L’offensiva di Zelensky non sfonda e alcuni Paesi vorrebbero scendere in campo. Così la guerra in Ucraina cambierebbe natura, più vicino lo scenario Sarajevo 1914

(DOMENICO QUIRICO – lastampa.it) – La realtà della guerra, il suo corso subiscono un certo giorno trasformazioni che ricordano quelle della terra quando un terremoto ne smuove le viscere. Il movimento all’inizio è impercettibile, l’ondeggiare di una lampadario o la caduta isolata di un soprammobile, lo si nota appena, non si comprende cosa accada… è qualcosa che non puoi vedere toccare eppure sta accadendo. E cambierà tragicamente, radicalmente la vite di milioni di uomini, le nostre vite di ignari cittadini di un secolo accecato da una mediocre ipocrisia. Fu così, ad esempio, nel 1914 quando un ignoto studente uccise un erede al trono a Sarajevo. Poco più che cronaca nera. A Londra si continuò a bere il tè alle cinque in tutti i club, a Parigi gli Champs-élysées erano affollati più al solito, a Berlino il cartellone degli spettacoli non subì alcuna variazione.
La guerra in Ucraina è andata avanti, da un anno, nel suo crescendo sornione e inarrestabile segnata da questi continui piccoli movimenti: le forniture di armi sempre più sofisticate, i bombardamenti di rappresaglia russi sulle città, la incriminazione di Putin che ha affossato giuridicamente ogni trattativa, i sabotaggi dei timidi tentativi di mediazione. Abbiamo scavalcato quasi senza accorgerci infiniti Rubiconi immaginari, una azione invisibile e silenziosa, contro cui non sembra esserci difesa, che i geologi chiamano terremoto e gli strateghi guerra totale, feroce e materialista, ben raggrumata di rancori e di odio. Anche se le carte geografiche non sono state cambiate e la linea del fronte è sempre lì, quasi immobile, dopo che è stata tagliuzzata e ricucita infinite volte da offensive e controffensive egualmente inutili, ti accorgi che sei entrato in una fase nuova, più grande e insidiosa, e non potrai anche volendo tornare indietro. Di colpo tutto è diventato incerto, come quando uno comincia a dire bugie.
Il nuovo balzo in avanti nella guerra non si avviluppa alla qualità delle armi da fornire alla Ucraina, ad esempio gli aerei da combattimento F16. Una linea superata con la consueta tattica di scavalcare silenziosamente ciò che fino a un minuto prima ufficialmente si è dichiarato come “non all’ordine del giorno”. Provvedono, dopo qualche moina, forniture volontarie di qualche paese Nato più battagliero. In fondo non siamo una alleanza democratica e tra eguali?
Il nuovo passaggio a cui ci stiamo apparecchiando è la discesa sul terreno di contingenti militari della Nato a fianco dell’esercito ucraino per scardinare le difese nemiche nei territori occupati. E provocare, perché no? la rotta russa. A capofila di questo sciagurato sviluppo, palesato dalla balordaggine delle parole dell’ex segretario della Nato, il danese Rasmussen, è la Polonia. Varsavia, che ha già sul campo di battaglia molti “volontari” nelle cosiddette brigate internazionali, sembra pronta a spezzare il fragile tabù del non intervento occidentale; in linea con il ruolo di alleato di ferro degli americani sul “limes” europeo che i governanti di Varsavia si sono assunti in quel sanguinoso parco tematico della guerra moderna che è diventata l’Ucraina. Si voglion saldare i conti, come non ricordarlo? per le innumerevoli ferite che il trogloditismo russo, zarista e staliniano, ha inferto alla Polonia negli ultimi tre secoli. Si rinfrescano mai sopite e gloriose rimembranze dell’Armata rossa in fuga davanti alla petulante cavalleria del maresciallo Pilsudski.
Ci sono anche in questa determinazione pro ucraina considerazioni di politica interna. Essere la punta di lancia nella guerra contro l’aggressione russa è un lasciapassare infrangibile per tutte le accuse e i dubbi che la Commissione europea accumula sulla politica interna in tema di diritti del governo di Varsavia. La guerra serve, eccome. Non solo al fatturato di armaioli di ogni latitudine e dimensione. E non solo ai polacchi. Di un analogo impiego come certificato di buona condotta si serve anche il governo italiano di centrodestra.
