
(di Michele Serra – repubblica.it) – La grande diga spaccata per “ragioni strategiche” lascia intendere che per “ragioni strategiche” gli uomini in guerra sgozzerebbero i loro figli, sventrerebbero le loro madri, soffocherebbero i loro vecchi perché non siano di impiccio. Le campagne distrutte, gli animali affogati, le case allagate, il lavoro bestemmiato, l’opera di migliaia di operai e ingegneri sbriciolata, ciò che è stato fatto negli anni che viene disfatto in un attimo: a che serve avere così tanta paura della distruzione atomica, se la distruzione è già qui, pratica quotidiana?
Perché non ci spaventa altrettanto questa ferocia a puntate, questa soluzione finale che si finge parziale, centellinata come le serie tivù? Le case bombardate con i bambini dentro, la gente alla fermata dell’autobus promossa a bersaglio (“ragioni strategiche”, si suppone), tutto che brucia e marcisce, e mica solo in Ucraina: la Siria, lo Yemen, il Sudan, l’Eritrea… La distruzione di ciò che si è costruito, in termini materiali e in termini di socievolezza, di affinità, di rapporto tra gli umani: questo è la guerra, solo questo. Distruzione che qualche governante sadico ha concepito, qualche generale ottuso chiama “dovere”, qualche intellettuale scellerato giustifica, qualche poeta imbecille esalta.
Eppure la guerra non è un tabù. Non se ne parla come del più orrendo dei delitti mai visti sotto il cielo. Come il più irrimediabile e definitivo dei mali. La guerra, nel mondo, è norma, e normalità. Si scandalizzano in pochi, di questa normalità, e a quei pochi tocca anche sentirsi derisi come “anime belle”. Come per chiarire che le anime brutte sono al potere ovunque, e ovunque maggioranza.
Come il gasdotto del Nord …sembra che i russi abbiano abbattuto la diga per stare con i piedi nell’acqua.
Conferma del Bluff sono le dichiarazioni di Z… i russi retrocedono dai 5 ai 15 km … delle zone conquistate.
Ancora una volta i Russi si sparano sui piedi!
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ma non era la pace fino alla sconfitta della Russia??
il dolente Se33a mi ricorda Miles Monroe, il protagonista del film SLEEPER
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La Palestina, caro ebreo, dimentichi sempre i Palestinesi quando parli di genocidi e vessazioni dei popoli in giro per il mondo. Come vedi ognuno degli aggressori ha la propria giustificazione. Si parla perfino dei Rohingya massacrati in Birmania o dei Curdi in Turchia ma MAI, dico MAI, dello sterminio continuo ed inesorabile del popolo Palestinese da parte degli Israeliani! Che non dimenticano MAI di ricordarci “tutti i giorni” di celebrare il LORO giorno della memoria… ipocrisia pura.
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Ma come? Repubblica si accorge che la guerra fa danni collaterali? Vorrebbe forse il michele adottare lo stesso principio tenuto per gli scioperi : scioperate pure ma fatelo in silenzio e senza disturbare!
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Serra si sta vieppiù rivelando un assoluto minkione.
Guardate che cosa racconta Barbero dello sbarco in Normandia (dal minuto 14.20) e delle decine di migliaia di morti civili francesi sotto i bombardamenti di americani e inglesi per sgombrare il campo in preparazione dello sbarco.
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E’ da un bel po’ che ce la cantano e ce la suonano con la “centrale di Zaporizhzhia”, che da fonti mediatiche pare “in pericolo” anche per il … crollo … della diga (che da noi ricorda tanto l’ ER… “emozione”!!!) a Km e Km di distanza.
Quella centrale è tenuta “in bilico” ( più che altro dalla stampa) come se i Russi, con una tradizione scientifica che noi Italiani ci sognamo (dare un’ occhiata ai Nobel per la Fisica, e nonostante la Guerra Fredda) non sapessero gestire una Centrale.
Io fin da subito ho temuto che il vero pericolo sarebbe stata quella centrale: non per imperizia russa (figuriamoci!) ma un ottimo stratagemma per iniziare a parlare di nucleare e terrorizzare l’ Europa intera, che ben ricorda Cernobyl’ ( e lo “stronzio”) e non Three miles Island o Fukushima.
E se per colpa dei “diabolici russi” – ma in realtà procurata dagli US – ci fosse una fuga radioattiva? Non sarebbe come la fialetta di antrace agitata da Powell al congresso?
L’ opinione pubblica ( in primis quella italiana) sarebbe cotta a puntino per l’ “armiamoci e partite”.
Solo una suggestione, spero proprio…
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