
(Massimo Gramellini – corriere.it) – Ormai è appurato che in America i fessi hanno un serio problema con le statue. Mentre i fessi progressisti le fanno abbattere, quelli reazionari fanno licenziare la preside che ha osato tenere una lezione d’arte sul David di Michelangelo. Siamo a Tallahassee, nella Florida di Ron deSantis, la versione «light» di Donald Trump, ma sarebbe potuto succedere in qualsiasi altro Stato dell’Unione, eccetto forse in quello di New York, in California e in qualche altro. Ad accendersi di sacro sdegno sono stati i genitori dei ragazzi. Immaginate la scena: gli studenti tornano a casa e mostrano ai loro cari l’immagine del capolavoro rinascimentale come se l’avessero appena trovata su Onlyfans. L’occhio di mamma e papà non indugia sull’armonia delle forme, ma va a cascare proprio là, dove si aspetterebbe di trovare delle mutande di marmo, magari sponsorizzate. Le chat dei genitori prendono fuoco: si chiede e si ottiene la testa della professoressa reproba, per propaganda e smercio di materiale pornografico.
Come passa (male) il tempo. Cinque secoli fa Firenze ospitò un dibattito sul luogo più adatto a ospitare il David di Michelangelo a cui parteciparono, tra gli altri, Botticelli e Leonardo. Cinque secoli dopo, in Florida, si caccia da scuola chi lo mostra. Certo, quella era una élite di statura mondiale mentre costoro sono degli ignoranti. È proprio questo il problema: hanno censurato il David perché li disturba, ma li disturba perché non sanno che è il David.
Abbiamo un precedente: Renzi che fa coprire i nudi del Campidoglio in omaggio a Rohani.
Il quale, avendo tra l’altro studiato in GB, si sarà sbelllicato dalle risate. Sotto i baffi.
Non ci siamo mai fatti mancare alcunché.
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Mi ricorda una puntata dei Simpson dove Marge e Lisa riescono a portare il David a Springfield: La reazione degli altri abitanti fu identica a questa. Non è questione di progressisti o reazionari, la maggioranza del popolo americano è semplicemente bigotto.
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Semplicemente vaccari con tutto il rispetto per le mucche altro che potenza mondiale.
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E questi vogliono comandare il mondo!
Siamo ormai alla frutta .
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Abituati così tanto a vedere (allo specchio) “Vite al limite”, non riescono proprio a capacitarsi né di un’opera d’arte, né di un fisico normale
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Tranquilli, non siamo diversi: basta una farfallina all’ inguine di Belen o il sedere di Damiano per farci… “discutere” per mesi…
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Mi sembra vagamente diversa dal David L’OSTENTAZIONE della farfallina di Belen.
E, tra l’altro, quella, i “vaccari” l’avrebbero ACCLAMATA… anzi, sarebbe stata delicatissima, un salto di qualità, rispetto alla volgarità e al cattivo gusto che impera tra le donne americane (e le loro “imitatrici” messicane, visto coi miei occhi), convinte che ciò sia sexy e che la “troitudine” sia cool… (temo che ormai sia pandemico)
È proprio ignoranza del bello e del suo valore.
Per loro la parola “valore” indica solo un prezzo.
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Beh, basta guardare TV e social ed è chiaro che la..” troitudine” ( pardon) impazza.
Alla faccia del ” voglio essere bella per me stessa”…
Inutile, la necessità di ” descent with modification” comanda: la mission è sempre l’ acchiappo. Del miglior fico del bigoncio. E pare che a sempre più maschietti ( ammesso e non concesso che esistano ancora) il ” troismo” piace. In tutta evidenza…
La stessa cosa l’ ho constatato in Africa: donne che immaginiamo povere, che vivono in posti fatiscenti, ma trucco, parrucco( nel senso dell’immancabile parrucca, e più di una) non mancano. Hanno una cura ed una ostentazione di sé assolutamente poco giustificata da quello che si immagina conceda il reddito.
Mah.
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Non intendevo quello… ma proprio il gusto, anche tra loro donne, di mostrarsi quasi come prostitute di strada, con espliciti gesti, al limite della profferta, come se questo fosse molto figo, da giovani 😳.
Giuro che non capivo, appena arrivati in un noto, non certo malfamato, resort della riviera maya… sembrava davvero una gara a chi era più spudorata e avrei pensato che fosse un gruppo di ragazze “particolari”, se poi, nella discoteca del resort non avessero trasmesso un video in cui proprio era espresso ed esaltato il “concetto”, come da noi passerebbe un qualsiasi videoclip musicale…
Era chiaramente un processo imitativo, quindi una degenerazione per eccesso, di una cultura ritenuta “superiore”… e già questo la dice lunga.
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Anail, se guarda come sono messe tante nostre influencer e ragazzotte in TV, mi pare ci stiamo arrivando anche noi. Del resto basta guardare le sfilate di alta moda. Se non è Armani, il look è inevitabilmente… da strada.
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