Francia è così. Negli anni ’70 solo Saint-Denis, l’enorme quartiere a nord di Parigi, era abitato da una cospicua rappresentanza di nord-africani. Adesso le banlieue di tutte le città francesi sono pezzi di Algeria, di Africa nera o d’Indocina trapiantate in terra di Francia. Una popolazione formalmente europea, ma ancora in attesa di cittadinanza piena e di accesso reale a ogni servizio della Repubblica. Dire che è colpa delle diversità culturali, della resistenza a dissolvere i precetti della tradizione e ad inserirsi nelle regole democratiche, è un modo per non voler affrontare il problema. Il razzismo e l’avversione per l’estraneo sono il modo più spiccio per drogare le regole della concorrenza e vincere facile la lotta di classe. Le prime generazioni di stranieri hanno sopportato lo stato di fatto e l’esclusione dai diritti che i nativi francesi hanno imposto loro, ma la terza e la quarta generazione non sono più disposte a subire, specie se per molto tempo esse si sono sentite francesi: nelle scuole, nelle mode, nei miti collettivi. Difatti il pericolo non viene dall’integralismo (reazione tradizionale alla mancata integrazione), ma dall’inconcepibile rifiuto di cittadinanza verso chi ha la colpa di avere un aspetto non proprio europeo.
L’uccisione di Nahel ha fatto saltare il tappo del risentimento, e la risposta dei giovani stranieri è esplosa in tutta la Francia. Continuare ora a soffermarsi sugli aspetti della reazione, della violenza, significa non voler intaccare l’ordine che permette ad una popolazione originaria di godere dei vantaggi sociali di fatto. I cortei oggi portano solidarietà ai sindaci presi di mira dalla protesta, e una torma di ottusi governanti si sono barricati dietro striscioni con scritte “Uniti per la Repubblica”. A Lyon sono scesi per strada mascherati, gridando col braccio teso “La France aux Français”, e sicuramente per qualche tempo i giovani magrebini staranno a casa. Ma non è finita qui. Le Pen avrà più seguito di prima, e chiunque tenterà di scoperchiare e mostrare la contraddizione sociale sarà punito dal consenso popolare.
genio! i magrebini di terza o quarta generazione hanno gli stessi diritti dei francesi, scuola, sanità gratuita, servizi… ma continuano ad odiare il Paese ed il continente che ha accolto i loro nonni immigrati (ossia sbarcati volontariamente, non sequestrati come gli schiavi africani d’america). Questo vuol dire che l’integrazione non esiste, è il grande inganno sostenuto dal mainstream. L’immigrazione è la rovina del nostro continente, della nostra civiltà millenaria del nostro sistema di welfare costatoci 150 anni di lotte sociali e sindacali. Lo ius soli, in vigore dal 1998, è stato un errore epocale, dà la cittadinanza a gente che non la merita e a cui forse non interessa nemmeno.
Tutto questo a breve anche da noi.
Per colpa vostra che non vigilate e fate i buonisti accoglienti.
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L’ignoranza quando si coniuga coon la sbruffoneria combina disastri.
Dalla vostra visione della società è sparito l’antico conflitto sciale fra ricchi e poveri.
L’ignoranza con cui viene allevato il bobbolo porta i penultimi a sostenere le mejo porcate della casta dei privilegiati.
In Francia si sono ribellati dapprima i Jilet Jaunes delle zone rurali, per essere stati dimenticati dal profitto delle metropoli.
Poi la rivoluzione contro la riforma delle pensioni.
Oggi i giovani si sono dati alla violenza dopo l’omicidio a sangue freddo di un diciassettenne fermato dalla Polizia durante un controllo. Spia del disagio che si vive nelle periferie.
In Italia questi problemi etnici sono circoscritti e spesso con esiti nefasti OPPOSTI alla narrazione fasciolegaiola. Lo sfruttamento schiavistico in agricoltura, le leggi criminogene che hanno chiuso le strutture preposte a percorsi d’integrazione, le spedizioni punitive verso i neri, specie più indifesi, in nome di una supposta…superiorità razziale, vedi il senzatetto ucciso di botte a Napoli.
Per non dimenticare una Polizia storicamente fascista che si abbandona ad atti di teppismo dentro e fuori i commissariati verso ragazzi, stranieri etc.
