
(Alessandro Orsini) – Essere uno studioso significa dire sempre la verità a tutti costi e sotto tutte le circostanze. È una condanna a vita che crea nemici potenti.
Da più di un anno, Corriere della Sera, Repubblica, la Stampa, dicono che la libertà in Italia è in pericolo a causa delle spie di Putin nei talk show. Oggi, grazie alla stampa americana, scopriamo che la libertà in Italia è in pericolo a causa delle spie di Biden. Scopriamo, si fa per dire, che Biden violenta le nostre libertà e la nostra democrazia spiando tutti noi, incluso il segretario generale dell’Onu. Ma se Biden spia i nostri politici più importanti, allora significa che può anche ricattarli se provano a lanciare un’iniziativa di pace in Ucraina. Biden è un difensore della società libera in casa propria e un grande sostenitore delle dittature in casa altrui. Dire la verità significa riportare i fatti in modo oggettivo e distaccato. E i fatti da riportare sono molti per cui preferisco elencarne soltanto tre per ragioni di sintesi e di chiarezza:
1) I fatti dicono che la lotta per la libertà non c’entra niente con la ragione per cui l’Italia alimenta la guerra in Ucraina dall’esterno calpestando la propria Costituzione. Una delle ragioni principali è che quasi tutta la nostra classe politica è sotto ricatto perché è stata spiata e intercettata per anni come accade nelle dittature. Per cui nella democrazia italiana è stato immesso un elemento delle dittature: lo spionaggio sistematico finalizzato al ricatto politico.
2) I fatti dicono che la ragione principale per cui Biden investe nella guerra in Ucraina è l’espansione della Nato nell’Europa dell’est in funzione anti-russa, tant’è vero che, subito dopo l’inizio della guerra, la Nato ha aumentato il territorio che controlla in Europa al confine con la Russia grazie all’ingresso della Finlandia. Se l’Ucraina perdesse, Biden avrebbe incassato ugualmente un grosso bottino.
3) Biden non ama la libertà, bensì il potere. Se amasse la libertà, non avrebbe abbandonato gli afgani democratici ai talebani e non sosterrebbe le dittature più brutali del mondo.
L’Italia ha un problema con le spie russe nei talk show o con quelle americane?
Amo gli Stati Uniti. Ma amo di più la verità. Uno studioso non giura fedeltà a un Paese straniero. Giura fedeltà alla verità.
Viva la società libera.
Quasi perfetto.
Il popolo afgano era ed è con i talebani perchè la sua povertà è aumentata con l’intervento degli occidentali .
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Pensate allo scandalo che avrebbe suscitato se a spiare il Segretario delle Nazioni Unite e mezzo mondo fossero stati i russi! Chi ha protestato fino ad ora? Va bene così?
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Grazie prof Orsini
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Che ‘du palle son ‘sto “Amo gli USA”.
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PIERLUIGI PICCOLI.
CHI DI SOLDI FERISCE di SOLDI PERISCE.
La politica internazionale degli Stati Uniti è una politica di forza e di corruzione, basata sui soldi accumulati dalla moltiplicazione dei dollari usata negli scambi mondiali di materie prime.
Si sono fatti calcoli che il totale della liquidità esistente nel mondo, superi di 60 volte il totale dei Pil annui di tutte le nazioni del mondo.
La domanda è: chi possiede tutta questa quantità di soldi?
Si stima che in tutto il mondo ci siano 1.200 persone, perlopiù sconosciute, che sono in grado di movimentare tale massa di denaro.
Al solo pensare a questa quantità di denaro mi viene il capogiro.
Forti di questa ricchezza, accumulata depredando con mezzi leciti ed illeciti i risparmi di mezzo mondo, questo gruppo di potere dominante sta tentando di sottomettere anche la Russia e la Cina ed è partito alla conquista di quella parte di mondo che ancora non controlla.
L’obiettivo è di conquistare prima la Russia e poi la Cina con il più potente mezzo economico a sua disposizione: il controllo del dollaro, moneta dominante negli scambi internazionali.
La guerra in Ucraina fa parte della strategia statunitense di tenere in soggezione la Russia che, però, si è ribellata di fronte alla strategia militare americana che portava il confine delle nazioni europee, da essa controllate economicamente, fino ai confini della Russia, che si è sentita minacciata ed ha reagito militarmente in Ucraina.
Il Presidente Putin, tuttavia, non si è limitato ad un’azione militare, ma ha fatto di più, molto di più, egli ha cominciato a tessere la tela destinata, nel giro di qualche anno, a indebolire il dollaro ed a provocare una crisi economica nell’intero occidente.
La Russia, assieme alla Cina, India, Brasile e Sud Africa, i cosiddetti Brics, ai quali si aggiungeranno Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Sudan, Egitto, Algeria, Argentina e numerosi altri, sta sostituendo il dollaro con lo yuan, il rublo e la rupia, ossia con le monete nazionali delle varie nazioni partecipanti all’accordo dei Brics, nazioni che hanno in comune il rifiuto del dollaro come moneta di scambio nelle loro transazioni commerciali.
E così la forza economica, finanziaria e militare americana si indebolirà entro pochi anni, mano a mano che l’uso del dollaro non sarà più necessario per scambiarsi beni e servizi.
Sembra che alla riunione dei Brics, che si terrà il prossimo agosto, sarà annunciata la creazione di una nuova moneta digitale, che sarà riconosciuta da oltre mezzo mondo, e che sarà l’inizio e la fine dell’era del dollaro e, conseguentemente, la crisi finanziaria, economica e militare dell’interno Occidente.
Chi di soldi ferisce, dicevo nell’introduzione riferendomi agli Stati Uniti, di soldi perisce, ossia l’Occidente sarà sconfitto dall’Oriente proprio nel campo un cui è più forte, quello del denaro.
Pierluigi Piccoli
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