“Non dobbiamo sentire il Pd, ogni partito ha la sua linea. Sulle nomine destra bulimica”. Martedì al tavolo sulle riforme istituzionali con Giorgia Meloni e mezzo governo si siederà anche lui. Ma Stefano Patuanelli […]

(DI LUCA DE CAROLIS – ilfattoquotidiano.it) – Martedì al tavolo sulle riforme istituzionali con Giorgia Meloni e mezzo governo si siederà anche lui. Ma Stefano Patuanelli, capogruppo in Senato dei 5Stelle, non si fa grandi illusioni: “Nelle prossime ore faremo un punto interno sull’incontro, ma temo che Fratelli d’Italia voglia piegare le istituzioni ai suoi interessi. E il nostro obiettivo è impedirglielo”.

Meloni e le destre oscillano tra premierato e presidenzialismo. Voi che ne pensate?

Vedremo al tavolo. Ma se si vuole arrivare tramite l’autonomia differenziata a un regionalismo alla tedesca, e nel contempo a un presidenzialismo alla francese, mi sembra un miscuglio molto pericoloso.

C’è chi pensa che Palazzo Chigi acceleri sulle riforme per coprire i nodi nell’esecutivo, e per rallentare l’autonomia differenziata della Lega.

Mi sembrano letture possibili. È evidente che il governo ha grandi difficoltà, visto che si sta rimangiando tutto ciò che prometteva in estate. Come sono evidenti le tensioni interne all’esecutivo, che vanno coperte. Quanto all’autonomia, martedì faremo presente che per noi, se fatta in questo modo, è una porcheria. Forse tra qualche anno Calderoli lo ammetterà, come fece per il Porcellum.

Siete contro maggiori poteri per le Regioni?

Visto cosa è successo durante la pandemia sulla sanità, che è una materia di competenza regionale, forse andrebbe ripensato il loro ruolo.

Da FdI fanno trapelare che sarebbero pronti a una commissione bicamerale o a un’assemblea costituente, a patto che almeno uno tra Pd e M5S ci stia. È una via per dividere le opposizioni?

Non lo so. Di sicuro, che vogliano passare per il Parlamento oppure tramite una bicamerale o una costituente, la nostra idea come Movimento è molto chiara: la Costituzione italiana è la migliore al mondo e non va stravolta. Siamo disponibili ad affrontare problemi come la durata dei governi, ad esempio introducendo la sfiducia costruttiva, o maggiori poteri per il presidente del Consiglio, come la possibilità di revocare i ministri. Ma pesi e contrappesi non vanno cambiati.

Discuterete con il Pd della linea da tenere all’incontro?

La linea di ogni partito su questi temi prescinde dalle coalizioni o dai campi. Non credo che sia necessario sentirsi, e poi la nostra posizione è anche nel programma elettorale. Casomai è il nuovo Pd che dovrà dire al Paese come la pensa.

Conte e Schlein non erano assieme nella piazza della Cgil di ieri a Bologna. Sembrano evitarsi.

Non si deve sempre leggere la realtà con dei retroscena. Conte in questi giorni è in campagna elettorale: non c’è un gioco a evitarsi, non ce ne sarebbe il motivo. Il rapporto col Pd si evolve rispetto ai temi e alle cose che ci uniscono, ma nell’indipendenza di due forze che hanno anche opinioni diverse.

Il governo ha cacciato il presidente Inps Tridico con una norma, e con un’altra disposizione ad hoc cambierà il vertice Rai. Ma in fondo tutti i partiti lottizzano.

Lo spoils system è legittimo e normato. Meno legittimo è fare prima una norma prima per salvare alla presidenza dell’Istat Blangiardo, che ha oltre 70 anni, e poi farne un’altra per cacciare una persona che li ha appena compiuti (il sovrintendente al Teatro San Carlo di Napoli, Lissner, ndr). Detto questo, il commissariamento di Inps e Inail è agghiacciante. Noi avevamo commissariato l’Inps per riformarla, e quando il suo presidente Boeri era già scaduto. Le destre, e in particolare FdI, hanno solo bulimia di poltrone.

Continuate a lamentarvi della mancanza di fondi per compensare il rialzo dei mutui. Ma il governo ha tagliato il cuneo fiscale. È un buon segnale al ceto medio, no?

I soldi del taglio non basteranno per compensare il caro bollette. Chi ha comprato un’auto o una casa con un mutuo a tasso variabile come farà ad arrivare a fine mese?

Sono scelte politiche.

Quei pochi soldi che metteranno nelle buste paga non risolveranno i problemi. Questo è un governo classista e liberista. Ma purtroppo potrebbe durare a lungo: la voglia di posti e potere terrà assieme le destre.