Vi a sfogarti sui siti delle fogne, consoni ai primitivi fascisti che presto ci ritorneranno.
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Per colpa anche tua:ti piaceva l’impero coloniale! Adesso che i colonizzati ti vengono in casa ti dispiace, vero?
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Questo qua (Di Maio) e’ il classico giornalista senza qualità , un polemista fine a se stesso, ma che farà strada, e prima o poi riuscirà a farsi assumere da qualche giornalone, proprio perché è della stessa pasta dei Molinari, dei Battista, dei Galli della Loggia etc., cioè un cialtronazzo senza arte né parte.
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Con te , con il tuo profilo, potrei usare quel sano razzismo che vi piace.
Zingara, come disse il capitone sciacallo e Baciasalami, per te RUSPA.
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Della tua risposta hai anche una versione in italiano corrente ? Sempre che tu sia in grado…😊
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Confermi di essere slava kosovara e di non comprendere l’italiano.
Azzi tuoi…
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Aspè aspè, cominciamo a raccogliere i frutti della narrazione FASCIOLEGAIOLA sulle finanze dello Stato:
Italia, deficit/Pil trim1 2023 a 12,1% da 11,3% in trim1 2022 – Istat
Nel primo trimestre di quest’anno, l’indebitamento delle Amministrazioni pubbliche sul Pil è aumentato in termini tendenziali al 12,1% dall’11,3% della stessa frazione 2022, dice Istat.
Il governo ha un target al 4,5% per il deficit/Pil 2023, in miglioramento dall’8% dell’anno prima.
Si, SOGNO COATTO BAGNATO.
Istat lega il peggioramento alla “MINORE INCIDENZA DELLE ENTRATE, RIFLESSO DI UNA RIDUZIONE DELLA PRESSIONE FISCALE”. Il raccolto di una propaganda basata sul PIZZO DI STATO.
Nel trimestre osservato, il saldo primario è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil dell’8,8%, in peggioramento rispetto ai primi tre mesi del 2022, quando risultava del 7,6%.
Ricordo che dopo due anni del Prodi I, nel 1998, con Ciampi ministro del Tesoro, l’Italia registrò per la prima volta nella Storia un avanzo primario, cioè maggiori entrate rispetto alle uscite, al netto degli interessi sul debito.
Le uscite totali sono state pari a 53,8% e le entrate totali a 41,7%.
La pressione fiscale è stata pari al 37,0%, in riduzione di 0,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. MA SEMPRE A CARICO DEI SOLITI NOTI, cioè i percettori di reddito fisso, mentre le partite iva hanno smesso di pagare le tasse.
“Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato del 3,2% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali è cresciuta dello 0,6%”, scrive Istat in una nota.
La propensione al risparmio delle famiglie è stata pari al 7,6%, in aumento di 2,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Sempre ad esclusivo vantaggio delle partite iva che fanno quel che katso gli pare, tanto paga Pantalone.
A fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,1% la variazione congiunturale del deflatore implicito dei consumi), il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto del 3,1%.
Indicatori trimestrali di finanza pubblica – valori percentuali, dati grezzi:
TRIM1 2023 TRIM1 2022
INDEBITAMENTO/PIL -12,1 -11,3
ENTRATE TOTALI/PIL 41,7 42,5
USCITE TOTALI/PIL 53,8 53,8
SALDO PRIMARIO/PIL -8,8 -7,6
PRESSIONE FISCALE 37,0 37,9
Dai che tra poco privatizzeranno pure l’aria che respiriamo. Mentre gli aiuti europei del PNRR portato da Conte si avviano ad essere perduti.
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Un giorno futuro ,Il figlio o il nipote di chi oggi raccoglie pomodori nel Tavoliere delle Puglie a basso costo, vorrà un posto migliore da impiegato o da dirigente(solitamente per raccomandati) che molto probabilmente non sarà disponibile .Allora le rivolte alla Spartaco ci saranno da noi.
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Basta leggere le lamentose paturnie del latitante Briatore che non trova falegnami, perchè i loro figli vogliono studiare e fare altro. Una società corporativa divisa in caste come in India, con gli ultimi paria intoccabili a cui riservare le attività da schiavi.
