
(Giuseppe Di Maio) – Forse è inutile dirlo, ma io non sono a lutto. Anzi, a dire il vero, mi ero ripromesso di farlo e l’ho fatto: alla notizia del trapasso, ho brindato. La novità di questi giorni non è la morte di Silvio, ma quella di un governo e di uno stuolo di contaballe che tenta di riscrivere la storia. Non ho alcun timore di parlare a cadavere ancora caldo, come dice Sallusti, né ho voglia di tarpare le mie convinzioni o confondere la pietà con l’acquiescenza a dovermi sorbire un’altra dura mistificazione alla luce del sole. L’Italia è un carcere per gente onesta costretta a tollerare al vertice delle istituzioni un ladro, mafioso, massone, mentitore, corruttore (mandante di reati anche peggiori, ma non suffragati da prova giudiziaria), e ora obbligata a piangerlo anche da morto.
Ma che paese è questo che si è lasciato grassare da un ignorante arraffone retrogrado? E’ un paese attaccato alla proprietà, alla dimensione privata, il cui nemico è addirittura nemico di Dio. Qui da noi papa Pacelli scomunicò quelli che votavano PCI e i partiti di sinistra, qui la lotta politica recente ha dato il peggio di sé: “Siete dei poveri comunisti”. Un paese con un popolo ignorante, una democrazia debole, un sistema corrotto, un’informazione serva, erede di codini e manutengoli, la cui sopravvivenza è la più grave minaccia per la democrazia. Un paese provinciale, ottuso e illuso, carcerato dalla sua stampa come una Corea del Nord, produttrice di una cortina di menzogne che all’estero svanisce. E’ questo il posto di una sinistra imbelle fatta in passato di impiegati dalle 4 acche ideologiche, e ora impiegati delle lobby. Una sinistra incapace di fare i conti sulla punta del naso, che prima fa le leggi elettorali a vantaggio dell’avversario e poi è incapace di interpretarle (nel ‘94 con il Mattarellum essa non si coalizzò nei collegi uninominali, e nel 2022 ha fatto lo stesso col Rosatellum).
Dal canto suo quella che chiamiamo destra, cioè una cosa capace di vincere raccontando balle, piglia il potere e ne fa ciò che vuole. Se è messa alle strette, si fa schermo proprio della democrazia, del popolo e delle regole che disprezza, si protegge con l’unica regola (la legge elettorale) che le ha permesso di vincere. E allora risponde che il popolo è sovrano, che è la radice di tutta la verità, ma a cui si può raccontare qualsiasi balla. Se i giudici ti stanno acchiappando, ti metti in politica e ti fai eleggere dicendo che ti perseguitano; poi fai leggi per fermarli e pretendi che essi si adeguino alla volontà del popolo sovrano.
Siccome il popolo li ha votati possono dire e fare qualunque cosa, perché loro sono democratici, e obbligano democraticamente l’intera nazione a soggiacere all’inchino verso il proprio boss, una menzogna che ha preteso di essere meglio dei funerali di Togliatti, quando invece può competere solo con quelli di un Casamonica.
BRAVOOOOO!!!
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Aggiungo
👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏
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Meglio di così non si può descrivere.
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C’È UOMO E UOMO-Viviana Vivarelli.
Ai funerali di Berlinguer ci furono 2 milioni di persone. A quelli di Berlusconi, ieri, se si tolgono i compagni di partito, i famigliari e i giornalisti, di gente ce n’era ben poca e non riempiva metà della Piazza del Duomo.
Al funerali di Berlinguer erano presenti 50 delegazioni di Paesi stranieri, tra cui il premier cinese Ziyang, Michail Gorbaciov e Yasser Arafat. A quelli di Berlusconi c’erano due delegati di S. Marino, uno del Qatar…
I funerali di Enrico Berlinguer sono stati i più imponenti mai organizzati in Italia dopo quelli di Papa Giovanni Paolo II. Quelli di Berlusconi sono stati una sceneggiata spesso grottesca, pompata dalle televisioni, mentre i giornali di tutto il mondo parlavano di lui come di un criminale.
Mai nell’Italia repubblicana si era avuta una manifestazione di tale ampiezza nei confronti di una figura politica.
