La longa manus degli Angelucci dietro la candidatura di Francesco Rocca alla regione Lazio

(Clemente Pistilli – la Repubblica – Edizione Roma) – Tanto all’estero quanto in Italia da sempre la Croce Rossa è impegnata a distribuire farmaci a chi ne ha più bisogno, chiedendo a tutti un gesto di generosità donando medicinali.

Per tre anni, però, il presidente della Cri italiana e internazionale, Francesco Rocca, è stato anche nel board di un’azienda farmaceutica, con poteri su « tutte le tematiche attinenti propriamente l’attività industriale » , partendo dalla stipula dei contratti per l’acquisto, la vendita e la distribuzione dei farmaci. Si tratta di un altro aspetto singolare nella carriera del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, che non emerge dai curricula ufficiali dell’ex numero uno dell’organizzazione benefica e dalle sue biografie.

Nel 2015 Rocca è stato nominato consigliere di amministrazione della Idi Farmaceutici di Pomezia, nata all’inizio del 1900 come laboratorio annesso all’Istituto dermopatico dell’Immacolata di Roma, di cui nel 2015 sempre l’aspirante governatore è stato direttore generale. Mentre di quest’ ultimo ruolo l’ormai ex presidente della Cri ha parlato spesso, la poltrona nel board dell’azienda farmaceutica è rimasta nell’ombra. Il 2015 per la Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, proprietaria sia dell’ospedale che dell’azienda di Pomezia, è stato un anno particolare.

Alla fine si arrivò, tra mille polemiche e un debito spaventoso, al salvataggio dell’Idi e alla vendita di un secondo ospedale, il San Carlo di Nancy, andando avanti con la farmaceutica. E Rocca, mentre dirigeva l’Istituto dermopatico dell’Immacolata, è entrato nel board della società produttrice di medicinali, ottenendo dei poteri ampi. Insieme a lui, nel consiglio di amministrazione, il commercialista Gianluca Piredda, con ruoli di primo piano in Vaticano e impegnato nell’operazione sull’ospedale dermatologico più grande d’Europa sommerso dai debiti.

Di recente, mentre era presidente della Croce Rossa, del resto Rocca è stato anche presidente del CdA della Fondazione San Raffaele, messa su dalla famiglia Angelucci, mantenendo l’incarico fino a un mese fa, e ha acquistato e mantenuto le quote di una società di ricerca pubblicitaria e marketing fondata da Francesco Storace, oltre a operare in società ritenute riconducibili al broker Gianluigi Torzi, poi coinvolto nello scandalo sulla compravendita di un palazzo a Londra, imputato davanti al Tribunale di Roma e a quello del Vaticano. 

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2 replies

  1. I requisiti li ha tutti per ambire alla poltrona di candidato presidente regionale….capirai ,se sono incensurati non li considerano proprio in quella associazione a delinquere.

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  2. Dovremo dire grazie a Giorgia Meloni per aver scelto il presidente della CRI quale candidato a presidente della Regione Lazio. Questa candidatura ha consentito a Repubblica di liberarsi di qualunque timore e comportarsi da giornale libero e farci conoscere il curriculum vitae non di uno scosciuto, ma di un personaggio facente parte della casta dei potenti. E in Italia non si viene accettato fra la casta se non si gode della stima dei sinistra alla repubblicana. Basta, infatti, tentare di svincolarsi dalla loro subordinazione per venire presi di mirae, possibilmente, essere eliminati.

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