Mentre il pregiudicato sproloquia dal suo paradiso fiscale di Montecarlo.
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Nella Rai meloniana sono fantastici.
Su Rainews24 stanno trasnettendo un attacco verso il reddito minimo oraio, col reggimicrofono in studio che lascia spazio al comizio di Cattaneo, di forzamafia e della pennivendola de la Falsità Biraghi.
Nello schermo in basso un banner a caratteri cubitali recita +3,2% dei consumi nel ll Trimestre, omettendo tutto il resto.
Chi si ricorda degli attacchi alla Schlein per avvalersi della consulenza di un’armocromista?
Chi ne avrebbe bisogno è proprio la fasciocoatta che si concia da gollum giullare di corte, mettendo in cattiva luce il made in Italy che vorrebbe propagandare.
I Destronzi…….
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Quando cresceranno i figli e/o i nipoti dei primi immigrati che adesso subiscono la paga di tre euro all’ora… quello sarà il momento di una esplosione di collera collettiva, visto che gli stessi figli e nipoti saranno trattati come i loro avi, pur essendo nati nel paese in cui si trovano, di averne frequentato le scuole e persino adottato la mentalità. E pensare che anche i ragazzi “ariani” del paese d’approdo vivono un’esistenza di precari per via della concorrenza coi nuovi arrivati e loro discendenti.
Ergo, dovrebbero protestare tutti insieme di qualsiasi colore siano CONTRO IL SISTEMA che privilegia le élites e loro ceti di supporto! Riveduto e corretto ma vale ancora, nella sostanza, il noto motto PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI CONTRO IL COMUNE NEMICO!
E’ la solita antica faccenda che, più che mai, imperversa: RICCHI da una parte e POVERI O IMPOVERITI dall’altra!
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Il conflitto sociale è giusto e necessario.
Le lotte degli anni 60/70 portarono ad un miglioramento delle condizioni di avoro e di paga.
Poi prese il sopravvento il craxismo, il pentapartito e il clientelismo basato sul voto di scambio lasciò il posto all’individualismo, all’egoismo e a una mostruosa crescita del debito pubblico con annessa inflazione fuori controllo.
E ci sono ancora i nostalgici di quei tempi andati, dei carrozzoni pubblici ultraindebitati dove sistemare cani e porci mettendo i debiti per mantenerli in carico al debito pubblico. Con tale artificiosa pace sociale i ladroni politici potevano rubare in santa pace.
Poi, dopo che tali farabutti vennero spazzati via dal ciclone di Mani Pulite arrivò Berlusconi e le sue destre altrettanto voraci ma più ignoranti.
La nazione fu messa al servizio di quel mafioso pregiudicato, con annesse devastaioni del codice penale e oggi gli antichi allievi proseguono sullo stesso spartito criminogeno del cattivo maestro.
Con i pericolosi dati macroeconomici che si stanno susseguendo settimanalmente, con l’insipienza politica e l’approssimazione politica di questi ratti di fogna avremo un autunno rovente. Perchè i numeri puoi pure manipolarli, ma non mentono mai e alla fine ti presenteranno il conto.
Non sono profeta di sventura ma un cittadino che si limita a leggerli.
Se lo Stato fosse equiparato ad un’azienda privata sarebbero già stati messi alla porta questi inetti.
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Tutti i cosidetti partiti attuali inseguono l’agenda 20-30 del WEF, si differenziano solo sulle briciole dei cosidetti diritti civili, “E’ evidente che la gente è poco seria quando parla di Sinistra e Destra” .
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Magari seguissero tale agenda questi cialtroni. Avrebbero una rotta.
Invece pensano a come consolidare il potere per seguire i propri, lucrosi, interessi di parte.
Basta pensare allo sperpero di miliardi in armi e le leggi criminogene paramafiose per permettere arricchimenti illeciti dei colletti bianchi collusi, con i prima fila i politici.
Vengono tralasciati tutti gli investimenti, spesso GRATUITI, messici a disposizione della UE per la digitalizzazione, per la transizione verso un’economia verde e sostenibile, cominciando dalle fonti energetiche rinnovabili, per l’istruzione con costruzione di nuovi plessi etc.
Che c’entra tale agenda con il Ponte sullo Stretto, ad esempio?
Ci vogliono riportare all’epoca delle caverne.
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