Commovente fu il saluto di Pertini: il presidente si chinò con la testa sopra la bara di Berlinguer, baciandola tra gli applausi dei presenti.
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Magistrale Giuseppe Di Maio!! Magistrale!!!👏👏👏👏👏👏 Non l’ho letto il tuo articolo l’ho letteralmente bevuto, ora lo rileggo per gustarlo di più 🥰!
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La Meloni ha cercato di farsi bella, strumentalizzando a suo pro la morte di Berlusconi, con una apologetica fasulla e il servitorame melenso di tv e giornali.
Ma dal Paese è tornata indietro una tale ondata di reflusso invelenito che il suo tentativo di stornare la pubblca attenzione sulle false celebrazioni si è tradotto in rifiuto anche di lei.
Qualche volta, per voler mangiare troppo, si rischia una indigestione. E l’indigestione porta al vomito.
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In realtà Belluscone al suo esordio in politica disse: “L’Italia è il paese che bramo”…
Ma abbiamo capito male e sappiamo tutti com’è andata a finire…
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Vogliamo dirla tutta la verità? Sì? E allora diciamola tutta!
B. ha praticamente messo le mani, pro domo sua, sul livello etico, morale, antropologico del paese peggiorandolo molto. Per vedere aggravato, e di non poco, il livello socio economico in particolare la condizione lavorativa e di sostentamento degli italiani, abbiamo dovuto aspettare i governi di centrosinistra, i più ferocemente schierati con politiche neo-turboliberiste. Vedasi quello che ha combinato Renzi ma anche i suoi predecessori e successori di color fucsia.
Quindi, condanniamo certo l’uomo di Arcore ma… non dimentichiamo coloro che pretendono di essere immuni da colpe, per gravità non inferiori a quelle del Cav. Anche perché questi ha imperversato vergognosamente in lungo e in largo nello Stivale, non senza il sostegno di quegli altri figli… di padre ignoto!
La verità è che questo paese è un gran letamaio in cui, per dirla con Dostoevskij, Dio è morto da lungo tempo. E senza più Dio (la religione non c’entra, ndr)… tutto è stato possibile. E il peggio deve ancora venire anche senza più il caro estinto.
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Tutto giusto, sacrosanto e rabbiosamente condivisibile.
Del resto, ogni ladro professionista organizzato deve avere chi gli tiene il sacco.
E il defunto “statista” ha avuto i migliori…
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Concordo ma è inutile, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Berlusconi era il peggio? Può darsi, onestamente non sono sicuro di ciò, visto che la più grande sconfitta della (presunta) democrazia di questo Paese avvenne l’anno prima che “scendesse in campo”, quando il risultato di un referendum – massima espressione della democrazia di uno Stato, in quanto la politica chiede e il popolo risponde… – venne completamente ROVESCIATO nel giro di un paio di mesi. Una vittoria schiacciante, che più “bulgara” non si poteva, fu CANCELLATA dalla classe politica precedente, quelli che in molti oggi rimpiangono. A mio modo di vedere ogni sfregio successivo, e mille ce ne sono stati, non ha più avuto “valore” morale dell’essermi accorto – non ancora trentenne – che votare NON sarebbe servito una… di quegli strumenti per tagliare la legna, anche in versione circolare. Berlusconi? Un “delinquente naturale”, nessuno lo nega, ma fu un delinquente naturale che, definito nemico in campagna elettorale, diventò principale interlocutore subito dopo, patto della crostata e Nazareno docet. Se lui era delinquente, chi avrebbe dovuto contrastarlo (perché la sinistra, ricordiamolo, ha governato una 15ina di anni negli ultimi trenta), anziché cancellare leggi ad personam fatte dai suoi governi, anziché mettere regole sui conflitti d’interesse (che avrebbero impedito a Silvio di ripresentarsi), etc., legiferò PRO domo sua e con lui si rinchiudeva tra 4 mura a parlar segretamente come i carbonari…, siamo sicuri fossero migliori? Chi votò o sostenne, ad esempio, Renzi dopo il Nazareno, due domande non se l’è mai fatte? A parte che per credere a frottolo ci voleva pelo sullo stomaco non inferiore del credere a Berlusconi… Ma va beh, capisco che ragionamenti simili siano “corso avanzato” di politica applicata. Saluti.