Si avvicina dunque la caduta della mediocre finzione della non belligeranza che ci ha messo finora al riparo dalla coscienza dei pericoli di questa guerra. Presentarla con la maschera di iniziativa autonoma al di fuori della Nato dovrebbe evitare, secondo gli ideatori, lo scattare dell’impegnativo articolo 5 che impegna tutti gli alleati in una guerra comune. Dovremo prima o poi tutti immischiarci nella tragedia ucraina mentre finora abbiamo accumulato le buone ragioni per non accostarsi troppo. La guerra falcia agnostici e dogmatici.
A far precipitare l’inevitabile c’è il problema della mancanza degli uomini al fronte. L’offensiva ucraina forse troppo sbandierata come risolutiva e inarrestabile va così a rilento da far citare nei bollettini di Kiev tra i successi l’avanzata “da duecento metri a un chilometro”; e da segnare come conquiste l’occupazione di località che sulla carta appaiono come un minuscolo gruppo di case rurali. Le armi si sostituiscono, gli uomini “fini a se stessi”, come diceva Kant, purtroppo no. A un certo punto bisogna contare le riserve, non quelle tecniche ma quelle umane. Gli eserciti occidentali dispongono di una forza che è tecnica e organizzativa. Quello russo, da sempre, dispiega una potenza che si potrebbe definire biologica, fatta da riserve umane quasi inesauribili. È una materia prima che zar, “vozd” e Putin allo stesso modo gettano via senza pietà.
A Vilnius tra poche settimane nel vertice della Nato si trarranno le conseguenze di questa evoluzione del conflitto. Se l’Alleanza non adotta misure drastiche a favore di Kiev noi marceremo, minacciano i fautori dell’intervento.
Sono cambiate le condizioni della vittoria per alcuni alleati dell’Ucraina. Non più difenderla e preservarne la integrità come all’inizio della guerra, scopo su cui c’era un generale seppur tiepido consenso. Per polacchi, baltici, inglesi e Zelenski vincere è distruggere la potenza militare russa mettendola fuori gioco per molti anni, con la conseguente eliminazione di Putin dalla scena politica. L’esplodere del caos tra le Russie sarebbe risultato positivo, anche se presenta rischi. Insomma un secondo Ottantanove ma non per metastasi interna ma per una sconfitta militare.
Quando va in pensione sto soggettone ?
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Ho l’ impressione che Quirico si sia reso conto che le sue analisi precedenti erano errate.
La Polonia è troppo piccola per dar fastidio alla Russia e poi , per Biden, permettere l’allargarsi della guerra , vorrebbe dire sconfitta sicura alle presidenziali USA.
Sembra dimenticare Quirico che la Russia e’ una potenza nucleare, la prima per numero e qualità.
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ma il signor “Q”ualunque si rilegge ogni tanto?
mettendo in fila i suoi articoli sembra il gioco dell’oca o di uno che ha perso il controllo dei suoi pensieri.
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👏👏👏
Tiene famiglia
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ma non era putin che voleva invadere l’europa?
dio questi ci portano alla 3°guerra mondiale, ma votate il referendum contro l’invio di armi piuttosto, parlo con il signor conte dato che dice di fermare la guerra, cosa che non vuole assolutamente, così come gli altri.
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Uno che ha perso il controllo dei suoi pensieri.
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“Gli Stati Uniti, senza dichiarazioni ufficiali, hanno piazzato segretamente circa 150 nuove bombe nucleari in Europa e precisamente nelle basi aeree americane di cinque paesi europei: Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Turchia. Lo ha annunciato lunedì 12 giugno Alicia Sanders-Zakre, coordinatrice delle politiche della ricerca per la Campagna Internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), in una conferenza stampa a Ginevra con i giornalisti accreditati dall’ONU dell’associazione ACANU. “Sebbene non ci siano conferme o smentite ufficiali, sappiamo che ci sono armi nucleari dispiegate in cinque paesi in Europa e in Asia: Germania, Belgio, Paesi Bassi, Italia e Turchia. Secondo gli esperti della società civile, ci sono circa 150 testate dispiegate in questi stati nelle basi aeree statunitensi”, ha affermato Alicia Sanders-Zakre.
Le recenti dichiarazioni di Biden “preoccupato per la minaccia assolutamente reale che Putin impieghi le armi nucleari tattiche”.
Biden ha definito il dispiegamento della Russia di armi nucleari tattiche in Bielorussia “un atto assolutamente irresponsabile”.
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E ce ne vuole FACCIA di t.
