Draghi fa lo show e ignora Conte: “Il governo l’ho fatto con Grillo”

L’ex Bce. Autoelogio sui vertici all’estero: un successo. Il sorriso è serafico, quasi a voler guardare tutti dall’alto in basso. Alle 18, dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato un altro decreto contro il caro-bollette, il presidente del Consiglio Mario Draghi si presenta […]

(DI GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – Il sorriso è serafico, quasi a voler guardare tutti dall’alto in basso. Alle 18, dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato un altro decreto contro il caro-bollette, il presidente del Consiglio Mario Draghi si presenta in conferenza stampa di ritorno dal vertice Nato di Madrid e scaccia subito i fantasmi della crisi di governo agitata dal M5S: “L’esecutivo non rischia e grazie alla maggioranza supereremo le prossime sfide”. Dichiarazioni frutto di un colloquio avuto poche ore prima con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: durante il faccia a faccia mattiniero, il premier ha espresso la volontà di andare avanti. Poi si auto elogia per i “risultati importanti raggiunti dall’Italia” nei vertici internazionali. Ma negli stessi minuti, molti nel M5S spingono per uscire dal governo o per un appoggio esterno dopo le rivelazioni del sociologo Domenico De Masi al Fatto, secondo cui Draghi avrebbe chiesto a Beppe Grillo di “rimuovere Conte da leader del M5S”. E quindi il premier deve correre ai ripari: “Il governo non si fa senza i 5S – sostiene – non mi accontento dell’appoggio esterno”. Poi prova a lisciare il pelo al M5S, sostenendo l’impronta “ambientalista” dell’esecutivo. Ma spende poche parole su Giuseppe Conte, che mercoledì sera era salito al Quirinale anche per riferire delle intromissioni del premier nella vita del Movimento: “Conte ha detto che non esce dal governo, ci siamo scambiati qualche messaggio e siamo rimasti che ci risentiamo domani (oggi, ndr)”. I rapporti tra i due restano freddi. A prendere le parti di Draghi ci pensa anche il segretario del Pd, Enrico Letta, che non reggerebbe l’uscita dell’alleato dal governo: “Sosterremo questo governo e non altri – dice in Direzione – con appoggi esterni o cambi nella maggioranza finisce la legislatura”.

Diversa l’attenzione che il premier dedica a Grillo. I due si sentono spesso e si confrontano sulla linea della maggioranza. Così Draghi spende solo parole al miele per il fondatore del M5S: “In queste ore non l’ho sentito, ma ricordo gli incontri con Grillo nelle consultazioni e con lui si trovarono delle convergenze importantissime”. Davanti ai cronisti, poi, il premier smentisce di aver mai chiesto la rimozione di Conte alla guida del M5S (“non ho mai fatto le dichiarazioni che mi sono state attribuite”), ma non di averne dato giudizi negativi parlando con il fondatore: “Io non entro nei partiti e non capisco il motivo di tirarmi dentro”. Se gli si chiede dei messaggi tra lui e Grillo, di cui parlano fonti 5S, il premier attacca: “Dicono che ci sono riscontri oggettivi, vediamoli. Io non li trovo, li aspetto eh…”. Sulle fibrillazioni nella maggioranza però il premier si mostra sicuro che il governo arriverà a fine legislatura. Durante il Cdm di ieri non è stato fatto alcun riferimento alla situazione politica, ma in conferenza stampa Draghi è sicuro di arrivare al 2023: esclude rimpasti, spiega che Lega e M5S non staccheranno la spina e risponde che questo è l’ultimo governo della legislatura in cui fa il premier. Ed è disposto a fare il premier di un’altra maggioranza? “No”. L’Italia, conclude Draghi, manderà altre armi a Kiev (“se no è sottomissione”). Restano però le tensioni nella maggioranza. Il partito di Luigi Di Maio userà il simbolo “Centro Democratico” di Bruno Tabacci per il gruppo al Senato, mentre la Lega alza i toni su Ius Scholae e cannabis.

La maggioranza ha rinviato tutto alla prossima settimana, Draghi non prende posizione e la divisione resta. Per Letta il Pd “non arretra di un millimetro”, il Carroccio risponde depositando 1.500 emendamenti ostruzionistici: “Letta non ci spaventa, stia sereno”. Poi i capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo minacciano il governo: “Pd e M5S lavorano per il Paese o per la crisi?”.

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