IL VERO OBIETTIVO DEGLI UCRAINI – A “Otto e mezzo”, stavolta di fronte a vere domande, il ministro Kuleba ammette che la missione è abbattere Putin e l’“impero russo”

(DI BARBARA SPINELLI – ilfattoquotidiano.it) – Per il momento non è dato sapere quale sarà la strategia statunitense, dopo la breve ma traumatica insurrezione di Prigožin. Se prevarrà un atteggiamento più guardingo, mosso dal timore che il crollo del potere centrale a Mosca generi un caos ingovernabile, mettendo a repentaglio il controllo di oltre 6000 testate nucleari russe (oggi dispiegate anche in Bielorussia, in risposta all’insistente domanda polacca di ospitare atomiche Nato sul modello italiano della “condivisione nucleare”). Oppure se prevarrà la bellicosa soddisfazione che regna nel governo ucraino, convinto che sia proprio questo il momento ideale per non solo battere, ma abbattere Putin.
È il “dilemma israeliano” in cui Biden è intrappolato. In effetti il rapporto Usa-Ucraina somiglia sempre più alla dipendenza reciproca che lega Stati Uniti e Stato d’Israele, e che ha permesso a quest’ultimo di sviluppare un regime di supremazia etnica che soggioga i palestinesi, equivalente all’apartheid.
Kiev vuole a ogni costo una guerra di regime change, e per questo chiede a Washington missili a lungo raggio (tra cui gli Atacms, atti a colpire terre russe, oltre ai caccia F-16). Nell’amministrazione Usa c’è chi comincia a temere, dopo le gesta di Prigožin, gli effetti catastrofici di un bellicoso cambio di regime applicato, per la prima volta, a un’imponente potenza atomica.
Tanto più impressionante, in questo quadro, la puntata di Otto e Mezzo che il 29 giugno ha affrontato proprio questi temi. Il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba, era intervistato da Lilli Gruber, Marco Travaglio e Lucio Caracciolo: una vera intervista finalmente, non gli osanna a Zelensky dei salotti di Vespa. Tutti e tre lo hanno incalzato con grande maestria, e Kuleba ha dovuto infine ammetterlo: la resistenza ucraina mira in realtà a smembrare quello che Kiev chiama impero russo; l’ultimo restato anacronisticamente in piedi, secondo il ministro, “dopo il crollo degli imperi austro-ungarico e ottomano”.
Il ministro non si cura minimamente dei dubbi espressi da Mark Milley, capo di stato maggiore degli Stati Uniti, sulla fattibilità di una vittoria ucraina che comunque non è ottenibile – Kuleba pare dimenticarlo – senza assistenza Usa. Si rallegra all’idea che Putin sia indebolito dalla secessione del gruppo Wagner. Finge inesistenti libertà linguistiche dei russofoni del Donbass, nonostante la legge che vieta l’uso del russo nella sfera pubblica. Finge inesistenti rapporti democratici con gli oppositori e la stampa, accettata in guerra solo se embedded, ligia ai comandi militari ucraini. Vede questa guerra come una partita di calcio: qui non si gioca per fare compromessi, ma per vincere!
Ecco, gli Occidentali stanno sostenendo e super-armando un governo che ha questi progetti, che non spende neanche una parola sul rischio di guerra atomica. Stanno per inserire nella Nato, al vertice di Vilnius l’11 e 12 luglio, quest’impasto di risentimento monoetnico e furia distruttiva.
Forse l’adesione sarà sostituita da garanzie di sicurezza sul modello israeliano, forse no. Resta che per la prima volta è parso sbriciolarsi – grazie alla professionalità degli intervistatori di Otto e Mezzo – l’oggetto di culto occidentale che è il totem Zelensky.
Lilli Gruber ha ricordato a Kuleba che esistono altri modi – non distruttivi – di affrontare la questione delle minoranze etnico-linguistiche: per esempio, il “pacchetto Alto Adige” negoziato da Roma con Vienna fra il 1962 e il 1969.
