(Domenico Affinito e Milena Gabanelli – corriere.it) – Gli appelli rivolti alle famiglie a risparmiare energia per affrontare il caro bollette ed essere meno dipendenti dalla Russia sono stati ascoltati? Vediamo, confrontando i dati del consumo domestico dei principali distributori di elettricità del Paese, perché quelli nazionali non sono ancora disponibili.

I dati dei principali distributori

Partiamo da Enel, il maggior distributore italiano presente in tutto il territorio nazionale: a marzo 2022 i consumi sono calati rispetto allo stesso mese dell’anno precedente del 3,91%, ad aprile del 7,35% e a maggio del 4,52%. Il consumo totale di questi tre mesi è stato di 11,675 miliardi di kWh contro i 12,319 miliardi del 2021: il 5,23% in meno.
Ireti è il distributore di Iren in Liguria e Piemonte: a marzo 2022 ha registrato un 12,12% in meno della fornitura, ad aprile un 15,53% e a maggio un 12%. Totale per i tre mesi 198 milioni di kWh contro 228,1: meno 13.19%.
A2A, per un quarto di proprietà del Comune di Milano e per un altro quarto di quello di Brescia, distribuisce in Lombardia e a marzo 2022 ha erogato il 4,47% in meno del 2021, ad aprile il 5,67% e a maggio lo 0,07%. Sui tre mesi ha distribuito 409,1 milioni di kWh contro i 423,7 del 2021 per un calo del 3,45%.
Hera distribuisce in Emilia-Romagna e in alcuni comuni toscani e ha solo i dati di marzo e aprile 2022: rispettivamente meno 5,67% e 9,01%. Sui due mesi considerati ha erogato 62,6 milioni di kWh contro 67,5 per un calo medio del 7,26%.
Dolomiti, il distributore del Trentino-Alto Adige, ha i dati per trimestri e da gennaio a marzo 2022 ha erogato il 5,49% in meno: 117,1 milioni di contro 123,1. Così come Areti, distributore di Acea che fornisce l’elettricità in Lazio, con 723,5 milioni di kWh nei primi tre mesi del 2022 contro i 761,7 del 2021: meno 5,02%. Unico operatore che ha registrato un lieve aumento è Plenitude (Eni): più 0,71% su marzo e aprile 2022 (384,5 milioni contro 381,8).

Come era andata gli anni precedenti

Andare indietro negli anni non sempre ha senso sul lungo periodo perché varia il numero di clienti e, quindi, la quantità di elettricità consumata. Tuttavia si registra da tempo una lieve tendenza a diminuire i consumi dovuta alla sostituzione vecchi elettrodomestici con quelli nuovi e meno energivori, oltre al contributo fornito da un miglior efficientamento delle abitazioni. Solo nel primo trimestre 2020 si è registrato un deciso aumento dei consumi per Dolomiti più 7,43%, mentre da marzo a maggio A2A più 6,63% ed Eni sostanzialmente stabile, meno 0,56%. Come sappiamo si tratta di periodi legati al lockdown (con tutte le famiglie confinate a casa) e la maggior parte del lavoro avveniva in smartworking, con un conseguente utilizzo di tv computer e dispositivi digitali mai registrato prima.

Il gas naturale

Tornando al 2022 il calo di consumi relativi all’elettricità sono dovuti, essenzialmente, a una modifica del comportamento delle famiglie italiane. Confrontare i dati del consumo di gas, invece, è più complicato perché ha un impatto importante il riscaldamento che varia troppo da zona a zona a seconda delle specifiche condizioni climatiche. Inoltre i primi mesi del 2021 sono stati un po’ più freddi rispetto al 2022. Anche qui, però, un lieve calo è stato riscontrato. Inrete, la controllata di Hera che distribuisce il gas naturale in 146 Comuni tra Emilia-Romagna e Toscana, a marzo 2022 ha erogato 141 milioni di metri cubi contro i 144 del 2021 (meno 2,08%) e 71 milioni ad aprile 2022 contro gli 86 del 2021 (meno 17,44%). A marzo 2022 Ireti (Iren) ha distribuito 58,7 milioni di metri cubi contro 58,4 del marzo 2021 (più 0,51%), ad aprile 30,4 contro 38,1 (meno 20,21%) e a maggio 20,5 contro 24,2 (meno 15%).

Quanto abbiamo risparmiato

Tradurre i dati in kWh risparmiati, precisando che si tratta di una mappatura parziale del Paese poiché considera solo i principali distributori, possiamo dire che c’è stato un risparmio di almeno 735,9 milioni di kWh, cioè il 5,32% in meno rispetto allo stesso periodo del 2021. Trasformali in euro è impossibile perché bisognerebbe conoscere il tipo di contratto sottoscritto da ogni singolo utente (libero mercato o servizio di tutela). Se però applicassimo la tariffa definita dall’Arera per il servizio di maggior tutela (0,4134 a kWh) nel primo trimestre 2022 sarebbero quasi 305 milioni di euro.

Quel che è certo, invece, è che siccome il 48% dell’elettricità nel nostro Paese è prodotta con il gas, abbiamo risparmiato oltre 33 milioni di metri cubi. Questo solo grazie a una modesta modifica dei comportamenti. Non è molto, ma indica un’inversione di tendenza che, se diventasse costante, e si allargasse a tutte le famiglie, avrebbe un impatto significativo sulle emissioni di CO2, oltre che su portafoglio. Vedremo con i dati di giugno e luglio se questa consapevolezza ha inciso anche su un uso virtuoso dei condizionatori o se sono stati sparati a manetta.

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