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Si, ma stai calmo.
Mai visto il tuo nik nei commenti.
E ci sarà un perché.
Deve esserti esplosa la zucca dopo la nefasta notizia.
Sei confuso, arrabbiato.
Su alcune cose avresti anche ragione ma argomenti con troppa foga presuntuosa da unto del Signore.
E non va bene.
Respira ragazzo.
E pensa.
Quando imparerai a rivolgerti con rispetto ti risponderò.
Stai bene
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Finalmente qualcuno che scrive qualcosa di sensato sull’argomento. Grazie
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solo un maiale a capo di una porcilaia…
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E adesso chi farà i salami e le salsicce?
😂
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Si dice che del maiale non si butta via niente…
Ma in questo caso…
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Finalmente Basta…da “B. Come basta! “di M.T: 2018
PREFAZIONE
Tutto ciò che ha fatto, anzi ci ha fatto Silvio Berlusconi nei suoi primi 81 anni è raccolto in questo libro. Con la sua carriera imprenditorial-criminale assistita da Cosa Nostra, dalla P2 di Licio Gelli e dalla peggiore politica (Craxi, Andreotti & C.).
E con la sua carriera politico-criminale a base di tangenti e leggi vergogna. Sentenze definitive lo definiscono “delinquente naturale” e finanziatore della mafia dal 1974 al 1992, ideatore e beneficiario di frodi fiscali miliardarie, corruttore di senatori, pagatore di papponi e prostitute, capo di aziende che compravano giudici, politici, finanzieri e testimoni. Nuove indagini ipotizzano addirittura un suo ruolo nelle stragi mafiose del 1993 a Firenze, Milano e Roma. L’inventore del suo partito Forza Italia, Marcello Dell’Utri, è in carcere per mafia. Eppure l’establishment italiano e internazionale lo sta riabilitando con una gigantesca opera di rimozione dei fatti.
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Secondo me il problema non è tanto la riabilitazione postuma (chissenefrega…), bensì il fatto che, schermaglie dialettiche pre elettorali a parte, fu interlocutore politico di TUTTI e i leader della cosiddetta sinistra (sinistra nel senso di ambigua, infausta…) più che contrastarlo lo agevolarono, favorendolo in ogni modo. “Chi si somiglia si piglia” e non penso che i sodali di… Al Capone fossero educande, anzi. Ovviamente, quanto precede, NON cancella assolutamente alcuna malefatta di uno degli zii di Ruby, conosco bene il suo percorso, fin dagli anni degli espropri (eufemismo, in quanto vennero scippati a chi non voleva vendere) dei terreni dove sorse Milano 2.
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Hai ragione…è evidente che se non sei d’accordo anche con pseudo sinistra ,non avrebbe fatto nulla o quanto meno si sarebbe limitato.
Un pò come i latitanti …. se non ti prendono subito, ma ti prendono dopo 40 anni ,vuol dire che qualcuno che conta ti ha coperto!
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@nessuno e tutti esattamente così. Faccio una citazione parafrasando, ovvero cambiandone solo i fattori (beh, era una fattoria!!) del finale di un libro che, letto da adolescente, adorai, in quanto già allora lo ritenni amaro ma veritiero. E pensare che, da adolescente, guardavo Jader Jacobelli, quindi m’informavo, volevo capire però, come dire, avevo già parzialmente mangiato la foglia e non era – per onorare (ironico) Berlusconi con una battuta – di belladonna (peraltro, nonostante il nome, decisamente velenosa :-)).
