Non si batte Putin togliendogli gli articoli di lusso prodotti in Italia. Checché ne pensino Gramellini e compagni, la situazione è più complessa. E anche i provvedimenti economici vanno legati a un obiettivo: fermare la guerra.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Quasi sessant’anni fa, dopo aver seguito per il New Yorker le fasi del processo ad Adolf Heichmann, Hannah Arendt scrisse La banalità del male, descrivendo la superficialità e la mediocrità di un individuo che mise in pratica lo sterminio degli ebrei. Da allora la banalità del male l’abbiamo reincontrata in molti altri eccidi e da ultimo è alle radici di ciò che sta accadendo in questi giorni in Ucraina, con i civili massacrati sotto le bombe. Tuttavia, oltre a quella del male c’è anche la banalità del bene, o, meglio, dei buoni. I quali, mentre aumenta il numero delle vittime non sanno far altro che sfilare per le vie del centro gridando «Libertà», come se bastasse sventolare la bandiera giallazzurra per fermare Putin. O fosse sufficiente affermare che ogni popolo ha diritto all’autodeterminazione e, se lo ritiene, anche di entrare nella Nato, per far tacere i cannoni.
Sì, la banalità del bene a volte va di pari passo con quella del male. Anzi, qualche volta la favorisce, con discorsi di principio che non tengono conto della realtà. E spesso con l’intenzione di fare del bene si finisce per ottenere il contrario. Tra i cantori della banalità del bene ieri si è iscritto d’ufficio anche Massimo Gramellini, il quale sul Corriere della Sera se l’è presa con chi, a proposito dell’invasione russa, sostiene che la situazione sia più complessa di come venga rappresentata dalla maggioranza dei giornali. Secondo il collega chiunque provi a dire che per capire ciò che è successo in Ucraina i fatti debbano essere guardati da più prospettive e non solo da una, è in realtà un fautore della Pax putiniana, che, tradotto in linguaggio corrente, credo equivalga a essere ritenuto un sostenitore dell’Armata russa, ovvero un giustificazionista dell’eccidio. Infatti, portando il ragionamento all’estremo, Gramellini si spinge a dire che chiunque descriva qualche «cosa avvenuto prima della violenza contribuisce a spiegarla se non a giustificarla». Così si avventura in una serie di esempi: «Lo stupratore va condannato, ci mancherebbe, ma se la ragazza non avesse indossato la minigonna… Lo svaligiatore di case è colpevole, colpevolissimo, però si tratta di un disperato che non andava messo nelle condizioni di non avere più nulla da perdere… Anche il lupo della favola era mortificato dalla purezza fin troppo ostentata dell’agnello. Il quale, sia detto per inciso, non beveva affatto sotto di lui, ma sopra…». Chiaro no? Spiegare i fatti, analizzare le cause, intravedere degli errori senza attenersi strettamente ai fatti di cronaca che abbiamo sotto gli occhi rischia di essere fuorviante, perché anche se la situazione è complessa noi dobbiamo sostenere che è semplicissima e come tale va affrontata senza farsi distrarre da altro. Soprattutto senza tentare di sbrogliare una matassa che è aggrovigliata. Perché la banalità del bene non accetta che si cerchi di capire come si sia arrivati alle bombe, ma è convinta che ci sia una sola motivazione alle origini di un conflitto e dunque un solo modo per contrastarlo. In pratica la banalità del bene si mette al servizio della banalità del male, facendo la guerra alla guerra, o meglio facendola fare ad altri, per procura, senza spiegarla in quanto se lo facesse rischierebbe di giustificarla, e dunque nei fatti continuandola. Alle armi si risponde con le armi. All’aggressore con un’altra aggressione. Perché il bene non ammette cedimenti e dunque neppure negoziati. Che questo significhi moltiplicare le vittime è un aspetto secondario, un semplice effetto collaterale, che non importa a chi si è autoproclamato cantore del bene e semplificatore delle questioni complesse (pazienza che in passato si accusasse i populisti di fornire risposte semplici a problemi complessi).