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Not in my name. Se la Polonia vuole fare la guerra alla Russia, s’accomodi pure. Ma non coinvolga assolutamente paesi che con la Russia non hanno problemi diplomatici o altre questioni sospese. E’ il momento per l’Urlatrice seriale – quella che fino a qualche anno fa glorificava Putin e la sua politica estera -di riaffermare le ragioni dell’Italia in Europa e nella Nato. Ne dubito fortemente, visto il carattere da banderuola della soggetta….
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Infatti con lingua da Alien slinguazza con la Polonia.
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Qurico, che sembra aver riacquistato una sufficiente lucidita’ su prospettive e possibili scenari. Problema: scrive su un giornale dove tra le tante firme/zerbino, vi e’ per dirne una, anche quella di Nathalie Tocci, secondo la quale, incalzata da Orsini con un paradosso, uno storico per poter parlare di Napoleone, avrebbe dovuto conoscerlo.
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“Mi occorrono alcune centinaia di caduti in guerra per potermi sedere al tavolo delle trattative!”. Chi lo disse?? Non è difficile scoprirlo!
Quando si tratterà di battere gli scarponi italiani in terra d’Ucraina… la coatta al governo, dritta come se avesse ingoiato un manico di scopa, con occhi lubrificati da collirio e con la mano sul cuore e… prima di andare in orgasmo, lancerà un grido di guerra: EIA EIA ALALA’, l’Italia difenderà i sacri confini della patria a 3mila km di distanza. ONORE AI PROSSIMI CADUTI!!!
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Quando si tratterà di battere gli scarponi italiani in terra d’Ucraina… la coatta al governo sarà la prima a darsela a gambe…
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Da telegram
Riepilogo militare
Come funziona la “Linea Surovikin” in Ucraina: analisi della cronaca militare
Dal 4 giugno, le forze armate ucraine hanno lanciato 263 attacchi alle posizioni delle truppe russe come parte della controffensiva lanciata. Tutti gli attacchi sono stati respinti, ma poche persone capiscono perché l’offensiva dell’esercito ucraino sia fallita nel suo punto più alto.
Cos’è la linea Surovikin?
Questo è un sistema difensivo, il cui primo contorno è costituito da dozzine di linee di fuoco fortificate, inclusi ampi campi minati e barriere ingegneristiche. Questa linea è stata costruita per quasi otto mesi e si addentra nella profondità della difesa per diverse decine di chilometri. Si basa su una rete di trasporto e logistica sviluppata con hub e basi posteriori. Allo stesso tempo, brevi percorsi logistici consentono alle Forze Armate RF di trasferire rapidamente le riserve da un settore all’altro senza compromettere la prontezza al combattimento al fronte. In poche parole, ovunque sia necessario rafforzare le capacità di fuoco, questo può essere organizzato senza ritirare le truppe da un altro settore del fronte.
Qual è la sua caratteristica?
La rete di linee difensive è “supportata” da un potente raggruppamento di cannoni e razzi di artiglieria e forze aviotrasportate, nonché da elicotteri dell’aviazione dell’esercito Ka-52 e aerei d’attacco con bombe FAB-250/500 dotati di moduli di pianificazione e correzione. In caso di sfondamento di un gruppo con equipaggiamento APU su una delle linee di tiro, l’aviazione è in grado di supportare le truppe di terra e fungere da “carosello”: mentre gli elicotteri lavorano su bersagli a terra, gli aerei d’attacco e i bombardieri vanno al punto dell’uso delle armi, dopo aver colpito il bersaglio, gli elicotteri entrano nuovamente in battaglia, e poi la situazione si ripete. Allo stesso tempo, gli attacchi alla parte posteriore del raggruppamento AFU in avanzamento a Orekhovo e Velikaya Novosyolka mostrano che non c’è praticamente nulla per coprire l’offensiva dell’APU: i sistemi di difesa aerea a corto e medio raggio vengono ritirati nella parte posteriore profonda o utilizzati molto limitatamente in prima linea. Di conseguenza, un numero significativo di personale di comando senior viene distrutto nelle aree retrostanti, senza le quali il controllo diventa difficile e, di conseguenza, il ritmo dell’offensiva rallenta.
Cos’è la “difesa elastica” e come funziona?