«Signori» concluse il parlamentare «ripeterò il brindisi di prima, ma in forma diversa. Riempite fino all’orlo i vostri bicchieri. Signori, ecco il mio brindisi: alla prosperità del nostro bel Paese!» Come prima, vi furono calorosi applausi e i bicchieri vennero vuotati fino al fondo. Ma mentre le persone da fuori fissavano la scena, sembrò loro che qualcosa di strano stesse accadendo. Che cosa
c’era di mutato nei visi dei rappresentanti della sinistra? Gli occhi stanchi andavano dall’uno all’altro grugno. Alcuni avevano cinque menti, altri quattro, altri tre. Ma che cos’era che sembrava dissolversi e trasformarsi? Poi, finiti gli applausi, l’allegra compagnia parlamentare riprese le carte e continuò la partita interrotta e i cittadini, silenziosamente, iniziarono ad allontanarsi. Ma non avevano percorso venti metri che si fermarono di botto. Un clamore di voci veniva dal Parlamento. Si precipitarono indietro e di nuovo spiarono dalla finestra. Sì, era scoppiato un violento litigio. Vi erano grida, colpi vibrati sulla tavola, acuti sguardi di sospetto, proteste furiose. Lo scompiglio pareva esser stato provocato dal fatto che il rappresentante della destra e quello della sinistra avevano ciascuno e simultaneamente giocato un asso di spade. Centinaia di voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c’era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei parlamentari seduti a sinistra. Le creature di fuori guardavano da banchi alla loro sinistra a quelli di destra, da quelli di destra a quelli a sinistra, ma già era loro impossibile distinguere fra i due schieramenti.”
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Sono disorientato. L’apprezzamento di un articolo che parte dalla confessione di aver “brindato” alla morte di Berlusconi mi lascia senza parole. E contemporaneamente mi riempie di pensieri che potrebbero trasformarsi in parole tali da riempire decine di fogli.
Mi chiedo in primis cosa si brinda a fare se, come prosegue l’articolo ( e come sottolineano in tanti), gli effetti nefasti ( anche per me) della “discesa in campo” del Cavaliere restano, e restano pure peggiorati.
Mi chiederei anche quanti brindisi siamo (siete) disposti a fare per le prossime dipartite di personaggi o protagonisti la cui “missione” terrena consideriamo negativa.
Che Berlusconi sia stato un “unicum”, determinante a livello politico e culturale, coi suoi enormi riflessi socioeconomici è certo.
Ma proprio nell’unicum va individuata la “grandezza” che non intendo nell’ottica magnificante ma in quella di “estensione” e “complessità”. Più è grande ed esteso nel tempo un fenomeno più è difficile farne una sintesi tale da far maturare un giudizio oggettivo.
Ed è chiaro come il sole che su Berlusconi non ci sarà mai un giudizio “oggettivo”.
E anche dopo morto c’è chi ne amerà il ricordo e chi lo odierà. Ma è tra le sfumature, supportati dall’analisi umana della complessità del vivere incidendo nella Società e con il distacco pregiudiziale ( il pregiudizio può essere sia positivo che negativo) che emerge qualcosa più vicino alla verità.
Ma qui partirebbe il “pippone”. Inutile.
Resta un fatto. A volte apprezziamo uomini politici, uomini di Sport, uomini di spettacolo, uomini pubblici ( ovviamente o donne, uomo è da me inteso come essere umano e non cambio il linguaggio per il politicamente corretto…) , senza conoscerli direttamente. In base a ciò che fanno, che dicono, e come lo dicono.
E alcuni di loro diventano esempi che mitizziamo. Li stimiamo profondamente, arriviamo ad amarli.
Mi chiedo se ( FUORI DA UN CONTESTO DI GUERRA, perché cambia le cose) tra coloro che avete a “Mito” c’è qualcuno che brinda alla morte di un altro uomo.
Per me Gigi Riva ( vero Anail?) non brinderebbe alla morte di nessuno. E senza essere Mito non lo farebbero Alessandro Di Battista, Giuseppe Conte o Marco Travaglio.
Ma presi da irrazionale voglia omicida brindiamo a chi brinda alla morte. Desolante.
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Brindare di fronte alla morte è disumano e assolutamente empio per tutte le coscienze. La pietas cristiana è l’unico sentimento che deve accompagnare qualsiasi uomo all’atto finale del suo percorso terreno. Poi ci sarà spazio per l’ipocrisia umana e per la politica anche il tempo per lo sciacallaggio
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“Ma proprio nell’unicum va individuata la “grandezza” che non intendo nell’ottica magnificante ma in quella di “estensione” e “complessità””.
Ben detto!