Putin può essere pazzo o un criminale di guerra, ma pensare che si debba capire perché abbia invaso l’Ucraina e dunque che cosa possa indurlo a fermarsi, cioè a smettere di uccidere, capire quale sia la merce di scambio che eviti il massacro, secondo Gramellini significa trasformarsi in una specie di don Ferrante che negava la peste con dovizia di argomenti. Ma qui nessuno nega che Putin sia l’invasore e nemmeno tra noi c’è chi evita di parlare di invasione, come vorrebbe il Cremlino. Tuttavia, ci sono solo due modi per fermare il conflitto in atto: o la Nato, cioè i Paesi occidentali dichiarano guerra alla Russia (e come è chiaro non ne hanno alcuna intenzione) oppure America ed Europa provano a cercare la pace. Come abbiamo spiegato fin dal primo giorno, ovvero fin dal momento in cui abbiamo capito che con la complessità delle parole si nascondeva l’impotenza di chi difendeva il bene, la battaglia è impari e non la si combatte togliendo ai russi la possibilità di comprare una Vuitton o una Chanel, riempiendoli però di miliardi comprando il loro gas.
Si cita spesso ciò che accadde nel 1938, quando Hitler invase la Cecoslovacchia. All’epoca le grandi potenze non fecero nulla e questo secondo i Gramellini dovrebbe far riflettere. Ha ragione, ma non credo che se la Gran Bretagna o la Francia avessero proibito la vendita di champagne ai tedeschi il Führer avrebbe rinunciato ai Sudeti. Così come non credo che le sanzioni di oggi fatte a colpi di Swift e di blocco dell’export di vodka e caviale fermeranno Putin. L’economia russa ne uscirà danneggiata, ma rischia di uscirne a pezzi anche quella europea e, in particolare italiana, perché le perdite miliardarie subite da Mosca hanno come effetto collaterale perdite miliardarie anche per la nostra industria. Sintetizzo: il bene non lo si ottiene solo sfilando e urlando libertà e nemmeno applicando l’embargo dei prodotti di lusso. Del resto, la Germania non si arrese per astinenza da ostriche, ma capitolò quando gli Stati Uniti e la Russia entrarono in guerra. Ma forse questo è troppo complesso da capire per chi detesta le complessità e ama le banalità.
Banalità del bene…Si ,ma in questo caso è un “peloso” questo bene, visto come questa brava gente non ha consumato inchiostro e nemmeno lacrime per il Donbass o per i milioni di vittime causate dagli interventi angelici della Nato.
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Sarebbe questa la nostra democrazia ? Manco in Ucraina la propaganda ha raggiunto questi livelli .
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ops , per la fretta mi son scordato di linkare
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_stampa_e_la_prima_pagina_della_vergogna_un_appello_allordine_dei_giornalisti/45289_45621/
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bay bay dollaro
https://casadelsole.tv/
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Concordo con il direttore Belpietro. La penna, sempre brillante di Gramellini, questa volta e’ andata fuori bersaglio. Visto che all’editorialista del Corriere piace semplificare la COMPLESSA vicenda della dissoluzione dell’URSS e le relative conseguenze, provo a spiegarmi anch’io con uno dei suoi esempi. Posto che i Russi siano il male, ovvero ad esempio una pletora di stupratori in area degradata di una delle tante metropoli del pianeta, e l’Ucraina sia il bene rappresentato da una ragazza in minigonna, se quest’ultima se ne va a passeggio in favelas del Sud-America ad esempio, ci sara’ qualche rischio che venga aggredita o no? E’ legittimo che cio’ accada? No. E’ giusto? No. Pero’ e’ probabile, piaccia o non piaccia (ed ovviamente non mi piace). Forse pero’ una valutazione piu’ attenta della ragazza del luogo dove fare la passeggiata le avrebbe evitato di subire una violenza.
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Gli Usa e la UE, si stanno tirando la zappa sui piedi, hanno cominciato con le sanzioni alla Russia per distruggerla economicamente e adesso si rendono conto che escludendola dallo Swift, darà alla Russia ed ai paesi asiatici la possibilità di farsi un loro sistema al quale aderiranno tutti i paesi asiatici esportatori di petrolio come gli Emirati Arabi. La banca tedesca (D,B.) ha dato l’allarme, perchè escludere la Russia dal circuito internazionale di pagamenti porterà alla creazione di un sistema di pagamenti indipendenti e con valute diverse dal dollaro. Questo complicherà il commercio e farà si che si stabiliscano due gruppi contrapposti.