A giudicare dalla dinamica dell’offensiva, il comando delle forze armate ucraine probabilmente ha fatto affidamento su una rapida svolta e ha trasformato la battaglia in manovrabile. Per questo, è stata pianificata una serie di scioperi in tutta la LBS, compreso quello principale e diverse distrazioni. A questi attacchi si opponeva una combinazione delle tattiche della cosiddetta difesa elastica e raggruppamento di artiglieria, rafforzata mediante osservazione e regolazione del fuoco. Si vede chiaramente che “sul terreno” le Forze Armate RF stanno ancora operando con forze relativamente piccole, e l’elemento manovrabile nella massa (riserve operative e tattiche) non si è ancora unito alla battaglia. Sull’esempio di Pyatikhatki a Zaporozhye o Neskuchny nella direzione sud-Donetsk, si vede chiaramente che le truppe russe non si aggrappano a ogni centimetro della linea difensiva in caso di sfondamento di singoli gruppi delle forze armate ucraine e, se necessario, si ritirano in una posizione di riserva. Dopo la ritirata, il nemico viene coperto dall’artiglieria a coordinate precedentemente note, dopodiché segue un contrattacco e la posizione torna sotto il controllo dei difensori. A giudicare dal fatto che due settimane dopo l’inizio dell’offensiva, le forze armate ucraine continuano a subire perdite di artiglieria, le loro capacità di ricognizione e controbatteria sono inefficaci o insufficienti. dopodiché segue un contrattacco e la posizione torna sotto il controllo dei difensori. A giudicare dal fatto che due settimane dopo l’inizio dell’offensiva, le forze armate ucraine continuano a subire perdite di artiglieria, le loro capacità di ricognizione e controbatteria sono inefficaci o insufficienti. dopodiché segue un contrattacco e la posizione torna sotto il controllo dei difensori. A giudicare dal fatto che due settimane dopo l’inizio dell’offensiva, le forze armate ucraine continuano a subire perdite di artiglieria, le loro capacità di ricognizione e controbatteria sono inefficaci o insufficienti.
Qual’è il risultato?
Per più di due settimane dell’offensiva ucraina, l’avanzamento delle forze armate ucraine si è registrato esclusivamente nella zona grigia, cioè in territori che non erano stati precedentemente determinati come principali linee di difesa.
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Meno male che ci sei tu che fai il riepilogo militare
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E meno male che pure tu li leggi
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E visto che sei interessato ti faccio leggere anche questa,
Gli Stati Uniti vogliono che l’Ucraina perda, lentamente.
Biden non permetterà la prospettiva di una vera guerra. Se guardi l’elenco delle azioni militari statunitensi al di fuori del Nord America, agli Stati Uniti piace che altri paesi combattano ove possibile.
Biden sta ponendo il veto all’aggiunta dell’Ucraina alla NATO per buoni motivi.
a.) Gli Stati Uniti dovrebbero impegnare truppe e altri beni e devono aspettarsi enormi perdite
b.) La dottrina militare degli Stati Uniti dipende dalla schiacciante soppressione delle difese nemiche con la potenza aerea e l’artiglieria, cosa non possibile in una guerra con la Russia.
c.) La NATO ha munizioni solo per un paio di settimane. E gli Stati Uniti non sono molto migliori. La Russia si sta chiaramente preparando alla guerra con la NATO, e vincerebbe. Ha un sacco di munizioni.
d.) i cinesi trarrebbero vantaggio dalla distrazione.
e) La cosa più importante di tutte: una sanguinosa guerra distruggerebbe le possibilità dei Democratici nelle elezioni del 2024
Dopo le elezioni del 2024, gli Stati Uniti alzano le spalle e dicono fanculo ucraina
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Ok grazie
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Ahahahah ahahah ahahahah ahahah
Fan s tuttoguasto,
grazie per averci pubblicato la tua foto ti calza a pennello, ne terrò di conto, e me la riguarderò ad ogni tuo commento,
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Mi pare che Quirico con un certo numero di contorcimento ci sta dicendo che si va verso la spartizione dell’Ucraina.
Una parte orientale russa, una parte occidentale sotto occupazione polacca, inglese e baltica, e nella Nato, e probabilmente una parte centrale neutrale.
La domanda è: ma non ci si poteva arrivare senza mezzo milione di morti ucraini e 50.000 russi?
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Ahahahah ahahah ahahahah ahahah
S tuttoguasto
Sempre più divertente, e per non smentire ciò che realmente sei, ossia una 🎃 vuota senza semi riempita di spazzatura e propaganda c’è lo ricordi ad ogni tuo post, dovresti pubblicare più spesso le tue caxxate,
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Alessandro Cagliostro
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DQ. Si è svegliato. Con almeno 2 settimane di ritardo. Forse non è capace di farsi un account su Telegram, perché lì se ne parla già da 2 settimane e forse più
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