
(JACOPO TONDELLI – glistatigenerali.com) – Diciamocela tutta: questa non coalizione aveva un qualche senso solo a patto di dirsi tutta la verità. E tutta la verità ha provato a dirla Enrico Letta ieri, con al fianco Bonelli e Fratoianni, e con l’imbarazzo di chi sa che è una verità poco onorevole. E cioè, che si sta insieme solo a causa di una legge elettorale che premia le coalizioni e punisce le solitudini. Per cui – l’altro pezzo di verità che non si può dire, eppure andrebbe detto – ci si mette insieme per massimizzare il raccolto di seggi o minimizzare la sconfitta, sapendo che poi in parlamento si marcerà uniti o divisi, alleati o avversari a seconda delle contingenze. Contano poco i programmi di prima, e molto le contingenze di dopo, esattamente com’è stato nelle ultime due legislature, e in quest’ultima nata proprio grazie a questa legge elettorale in particolare. Oppure avrebbe avuto senso – questo è quel che penso io – prendere un’altra strada, non meno scomoda: Enrico Letta avrebbe potuto viaggiare da solo, accettare serenamente il destino di una sconfitta molto probabile ma anche l’opportunità di parlare al mare aperto della società.
Se non ci si dice con chiarezza questo, e che questa era la vera alternativa, ci si trova poi nella condizione che ha portato all’ennesimo psicodramma del centrosinistra (ma meglio sarebbe dire, della “non destra italiana”) da trent’anni a questa parte. Perché si finisce col credere o col far credere che si sta insieme davvero per ragioni programmatiche profonde e per affinità politiche solide, come se fossi in un sistema bipolare/maggioritario, e ci si deve poi scontrare con le frustrazione dei propri elettori puristi, e delle proprie personalità ipertrofiche.
Ed è proprio in questa assenza di chiarezza su quali fossero le alternative, e su quale è stato poi la scelta fatta, che si contestualizza la “fuga” di Calenda, e la fine di un esperimento di coalizione alternativa alla destra che è morta ancora prima di nascere. Tra i tanti demeriti – il principale è essersi sorpreso perché il Pd ha fatto quel che aveva sempre detto di voler fare, cioè una coalizione anche con qualche cespuglio di sinistra – Calenda ha il merito dunque di dire tardi e male quel che appunto doveva essere chiaro da prima: o si fa un’ammucchiata per perdere meglio che si può, e poi chi si è visto si è visto, oppure si va da subito da soli puntando sul proprio orgoglio e sulla propria purezza. Entrambe le opzioni hanno una dignità, ma in mezzo al guado non si può stare.
Così, nello sconquasso provocato dalla fine traumatico di un non amore, restano sul tavolo un po’ di domande senza chiave, che riguardano le troppe differenze e le troppe somiglianze tra diversi attori in campo. Cosa differenzia davvero l’Azione di Calenda dall’Italia Viva di Renzi, a parte il fatto che i due capi non si concepiscono mai come vice-capo? La domanda valeva ieri, che erano in due posti diversi, e vale domani, in cui si troveranno in due diverse solitudini, almeno fino a una scelta diversa. E cosa impedisce al Pd che ha corteggiato i pochi voti dell’antiDraghi Fratoianni di trovare un accordo con chi Draghi l’ha sostenuto sempre, a parte una non fiducia poi rivelatasi fatale, cioè i 5 Stelle? E qual è a questo punto la vera motivazione che spinge il Pd a cercare alleanze fragili, con pezzi di burocrazie politiche mai baciate da grande consenso e difficilmente in grado di cambiare il corso delle cose?
Sono tutte domande che varrebbe la pena farsi, per ritrovare forse anche un pezzo del senso di distanza che separa la politica dal popolo. Che non capisce, comprensibilmente, ciò che infatti sembra impossibile da capire. E quando deve votare cerca conforto nei messaggi semplici, anche semplicistici. Ovviamente non sono la soluzione: e però, evidentemente, non sono l’unico problema. Perché spacciare soluzioni facili è una colpa. Ma risultare sempre incomprensibili non può essere considerato un merito.
Enrico XVI° ha chiamato a sé gli Stati Generali, altro nome del cartello elettorale. Calenda se n’è andato perché i puzzoni del basso terzo stato sono poco graditi alla nobiltà politica che vota e che lui rappresenta.
La cosa disdicevole è che i puzzoni del basso terzo stato si sono presentati col cappello in mano, pregando di essere accolti, servi volontari di chiunque li sfrutti.
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e se la colpa è della legge elettorale perchè non l’avete cambiata? zozzoni?
Io lo so ma non lo dico, non ne vale la pena…. siete sempre zozzoni!
Ma andrò a votare per chi fa politica a favore dei deboli e per coloro che non hanno parola.
Non mi avete convinto ,con le vostre schifezze ,che non diserterò le urne.
Facessero così gli italiani molti andrebbero a lavorare!
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Bersani lo chiamava “la ditta”, in maniera sfacciatamente bonaria.
Il pd è il regno degli affari clientelari.
Letta è obbligato a raccattare anche i cespugli (dei quali farebbe volentieri a meno), per dare una spruzzata- di parvenza -di traccia – di sinistra ad una ammucchiata che guarda ad orizzonti di destra. I voti del pd provengono da una consorteria di vecchi reazionari, perciò la accozzaglia deve rispondere a certi requisiti, pur essendo perdente in partenza.
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No caro mio i voti del PD vengono dagli impiegati comunali, regionali e statali e da tutti i dipendenti delle partecipate
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No, il PD è il partito di riferimento dei ricchi, oltre che degli ingenui.