Russia e Cina hanno già preso accordi per un sistema finanziario internazionale basato su una nuova valuta.
L’ideatore di questo nuovo sistema è Sergei Glazyev, ministro della macroeconomia euroasiatica, che ha deciso di elaborare un sistema monetario indipendente.
E’ il caso di dire che l’EU nella quale siamo dentro , a furia di dimostrare la sua sudditanza agli USA, l’ha fatta fuori dal vaso.
Avevamo buoni rapporti con la Russia, buoni commerci e buone relazioni culturali, adesso ci stiamo incaprettando senza una visione di futuro, se non un disastro!
Contesto a Belpietro che l’economia russa ne esca danneggiata, sarà la nostra ad uscirne a pezzi.
Il migliore dei migliori sta mandando armi senza specificarne ne ‘ il costo ne’ il tipo….
C’è stato imposto da Mattarella un dittatore che prende ordini dalla banda dei Bildemberg!
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Ottimo, Veronica!
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L’ aspetto più importante del libro della Arendt ” La banalità del male” è che a compiere i peggiori misfatti, le peggiori crudeltà non furono individui nati aguzzini, teppisti o delinquenti, ma al contrario persone normali, banalmente normali .. impiegati, operai, insegnanti, banchieri, commessi, contadini, burocrati od organizzatori come si definiva Heichmen che organizzava il trasporto e trasferimento degli ebrei, e non ne aveva ammazzato neppure uno di sua mano ….il pericolo della banalità del male è questo, che ognuno può trasformarsi in un volenteroso carnefice attraverso la propaganda, la manipolazione, la faziosità e per evitarlo c’è un solo modo : conoscenza della storia, della realtà dei fatti, onestà intellettuale, complessità delle argomentazioni, ricerca delle ragioni senza semplificazione di comodo dove individuare il nemico o il buono ed il cattivo, gli stessi nazisti hanno usato questo schematismo. ……la propaganda è semplificazione, generalizzazione, banalità in grado di generare i peggiori orrori attraverso individui che recepiscono, elaborano e fanno proprio linguaggio, parole, azioni….la lingua che pensa per te come scriveva Victor Kemplerer….Non esiste una propaganda buona, perché è il suo uso a renderla uno strumento malato, ingannevole….in grado di oscurare la ragione cioè la capacità analitica e di risposte complesse, per evitare orrori e sciagure!
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ma come son bravi questi ucraini , hanno imparato il meglio dall’ occidente , pure le tangenti .
https://www.lastampa.it/esteri/2022/03/12/news/kiev_offre_un_milione_di_dollari_ai_piloti_russi_che_disertano_e_danno_i_loro_jet_all_ucraina_mezzo_milione_per_gli_elicott-2872730/
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😳
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Chi detesta la complessità e ama la banalità.
Grande Belpietro, non c’é niente da fare.
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16 Marzo 2022 12:29
“Il ministro dell’Economia slovacco: “La buona notizia è che petrolio e gas russi continuano a fluire, anche più del solito”
Il ministro dell’Economia slovacco: “La buona notizia è che petrolio e gas russi continuano a fluire, anche più del solito”
Una frase che riassume cosa sia l’Unione Europea. Tutto questo mentre si gioca alla terza Guerra Mondiale.
Parlando a TASR TV, il vice primo ministro slovacco e ministro dell’Economia Richard Sulík ha dichiarato, oggi, che la Russia continua ad adempiere a tutti i suoi obblighi contrattuali in merito alle forniture di petrolio e gas al paese.
“La buona notizia è che il gas e il petrolio continuano a fluire, anche più del solito”, ha dichiarato Sulík. Il ministro slovacco ha anche affermato di ritenere abbastanza realistico il piano dell’Unione europea per ridurre la sua dipendenza dalle forniture energetiche russe, anche se ritiene che un rifiuto immediato del petrolio e del gas russi avrebbe conseguenze catastrofiche per l’economia del suo Paese.
A voi lettori le conclusioni.”
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