Travaglio ha insistito sull’accordo di pace che Kiev negoziò con Mosca nel marzo 2022, poco dopo l’invasione, e che fu bloccato in extremis dal veto di Londra e Washington. Il trattato s’intitolava “Permanente Neutralità e garanzie di sicurezza per l’Ucraina”, e prevedeva l’inserimento nella costituzione ucraina della neutralità permanente. Non era una resa: si tornava alla neutralità perpetua, costituzionalmente garantita al momento dell’indipendenza nel 1990. Messo alle strette, Kuleba ha finto di non sentire.
Infine, quando Kuleba è stato spinto ad ammettere il vero scopo ucraino – frantumazione della Federazione Russa – Caracciolo lo ha messo all’angolo chiedendo se Kiev è dunque favorevole all’incameramento di parti della Siberia da parte cinese. Anche a questa domanda Kuleba non ha risposto. È lecito domandarsi se la non risposta equivalga ad assenso.
La puntata di Otto e Mezzo colpisce perché costituisce un’eccezione nel panorama tv. Forse perché finalmente le domande sostituiscono le asserzioni, come si addice alla professione giornalistica. L’insurrezione di Prigožin suscita infatti reazioni ben diverse da quelle di Gruber, Travaglio e Caracciolo, nei giornali scritti e parlati del pensiero unico. I principali commentatori si sono mostrati euforicamente assertivi, nel diagnosticare l’indebolirsi del potere russo. Come se sapessero quel che davvero succede al Cremlino, e sognassero lo stesso sogno distruttore di Kuleba.
Anche se per ora sedata, l’insurrezione ha mostrato che il pericolo di un collasso del potere russo esiste, a cominciare dall’esercito. Che al collasso potrebbe far seguito – come auspicato esplicitamente da Kiev – lo sfaldarsi della Federazione. Le atomiche russe finirebbero in mano a poteri ben più infidi di Putin; il cosiddetto Armageddon si avvicinerebbe.
Persino quando il pericolo dell’insurrezione di Prigožin è apparso chiaro, ci sono stati giornalisti e politici che con visibile compiacimento, e all’unisono con quanto detto e non detto da Kuleba, hanno concluso che la resistenza ucraina aveva infine ottenuto questo gran risultato: Putin era debole, forse aveva i giorni contati. Vale dunque la pena assistere Kiev con invii di armi sempre più offensive e sanzioni antirusse sempre più pesanti, visto lo sfaldamento del barbarico impero che ne può discendere. Neanche per un minuto i commentatori hanno abbandonato la cecità di cui hanno dato prova da quando la guerra è de facto cominciata: non nel 2022 ma nel febbraio 2014, quando è stato evidente che il potere centrale a Kiev non intendeva in alcun modo integrare pacificamente le popolazioni russofone del Sud-Est: 14.000 circa sono i morti della guerra civile fra il febbraio 2014 e il febbraio 2022. L’annessione della Crimea resta illegale, ma non è avvenuta senza motivi, di punto in bianco.
Washington tergiversa, incerta fra due strade opposte (escalation militare ucraina, o pressione su Kiev perché accetti un negoziato e metta fine alla guerra). Quanto all’Europa, per ora sta a guardare, senza pronunciarsi sulla guerra di regime change caldeggiata da Zelensky. Anche in questo caso, chi tace acconsente di fatto. L’Europa continua a fingere ignoranza, sulle radici della guerra e gli allargamenti Nato temuti a Mosca da vent’anni. Il sì dei suoi governi all’ingresso di Kiev nella Nato conferma lo status servile –e l’egemonia nell’Ue di interessi polacchi e baltici– assegnato all’Unione europea da Stati Uniti e Nato. Borrell dixit: dovrà pur finire l”’assedio della giungla al giardino europeo”.
Il “regime change’, viste le risposte demenziali di questo ometto ucraino, c’è bisogno s Kiev ed urgente.