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Letta é solo il nipote di chi governa ! Prims lo capite e prima lo rispedite s Parigi! Sono tutti dei leader ( ladri) incompetenti! Sono stati piu che sufficientemente pagati! Se non basta a dimostrare che è il ns stato è pura mafia al potere! Che altro cercate ? Intanto indagano su dei casi chiusi da anni, tanto per distrarci !! Perché non tirare fuori questi ” cold case” cosi che li facciamo distrarre mentre rubiamo !!
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Il massimo della purezza è questa💩. Ma non è letame, da dove può nascere un fiore, è scarto di inceneritore..
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Con la pornografia mafia e camorra ci vanno a nozze…
Povero scuolabus, costretto a fermarsi sdavanti a dei veri bordelli.
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La parola “ammucchiata” è solo lo slogan elettorale e un po’ rancoroso di chi è rimasto fuori. Vista l’orribile legge elettorale, se non si vuole un Parlamemto all’80% occupato dalla destra (capito Tondelli?), ci si deve obbligatoriamente alleare.
È quello che ha tentato di fare Letta. I risultati ad oggi ci dicono che è stato un mezzo disastro.
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Letta ha messo assieme un cartello elettorale, cosa assai diversa da una alleanza per governare.
Il pd, essendo completamente privo di un mezzo programma, vista la sicura, sonora sconfitta, ha messo assieme i suoi più stretti ruffiani per assicurare loro una poltrona. Fine.
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Aggiungo: calenda ha capito che arriverà una batosta e sta tentando di costruire un suo dominio personale.
È un arrogante ma capisco la sua mossa, in linea con la estrema frammentazione del quadro politico.
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Se Letta avesse davvero voluto creare un polo credibile e alternativo alla destra, doveva allearsi solo col M5S e, al massimo, SI e Verdi. Ma come ho già avuto modo di scrivere, il progetto è quello di allontanare più possibile il M5S da incarichi influenti. Per loro non importa chi vince, ma che possono tornare a fare inciuci e spartirsi money e incarichi senza quei rompiballe a fargli le pulci.
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Orribile legge elettorale?
Ma sen fortemente voluta loro?
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Orribile legge elettorale?
Ma sen fortemente voluta loro?
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Ma basta con tutta questa truffa! Il PD è un partito di cdx, che ha avuto come segretario e pdc Renzi, che ha fatto schiforme peggio di Berlusconi, Calenda è un uomo di destra, ex fido servitore di Montezemolo. …la vera coalizione , di cdx, sarebbe stata quella fra PD, Calenda, Renzi e Berlusconi, che poi è quella che dal 2013 al 2018 ha sostenuto il governo prima Letta, poi Renzi ed infine Gentiloni! Se poi per truffare alcuni elettori si apre a Gianni e Pinotto, la sinistra di Fratoianni e Bonelli , talmente stinta da essere irriconoscibile, al solo scopo di assicurare loro un posto in parlamento, è altro discorso, che non ha nulla a che fare con ideali, proposte, programmi realmente di sinistra. ….almeno avessero il coraggio di presentarsi agli elettori con una coalizione di cdx rispondente alla loro reale collocazione politica, finirebbe questa farsa e truffa da circonvenzione di incapaci. …dura da quasi 30 anni…..anche i sassi hanno capito cosa sia il PD….siamo oltre l’ essere lenti nell’ apprendere!
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Insomma per non avere un Parlamento occupato all’ 80 % dalla destra, mi accontento di un parlamento occupato dal 50% dalla destra e dal 50% dal cdx. ….son soddisfazioni!
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Zi prete Letta sta’ eseguendo alla lettera le direttive dello zio povero pd
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Perché mai davanti a tutto questo sfascio prodotto dalla nostrana politicanteria e dopo le prove umane e governative dell’outsider Giuseppe Conte e la sua dimostrata capacità politica in ambito internazionale è così difficile immaginare che possa proprio essere il “suo” M5S a vincere queste elezioni e proprio perché corre da solo? In questo deserto di credibilità (sondaggi inclusi, quando non manipolati ad arte dal mainstream) in cui si trova ad operare l’unico leader che si esprime con coerenza e chiarezza a favore degli italiani perché mai il suo partito dovrebbe considerarsi in posizione minoritaria, se nelle preferenze personali a suo tempo come Presidente del Consiglio ha già ottenuto gradimenti altissimi? Coloro che hanno espresso un voto d’opinione maggioritario nel 2018 perché mai non potrebbero insistere in quella direzione e assieme a loro altri che ne hanno potuto verificare la tempra di persona degnissima e per bene? Solo perché il miserrimo “grande fratello” mediatico, fin troppo svergognato dai fatti, continua imperterrito a remargli contro senza alcuna credibilità, ma non è possibile che anche questa si riveli la sua fortuna? Occorre dare tempo al tempo: in democrazia si deve pur confidare nella saggezza dell’elettorato, altrimenti meglio trasferirsi in una nazione che si reputa assolutamente migliore, ma chi è veramente sicuro che esista e soprattutto quale sarebbe? Non è meglio battersi per l’unico Paese che abbiamo a disposizione come nostro, cominciando ciascuno di noi ad amarlo di più con orgoglio e convinzione e non con cinismo e disfattismo?
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Anch’io penso che Conte abbia buone possibilità.
Non di vincere ma di fare un buon risultato.
A patto che faccia un buon programma “terzo” che raccolga i delusi che non si ritrovano, per vari motivi, né a destra né a sinistra, come succedeva alle origini.
E che non incameri anime sinistre, terzomondista e barricadere cercando di occupare il posto lasciato da Fratoianni per penuria di consensi: il Movimento non li incrementerebbe, è un’altra cosa.
E che imbavagli Grillo per un po’. Almeno fino alla…assoluzione (?) del figlio.
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