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Non è essere presi da voglia omicida ma bensì da esultanza perché una persona come b. ha fatto tanto male a persone e al Paese.. puoi negarlo Pablo? Come hai scritto rivolgendoti a me che non odio, non odio ma che sia venuto a mancare mi ha provocato molte reazioni anche di contentezza! Lui è stato una persona che ha pensato a sé stesso in primis!! Ai soldi e agli affari, dell’Italia e degli italiani non gliene è fregato niente pablo!! Inutile girarci intorno.. ognuno di noi ha reagito per quanto ha provato per una persona altamente divisiva e particolarmente criticabile.. disdicevole per te Di Maio per me no perché ho provato su per giù il suo sentire..
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Premetto che non ho brindato o festeggiato la morte di Silvio, riservando le bollicine per ben altre situazioni. Però, onestamente, penso tu non conosca BENE il percorso di Silvio Berlusconi, iniziando da una villa praticamente scippata alla legittima proprietaria. Gli episodi sarebbero centinaia, mi concentrerei sull’inizio della sua fortuna: Milano due. “Il “prato senza alberi” nel Comune di Segrate apparteneva al conte Leonardo Bonzi, che lo vendette a Berlusconi per 3 miliardi di lire. L’area era edificabile solo in parte e non è vero che fosse un prato vuoto: c’erano cinque vecchi palazzi, abitati da cittadini che non avevano alcuna intenzione di abbandonarli per lasciare libero corso alle luminose intuizioni urbanistiche del giovane Silvio. Si arrenderanno, con il tempo, anche a causa di pressioni, minacce e piccoli attentati.” A casa mia questo modo di agire si chiama “mafioso”, d’altra parte come dubitarne se parliamo di una persona che ebbe come “stalliere” (già, sicuramente aveva nel curriculum una lunga esperienza all’ippodromo di S. Siro…) nella SUA villa, un certo Vittorio Mangano? Chi era Mangano? Da Wiki: “Arrestato il 4 aprile 1995 dopo alcuni anni di latitanza, il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato in primo grado dalla Corte di Assise di Palermo all’ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovanbattista Romano, quest’ultimo vittima della lupara bianca nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l’esecutore materiale. La vittima, già boss del quartiere di Borgo Vecchio a Palermo, venne eliminata su ordine di Bagarella e Brusca. Attirato in un tranello, fu strangolato e sciolto nell’acido dai Bellino, da Vittorio Mangano e da Cucuzza, che ha successivamente confessato il delitto agli organi inquirenti”. Dunque per un uomo che costruito la sua fortuna, vogliamo dire sul mistero per non dire sopraffazione, ci sarà sempre qualcun altro che brinda alla sua dipartita. Sbagliato? A mio parere sì, salvo non essere stato sua “vittima”, ma ognuno penso debba rispondere alla propria coscienza o, per chi ci crede, a Dio.
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Paolo,
“Sono disorientato. L’apprezzamento di un articolo che parte dalla confessione di aver “brindato” alla morte di Berlusconi mi lascia senza parole.”
Ecco: “che PARTE” dal brindisi, ma non si limita certo a quello.
Chi ti dice che io – e, penso, gli altri- abbiamo gradito QUELLO e non TUTTO il RESTO dell’articolo?
Credo che tu stia analizzando solo il Berlusconi-mito, da cui, perlomeno io, sono MOLTO DISTANTE, anzi, non lo concepisco proprio (e perciò capirai quanto trovi incongruo il paragone con un Uomo come Riva).
Ciò ti consente, quindi, l’osservazione da un determinato punto di vista, ben diverso da quello del Berlusconi-delinquente naturale&mafioso che, evidentemente, informa le nostre reazioni e i nostri commenti.
Bizzarro, poi, che tu sia stato tanto tagliente da non giustificare in alcun modo il mio atteggiamento “assolutorio” (proprio questo termine hai usato😳, del tutto inadeguato) nei confronti di una ragazza, sino a prova contraria onesta e magari inesperta, come la Schlein, mentre TU hai un atteggiamento ben più rispettoso e ASSOLUTORIO (e in questo caso è un termine congruo) nei confronti di un simile distruttore della nostra società, solo perché è MORTO.
È morto SOLO il corpo, purtroppo.
Il suo spirito e la sua eredità, lo sfacelo della politica, della società, della giustizia, lo squallore “da Casamonica” e l’agiografia che respiriamo in full immersion, con la costruzione di un’altra narrazione… tutto ciò resta.
