Ho deciso di candidarmi alla segreteria del Pd sulla base di un programma d’emergenza per dare cinque risposte concrete a elettori e iscritti fortemente turbati dallo scandalo Qatargate. 1) Come ha proposto Marco Travaglio, promuovere subito una legge contro […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quitidiano) – Ho deciso di candidarmi alla segreteria del Pd sulla base di un programma d’emergenza per dare cinque risposte concrete a elettori e iscritti fortemente turbati dallo scandalo Qatargate. 1) Come ha proposto Marco Travaglio, promuovere subito una legge contro il lobbismo selvaggio che vieti agli eletti di ricevere denaro, regalie o vantaggi d’altro genere. Creare un’anagrafe patrimoniale, affidata a una autorità terza che controlli proprietà e conti bancari “di chi è tenuto a più trasparenza e meno privacy dei cittadini comuni”. 2) Agire con controlli rigorosi, oggi puramente formali oppure inesistenti, sulle candidature (a cominciare dalle Regionali nel Lazio e in Lombardia) “per contrastare l’accesso patrimoniale alle cariche elettive oggi agevolate da un abbassamento delle soglie di sorveglianza” (Gianni Cuperlo). La mancata selezione della classe dirigente genera malcostume ed è all’origine della questione immorale che devasta la sinistra. 3) Sottoporre alla verifica di un comitato esterno di esperti qualificati natura, finalità e trasparenza contabile delle Ong impegnate nell’accoglienza agli immigrati e nel sostegno alle famiglie disagiate. Farla finita con la solidarietà trasformata in spot per promuovere le carriere di figurine simboliche. 4) Sottoscrivere un impegno a non appoggiare mai e per nessuna ragione condoni fiscali, edilizi e di qualsivoglia natura. 5) Promuovere in Parlamento un patto d’opposizione (con chi ci sta) per contrastare le misure del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che allentano, di fatto, il contrasto alla criminalità dei cosiddetti colletti bianchi. A cominciare dal tentativo di indebolire lo strumento delle intercettazioni che va al contrario conservato e garantito così come richiesto dalla magistratura inquirente (nel consegnare questi brevi intendimenti noto una certa preoccupazione tra i colleghi. Marco mi dice: ‘Dài, non fare così, con un programma del genere è più facile che diventi l’allenatore della Roma’. Ritiro la candidatura mentre arrivano gli infermieri).