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L’inserzione nella Nato dell’Ucraina significa tra l’altro che i nostri soldati andranno in Donbass a morire . Ma ,quello che è ancor più grave,due potenze atomiche saranno una contro l’altra direttamente : un disastro.
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Insomma!!! Un moscerino ucronazi già ammaccato da ripetute batoste pretende di aver la meglio contro un orso.
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moscerino là, cainana qua. Siamo messi bene, a tutta birra verso l’olocausto nucleare.
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Il KGB era più efficiente.
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Un piccolo uomo che sarà la rovina dei suoi cittadini!
Un uomo solo al comando è sempre un pericolo!
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Quando Zelensky vedrà che per l’esercito ucraino le cose si metteranno male, per disperazione vorrà tentare la carta nucleare. Ma il problema è che non ha ancora a disposizione nessun ordigno del genere che possa innescare il conflitto mondiale (muoia Sansone e tutti i filistei). Infatti gli Usa, saggiamente, si guardano bene dal fornirgli alcuna bomba all’uranio perché sanno che uso disastroso ne farebbe pur di indurre Putin a scatenare la terza guerra mondiale. A quel punto il guitto di Kiev farà saltare la centrale di Zaporižžja – magari dando la colpa alla Russia – che ha gli stessi effetti mortiferi sulla popolazione peraltro di tutti gli stati, nemici e amici, del circondario. Non è meraviglioso?
PS
Ma prima ci sarà l’intervento diretto delle truppe Nato. La Melona non aspetta altro, anche per distogliere l’attenzione dai problemi interni. Praticamente, tra l’altro, della Santanchè non sentiremo più parlare. E poi… vuoi mettere i comizi roboanti sulla difesa della Patria (ucraina!!! ndr) con le sciocchezzuole degli affari interni??? Suvvia!
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Non è vero che Kuleba non ha risposto a Caracciolo , ha risposto benissimo, così come ha risposto benissimo agli altri due , tutta la mia stima al ministro degli esteri ucraino soprattutto quando ha detto: “è ora di smettere di pensare alla Russia come a un impero” 👏
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Quindi Barbara spinelli non è AFFIDABILE perchè contro l’Ucraina e a favore della RUSSIA!
Complimenti .. ma lei da dove viene?
Per caso è una che si abbevera alla TV e ai giornali del pensiero unico?
Mi crerda Lei è sempre fuori luogo… si metta nella curva NORD..o sud… basta che si metta in curva!
Legga piuttosto un pò di storia dell’Ucraina e della Russia, i trattati di Misk 1 e 2 … e poi venga sul blog a dire che cosa ha capito.
Le ricordo che grazie alla Russia che controlla le centrali nucleari dell’Ucraina,,perchè NON C’è STATO ANCORA UN DANNO NUCLEARE!
Mentre il Nano di Kiev denuncia i pericoli…si del ca22o!
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Malgrado il gran Kul…eba, non ha ancora trovato uno straccio di villa al Forte.
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Non è affidabile lo dici tu , io ho detto che Kuleba ha RISPOSTO BENISSIMO alla domanda di Caracciolo .
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Paola devi essere superiore a loro
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Si come i delinquenti che ” ha risposto a tutte le domande”! A me non interessa caracciolo e ne la TV… va bene per i gonzi… io guardo alla storia dei fatti …guardali anche tu e sappimi dire chi ha ragione!
Rispondere benissimo a delle domande , ma quali quelle importanti o quelle da dare a bere alle masse!
La guerra in Ucraina è vecchia del 2014… come quella fra Palestinesi i israele che dura da trent’anni …quella è democratica…ssssss…silenzio assoluto!
Ti ripeto non seguo la TV…. quindi non mi interessa l’intervista…di solito sono concordate…quindi poco credibili…vale più un libro scritto che 100 interviste!
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Inutile parlare con loro. Questi pacifinti venderebbero la madre per il loro carro criminale russo.