Purtroppo.
Ci mancava solo il tuo giudizio sferzante, solo perché ti senti improvvisamente così umano e stranamente sedotto… evidentemente il “clima” che è stato instaurato, in certi casi, è davvero contagioso.
Ps Diludendo (cit) 😞
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Infatti sembra sia stato “unto dal signore”!
Poi se vogliamo ci sono pure popoli che come usanza ad un funerale di un congiunto fanno festa!
Ora fare festa può avere diversi significati… festa perchè un rompi c–… se n’è andato e non ropmpe più.
L’altra festa festa perchè è andato in lidi migliori.
Festa perchè i lasciti hanno fatto contenti gli eredi e gli amici degli eredi.
Festa perchè il “tiranno” è morto e trona la democrazia.
Un miko amico alla sua porte ha lasciato detto: fate un pranzo,siate felici,festeggiate in mia menoria!
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Scusate gli errori ,ma ho le dita grosse e i tasti sono piccoli!
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No Anail sei fuori strada.
Io ho apprezzato tutti gli articoli di Travaglio e di altri che non hanno fatto sconti a Berlusconi. Ricordando chi era e cosa ha fatto. In politica e nella sua attività imprenditoriale. L’ho detto e l’ho scritto.
E se il mio giudizio differisce in parte da quello del direttore del Fatto ( come d’altronde differisce quello su Bettino Craxi) non cambia la mia stima e l’esigenza che sento di un giornalismo “vestito” alla Travaglio e non dalla miriade di servi/buffoni.
Che poi aggiungere come faccio io a Cialtrone l’aggettivo geniale troverebbe forse concorde pure Travaglio. E sulla “generosità” che attribuisco al Cav ho già dato spiegazioni.
Quello che non mi piace, quello che mi deprime è che anche dalle parti più vicine oggi “politicamente” al sottoscritto vive quel disprezzo della pietas umana, manca quel freno intimo che arresta i tuoi furori, le rabbie, le avversioni, in momenti di dolore degli altri, chiunque essi siano. Il “pippone” che ho risparmiato a tutti toccherebbe tasti delicati e difficili da discutere poi su una specie di social. Questioni come la Fede, il senso della Vita, temi come la Morte, anche come Pena ( e banalmente mi chiederei se uno che brinda ad uno che muore è favorevole o meno alla Pena di Morte…), il Perdono o anche solo la Misericordia.
È evidente che non hai compreso ( o non mi sono spiegato bene…) che ho dissentito sulla “postura” dell’articolo di Di Maio. La premessa comportamentale che fa è per me ignobile.
Puoi dire ( tu Di Maio) poi tutte cose corrette ma parti da un atteggiamento che mi disgusta. Che poi quella premessa sia indifferente o condivisa da altri mi conferma che i “social” ( anche in versione commenti su Infosannio) non sono cosa per me. Infatti anni fa me ne andai da Facebook e poi Twitter scrivendo più o meno che “preferisco “vivere” le persone più per (e con) quello che mi hanno nascosto che per quello che mi hanno rivelato”.
Non ricordo di essere stato troppo tagliente con te per la valutazione della Schlein, sicuramente diversa dalla mia. E comunque non c’entra nulla con Berlusconi. Che non ho mai assolto, e certo non lo si fa invocando la pietas.
P.s. Il mio Mito Gigi Riva l’ho “usato” in uno strumento retorico contro Giuseppe Di Maio.
Se rileggi bene è abbastanza chiaro.
Non capisco cosa ci azzecchi Berlusconi.
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Continui a parlare di quel brindisi… ma hai letto solo quello?
E che cosa c’entrava Riva, se non perché ti è venuto alla mente in quanto mio “mito”, diciamo “persona che stimo”, contrapponendolo a chi brinda alla dipartita di B., perché, secondo te, lui mai si comporterebbe così?
Credi che sia quello
il massimo segno di valore morale?
Tu, forse, hai inconsciamente accostato ciò che secondo te sono il bene e il male, in quanto analizzi (mi ripeto) il solo MITO Berlusconi, per giunta volendolo rispettare solo in quanto “morto”.
