Aumenti in doppia cifra per le strutture ricettive italiane. È il risultato del boom di prenotazioni atteso per l’estate

(di Federico Formica – repubblica.it) – In hotel e strutture turistiche sarà l’estate del pienone, se possibile anche più del 2022. Con una domanda così alta e un anno passato a tirare la cinghia per il caro-bollette, era prevedibile che gli albergatori alzassero i prezzi. Le indagini condotte da Federconsumatori e Assoutenti arrivano a conclusioni molto simili: a parte gli hotel in montagna, che rincarano “solo” dell’8%, gli aumenti medi vanno dal +18% al +28%.
Turismo in crescita
Per fotografare meglio la situazione partiamo dai dati di Federturismo, che per i suoi trent’anni ha presentato una ricerca di settore: nel 2022 gli arrivi in Italia sono stati 255 milioni. È aumentata la durata del viaggio (da 4,4 notti del 2019 a 5,1), così come la spesa pro-capite, con un conto economico in crescita del 5% sempre sul 2019, l’ultimo anno pre-pandemico. AirBnb, la più popolare piattaforma di case-vacanza, ha calcolato che nel 2022 nel mondo sono stati pubblicati 900mila annunci in più a livello globale, mentre le prenotazioni di stanze private in Italia sono cresciute del 90% sul 2021. Quest’ondata di arrivi generò rincari già un anno fa. E adesso, che ci si è messa anche l’inflazione, è facile prevedere un’onda ancora più alta.
Previsione che l’indagine dell’osservatorio di Jfc conferma. L’istituto di consulenza turistica stima in 678 milioni gli incassi che genererà la tassa di soggiorno e di sbarco in questo 2023, in aumento del 9,5% rispetto a un anno fa. Nel 2019, quando il Covid non sapevamo neanche cosa fosse, l’incasso si era fermato a 622 milioni. Quest’anno la tassa si pagherà anche in Comuni dove, prima d’ora, non era ancora stata introdotta. Tra questi i più turistici sono Taranto, Tarvisio, Bagnoregio e Manduria; caso a parte per Forte dei Marmi dove era stata istituita nel 2020 per poi essere sospesa causa Covid. Ora farà il suo esordio.
Il ponte del 2 giugno, come sempre, è il termometro dell’entusiasmo dei turisti. E a giudicare dall’indagine di Federalberghi il settore gode di ottima salute, con 15 milioni di italiani in viaggio che spenderanno 454 euro a testa per un giro d’affari di 6,8 miliardi di euro.
I numeri del rincaro
Nell’indagine dell’osservatorio nazionale Federconsumatori, una camera doppia al mare in alta stagione costa in media 252 euro a notte, contro i 196 di un anno fa e i 157 del 2021, l’estate in cui gli albergatori dovevano convincere i turisti a sconfiggere la paura del contagio. A queste cifre, una settimana di hotel costa 1764 euro; cifra che raddoppia nel caso in cui la famiglia sia di quattro persone, con i due figli a dormire in una seconda camera doppia. Si tratta di 3500 euro solo di hotel: una somma non proprio alla portata di tutti.
Va un po’ meglio in montagna, dove la doppia costa 210 a notte per un totale di 1470 euro per una settimana; quasi tremila euro per una famiglia di quattro persone. Il trend montano è identico a quello di riviera, con aumenti continui dal 2021 a oggi.
Assoutenti ha invece analizzato i costi degli hotel, bed and breakfast e pensioni città per città, a partire dalle rilevazioni Istat. La media nazionale in questa estate 2023 è del +18% rispetto a un anno fa, ma è nelle città d’arte che si riscontrano gli aumenti più marcati. A Firenze, Assoutenti rileva un +43%, seguita da Milano (+38%), Campobasso (la mosca bianca, con il +28,9%), Venezia e Palermo (+25%).
Diritto di recesso o no?
Chi ha prenotato in un hotel, b&b o agriturismo deve sempre tenere a mente che, in questo tipo di contratti, non è previsto il diritto di recesso gratuito. Neanche se l’acquisto è stato fatto a distanza. Ecco perché bisogna sempre leggere con attenzione le clausole che regolano la prenotazione: la maggior parte delle volte la struttura non fa pagare nulla a chi cancella con diversi giorni di anticipo (spesso fino a una settimana), mentre i costi salgono con l’avvicinarsi della data prevista di soggiorno. Questo è per proteggere il professionista da un danno economico: il rischio cioè di tenere la stanza o l’appartamento vuoto per l’impossibilità di trovare un altro cliente. Quando si versa una caparra confirmatoria, in caso di disdetta l’albergatore potrebbe chiedere anche il resto della somma. Ma dev’essere previsto nel contratto e, in ogni caso, non si può chiedere al cliente di pagare anche i costi accessori (ad esempio la colazione o il posto auto).
Se invece la disdetta avviene per un infortunio (una gamba rotta) o la cancellazione di un volo, il cliente ha diritto a non pagare alcuna penale. In Italia infatti il Codice civile prevede “l’impossibilità sopravvenuta”: se il cliente è in grado di dimostrare che non gli era possibile effettuare il viaggio, l’albergatore non può imporgli alcuna penale. Ma questo vale per le strutture che si trovano in territorio italiano. Se all’estero non esistono leggi simili, è possibile che il viaggiatore debba comunque pagare la penale stabilita.
Il PROFITTO,solo il PROFITTO…sentivo ieri un’intervista a un prenditore del turismo….”si le acque non sono balneabili, ma dopo il bagno una bella doccia”… capite l’importante è mettere nel cassetto il denaro per brandina,sdraio e ombrellone!
Da una intervista del tg3 in Emilia
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Purtroppo la Riviera emiliano- romagnola (che non ha avuto alcun danno, ovvero una semplice mareggiata) fa la parte del leone: the show must go on.
E’ l’entroterra che è distrutto: i campi, gli allevamenti, le case, le strade… Ci vorranno anni ed anni, tanti soldi, tanto lavoro, tanta volontà. Ma ci scommettiamo che i “furbetti della spiaggia” (intoccati da ogni Governo che si è succeduto: un continuo rinviare…) verranno risarciti per primi?
E chissenefrega: mica si va in vacanza a Faenza o a Modigliana. E i prodotti agricoli si possono comprare all’ estero: costano anche meno. E le splendide colline? Ma che vengano a fare i camerieri, che “mancano”: cosa ci fanno lassù in montagna?
E’ lo sballo che deve essere assicurato, di questi tempi: tutto il resto è noia…
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Questa volta le rispondo, gentile “Carriolina”. e le “auguro” ( non nei fatti, sarebbe troppo …solo a parole) di stare per settimane nell’ acqua putrida e perdere tutto in un fango che, indurendosi, diviene cemento.
Questa volta l’ ha fatta fuori dal vaso: va bene deridere a prescindere ogni argomentazione, ci vuole poco e Infosannio dà di gomito, ma la disperazione dei miei concittadini no, questo proprio no.
C’è un limite a tutto.
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