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Ma come signor nessuno; la Spinelli ha detto che finalmente c’è stata una trasmissione con domande giuste e pertinenti e non la solita slinguazzata di Vespa, e tu dici che le domande sono concordate …e la TV e bla bla bla …bene , ti consiglio di far pace con il neurone zoppo che ti gira in testa .
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Forse signora Paola …non ha capito: NON GUARDO LA TV leggo i libri della spinelli e quelli di travaglio ed altri…se lei si accontenta di quel giocattolo al plasma …affari suoi!
Continui a rincoglionirsi di TYV… vedrà poi chi ha l’unico neurone che viaggia nel vuoto.
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Mister nessuno, io non commento una trasmissione se non l’ho vista , tu si, quindi sei solo fuffa !
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La Russia non sarà un impero, ma è una potenza nucleare, mentre il tale è ministro di un paese che senza la Nato ed i suoi padroni americani, che hanno provveduto ad armi, addestramento, ecc , da almeno 5 anni, non avrebbe mosso pallino! La domanda cui dovrebbero rispondere americani e servi Nato/Europa al seguito, è che ca@@o ci facciano in Ucraina, visto che il paese non è né Nato né in Europa, quindi avrebbero potuto lasciare il ministro del suo degno comico presidente a vedersela con chi non è impero! Se non lo è la Russia, non lo sono neppure gli Usa, ma si comportano da 70 anni come se lo fossero, compreso il contesto attuale! Facile essere servo di un impero per dire ad altri che non lo sono, ed ognuno può essere ciò che vuole, affermare ciò che più gli piace, odiare il vicino di casa, provocarlo fino allo scontro, ridurre in macerie il proprio paese, purché giochi nel suo ridotto, senza rompere i cojoini a tutta Europa, rischiando di mandarla in fumo solo per dimostrare che la Russia non è un impero! Sti gran ca@@i! ” Tutta la mia stima al ministro Kuleba” ed anche un pezzo di cubo , ben cotto al nucleare, possibilmente il tuo, che il mio viene male!
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Brava Ale…. siamo in guerra e ci hanno trascinato i più bravi!
Per una nazione che da anni abbiamo aiutato accogliendo i più furbi che erano scappati.Oggi che non è ne pesce e ne carne pretende che vengano difesi combattendo contro i legali rappresentanti di alcune zone dell’ucraina.
Basta leggere un pò di storia di questa nazione per capirne origini svariate ed etnie molteplici:non hanno una loro identità infatti si ritengono ucraini ma parlano il russo ,avevano testi e leggi russe e le ha fatte abolire,gli avevano detto di stare alla larga dagli stati uniti e lui aveva promesso neutralità…invece!
Il collare agli ucraini comincia a stringersi…. saranno servi Usa volenti e dolenti…debito pubblico,ricostruzione e banche USA… il cerchio è chiuso!
Dispiace solo a questo punto che l’UE e l’Italia non abbiano capito il gioco anche se andava a loro scapito! O forse era quello che volevano.: DISTRUGGERE L’UNITA’ EUROPEA sia sul piano democratico che su quello del potere economico.(G.B.Exit docet)
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Il guaio ,nessuno , è che UE ed Italia sapevano perfettamente che il gioco era a loro discapito, ma non potevano dire di no all’ Impero Americano che li comanda! Tanto per chiarire chi sia impero. ….La frase giusta pronunciata dal ministro spalla del comico, per raccontare le barzellette, sarebbe dovuta essere ” è ora di smettere di pensare alla Russia come un impero ” perché deve esistere solo l’ Impero Usa, come ben evidenziato dalla condizione di servi, condivisa ora da Ucraina ed Europa, con il garzone di bottega dei servi chiamato Italia. …..Dopo essere diventati colonia americana, a servizio dell’ espansionismo USA a tutta la UE, come colonia allargata, ora prendiamo pure ordini da Zelensky e dal suo ministero Kuleba, sarà il nostro destino tutto scritto in quel Kul…….un paese di m..a può essere gestito solo con il k/cul….