Lo metto tra virgolette a ragion veduta.
Per me, se vogliamo parlare di quello, la morte è SOLO quella fisica, quindi non ho nessun sacro rispetto per essa, perché la considero un mero passaggio in un’altra dimensione, in cui lo spirito sarà “giudicato” o meglio “valutato” da sé stesso, secondo il proprio “piano vitale” o programma di vita, con relativa analisi di ciò che ha imparato da QUESTA esperienza, nel bene e nel male.
Gli ho fatto anche un augurio in tema, se ben ricordi…
Ma non cambia il giudizio terreno.
Questa storia della pietas legata all’abbandono del corpo, mi sembra più blasfema di quanto non sia continuare, qui, a vedere le cose come stavano appena il giorno prima.
Sembra che questo corpo e questa vita siano più importanti dello spirito e della sua sopravvivenza.
Per me NO.
Io non avverto alcun senso di oscuro timore del mistero morte, avendo, fin da piccola, letto, studiato e sperimentato personalmente abbastanza da farmene un’idea per niente reverenziale, quindi priva dell’alone quasi scaramantico che informa il concetto di pietas ad esso legato. .
Si fa ciò di cui si crede, a suo tempo, di aver bisogno e si copre quasi come se fosse una vergogna, con riti e quant’altro, ogni segno visibile e, insieme, il concetto stesso di morte.
Perché ci fa paura… e si rispetta, spesso, solo ciò di cui si ha timore.
Un es.: la cara Mokj si lamentava, un giorno, della visione, in foto, della donna incinta, strangolata dai nazisti nella Casa del Sindacato di Odessa.
Lei invocava la pietas verso quella persona. Ho rispettato il suo sentimento, ma, per me, lo spirito di quella donna invocava verità e giustizia, non sentiva mancanza di rispetto nei nostri occhi, mentre ci indignavamo e provavamo orrore per ciò che aveva vissuto.
Arrivo a pensare che sia venuta proprio per testimoniare quell’orrore.
Questa mia visione mi sembra maggiormente spirituale dei riti, delle preghiere a memoria e dell’ipocrisia dei “basa mattonis e c*ga tiàulus”, i bigotti che baciano le pietre degli altari e poi “emettono” diavoli, nel senso di “male”.
E comunque, se Di Maio ha voluto brindare all’uscita da questo mondo di B, ciò NON È quello che mi ha fatto apprezzare l’articolo, come HO GIÀ SCRITTO in altro modo.
Tu invece, di tutto l’articolo, NOTI solo quello!
Magari era solo un incipit simbolico, un rito per testimoniare il suo senso di liberazione dal male che B. rappresentava per lui.
E, comunque, ritengo che, sinché non si scantona in apologia del male, ergersi a giudici della sensibilità altrui, credendo magari di essere più religiosi o più rispettosi di altri è il primo passo per giungere alla critica della satira e del black humour e allo sbandieramento di valori fittizi, datati e, magari, neanche rispettati, tipici della destra, di QUESTA destra (che si scandalizza per sciocchezze e poi lascia morire la gente in mare), mentre B avrebbe riso e avrebbe brindato egli stesso alla sua partenza.
Occhio che mi sa che stai esondando da quell’argine, caro Paolo…ti fosse riaffiorata la vecchia destra inside…?🤔🤭
Eh… “chi nasce tondo, non muore quadro”, diceva mia mamma, che è tornata di là il 29 settembre 2022, giorno degli angeli.
Per lei posso ben dire RIP, perché è stata buona tutta la vita e, pure con l’Alzheimer, credeva sempre di dover andare a prendersi cura di qualcuno…che riposi, ora. 🌹
Ecco, una certa generosità sui generis, o forse munificità, la si può riconoscere a B.
Spero che gli valga almeno come bonus, di là.
Lui se lo concederà senz’altro, ma forse dovrà tornare a rimediare, ad imparare ad essere nei panni di coloro che lui, qui, non ha rispettato…
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A dire il vero mancavano solo i petali di rose azzurre buttate dall’elicottero per il resto era tutto uguale come in quel pomeriggio romano
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Io mi domando come ne verremo fuori da questo letamaio.
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Graaaande! Onore all’autore dello scritto!
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