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Si Ale direi proprio che siamo aL PUNTO DI “NON RITORNO”..PAGHEREMO PURE LE TASSE IN DOLLARI!
E qui ce l’ho pure con ci ha voluti portare in UE altro che fondatori…ci hanno fregato da anni altro che Prodi,smantellate le industrie,svendita dei beni e dipendenza dalle banche USA.Siamo stati i primi cretini a credere in un’unione che gli USA non volevano: Costituzioni diverse,religioni diverse,storie diverse,giustizia diversa e poi ritieni di avere cittadini uguali fra loro?Siamo dei pazzi!
Una unione dove ogni stato si fa i ca22i propri.
Occorreva un unico governo,un’unica Giustizia,una lingua unica,una costituzione unica…solo allora potevamo ritenerci UNIONE EUROPEA!
Ma fintanto che si va con il cappello in mano oltre atlantico…. non c’è nessuna speranza in un cambiamento!
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da domani anche l’ottima Spinelli sarà nella lista dei putiniani.
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sempre pensato che tra i 2, quello più pericoloso è il comico, ormai dott. Stranamore. I russi secondo lui vorrebbe far saltare la centrale ma sono gli ucraini che la bombardano regolarmente. Preparano un false flag?
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Perfetto articolo della Spinelli – come al solito, che nella chiusa dice tutto in estrema sintesi:
Lo ribadisco: «…ma non è avvenuta senza motivi, di punto in bianco.», come senza motivi non è avvenuta la “denazificazione dell’Ucraina da un anno e mezzo a questa parte”, aggiungo io.
Non amo Putin, ma gli va riconosciuta quel minimo di ragione, nell’essersi rotto le palle dopo anni di botte e risposte, di ceffoni presi da parte di Ucraina e NATO (coi suoi “cani che abbaiano”, cit. un tal Francesco che di mestiere fa il Papa. Così per dire…), ed aver infine preso la situazione in mano.
È il succo di tutto, ma tutti (incredibilmente tutti) fanno finta di non saperlo, o, peggio, di non ricordarsene.
Incredibile!
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Si ma ha risposto a tutte le domande di Caracciolo!
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Hai voglia, ma è stata una farsa ugualmente. Se è per questo, il tizio ha risposto anche a tutte le domande di Travaglio e di Gruber. Unico problema: non ha dato le risposte che erano state chieste, ci ha sapientemente girato intorno (e questo perché, parliamoci chiaro, ha – e hanno tutti i leader ucraini – la coscienza sudicia come la m3rd4 e lo sanno e lo sappiamo tutti sul pianeta! Non facciamo i finti tonti, adesso!).
Guarda, l’unica risposta che ha dato, chiara come il sole, è stata: «I combattenti li mettiamo noi (pensa quanto siamo bravi e umani: neanche vi stiamo chiedendo uomini!), voi dateci le armi e i soldi! Noi dobbiamo vincere a qualsiasi costo!»
Eh certo, hai capito? Facile così. Poi se ci scappa la bombetta nucleare… eh, sfiga!
Che ca§§o di ragionamento!
Che c’entra l’Unione Europea, ma soprattutto, che c’entra l’Italia?! Se la facciano da soli la guerra, coi mezzi che hanno, o comunque, se proprio devono, i soldi li vadano a chiedere agli USA, visto che è con loro che stanno facendo casino da quelle parti da almeno 9 anni (ma solo perhé ci son loro a coprir le loro spalle, viceversa se ne stavano tutti a casina a farsi i ca§§i propri! Per info, citofonare casa Nuland, chiedere di Victoria. E non scandalizzarsi se ci scappa un “Fuck the EU!”, che lei è abituata a questo genere di turpiloquio)…
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Se non ricordo male la Crimea dal 1992 era una repubblica AUTONOMA e niente aveva a che fare con il governo centrale ucraino e con il golpe organizzato dagli ammeri-cani si è definitivamente distaccata dal covo di corruzione che era diventato il territorio ucraino
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