
(Giuseppe Di Maio) – Essere una Repubblica parlamentare significa che l’azione legislativa appartiene ai rappresentanti democratici. La gente non fa le leggi, se si esclude l’iniziativa popolare che con 50mila firme può proporre un progetto di legge a una regione o al Parlamento. La riforma Renzi-Boschi, tanto per ricordare, avrebbe voluto aumentare il numero di quelle firme a 150mila. Nel nostro paese non esiste il referendum propositivo, ci possiamo esprimere solo sulla cancellazione di una norma, ma non la possiamo scrivere. E siccome le proposte che facciamo dobbiamo rappresentarle in forma abrogativa (negativa), per poter conseguire un diritto dobbiamo cancellare una legge o una parte di essa che impediscono quel diritto. E’ chiaro che, mancando un testo vigente seppur negativo sull’argomento, ci è impossibile persino formulare il proposito di un diritto nuovo.
Il governo del popolo (la democrazia) ha uno stuolo fitto di tutori. La sovranità appartiene al popolo, ma è soggetto alle forme e ai limiti di una legge che non può fare. Dunque, la sovranità non gli appartiene. E’ in mano a un esercito di custodi il più delle volte non eletti, che a loro volta sono o dipendono dai poteri reali estranei agli interessi generali. Della democrazia tutti ne parlano ma nessuno ci crede. Può difatti capitare che il popolo voglia darsi un governo proprio, rinnovato, controllato dal basso. Allora si sollevano mille voci di tutori che lo accusano, lo deridono, lo giudicano incapace, lo dissuadono definitivamente dal tentarci. Il popolo è un gigantesco stupido, assomiglia a una persona obesa in una gara d’atletica. I padroni reali della società attraverso una maglia di regole tutrici fanno passare sotto il naso del grande stupido un falso quesito, e una maggioranza incapace d’intenderlo viene chiamata a ratificare.
Ma che ne sa la gente della riforma del CSM, della valutazione dei magistrati, e delle loro carriere? Che ne sa la gente di tutto questo se le è a stento noto il luogo e la funzione del seggio elettorale? Può forse intuire qualcosa sul fatto che i limiti alla custodia cautelare e la cancellazione della legge Severino possano essere espedienti salvaladri, ma tutta la faccenda riguarda gli interessi di una guerra tra bande dominanti a cui “il popolo” è del tutto estraneo. D’altronde, se non fosse stato per i 9 consigli regionali governati dal centrodestra, i referendum sulla giustizia avrebbero avuto difficoltà ad arrivare in Cassazione. Eppure Salvini travolto dal “successo” già pensava a un referendum sulla cancellazione del reddito di cittadinanza. Al funzionamento della giustizia servirebbe ben altro. Ciò che al popolo sarebbe servito apparteneva ai quesiti bocciati, esattamente come non serviva l’iniqua riforma Cartabia. Ma tant’è: siamo sovrani di una democrazia! I tanti ce lo dicono.
È proprio così, non credo che i partigiani siano morti per questo schifo che spacciano per democrazia anche se è evidente a tutti che non lo è.
Il male non sono i partiti ma la partitocrazia.
Che è uno dei poteri che annichilisce la democrazia insieme a mafia, clero, massoneria e associazione a delinquere varie, incluse le cordate dei partiti, le fondazioni per raccogliere mazzette legalizzate.
“I padroni reali della società attraverso una maglia di regole tutrici fanno passare sotto il naso del grande stupido un falso quesito, e una maggioranza incapace d’intenderlo viene chiamata a ratificare”
Se non è questo un invito allastensione ditemi voi cos’è.
Votare è farsi perculare dal “falso quesito”.
Il falso quesito è lo specchietto per le allodole con cui la partitocrazia ti distrae per fottersi il tuo portafoglio insieme al tuo futuro, perché non sono ladri sono pure idioti. Il falso questo sono gli ossi che i leader politici danno in pasto a militanti e votanti per scatenare il tifo, che rende impossibile qualsiasi confronto costruttivo, impedisce quella che avevamo chiamato intelligenza collettiva in una sorta di stronzo leccaculismo.
Se non cambia il sistema l’alternativa dei partiti al potere e la giostra di Lucignolo e Pinocchio, una messa in scena studiata apposta per dare una parvenza di democrazia a questa rapina di denaro e diritti.
Hanno sostituito la dittatura fascista con quella partitocratica, più cleptomane di quella fascista.
Con questa democrazia si sono deturpate le coste, sono stati spesi miliardi in opere mai compiute, abbandonate, concepite solo per generare un vorticoso giro di mazzette. Con questa democrazia le mafie si sono ingrassate e dominano il territorio. Con questa democrazia la meritocrazia è sparita a vantaggio del clientelismo in tutto, dalle assunzioni nel pubblico agli appalti con le imprese.
Tutti complici, destra e sinistra. Le estreme escluse solo perché non avevano il marronpass per il banchetto.
I migliori sponsor al fascismo non sono quei quattro deficienti di Casa Pound, che mi fanno addirittura meno schifo di certi personaggi politici democrati e solidali alla Boldrini.
Il sistema è fragile e se a sostituirlo se non sarà la società civile, evolverà in forme autoritarie.
La bocciatura dei due referendum che interessavano il popolo va in questa direzione.
La ammissibilità di quelli salvaladri è la conferma.
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L’astensione non è un atto di disinteresse.
È la legittima manifestazione di un malessere reale, non frutto di elucubrazioni di terrapiattisti.
Non va disprezzata, va capita.
Perché all’astensione di chi pensa che la politica non sia importante si aggiunge l’astensione di chi crede che la politica sia tutto o quasi, incidendo moltissimo sulla qualità della nostra vita.
E non la si può dare in pasto a questa classe politica.
UNA DOMANDA: VE LO SIETE POSTO UN LIMITE?
Se, ad esempio, a candidarsi alle elezioni fossero solo ndranghetisti, mafiosi, camorristi, voi votereste?
Continuerete a ritenere il voto un dovere civile?
Penso proprio di no.
Allora la questione non riguarda il quesito astensione sì, astensione no, riguarda la salute della nostra democrazia.
Votare questi partiti nel 2022 è come votare il fascio nel ventennio.
È il male minore perché alle porte c’è un fascismo ancora peggiore?
Può darsi, ma il fascismo alle porte si ingrossa sempre più al permanere di questi ladri addobbati a democratici con le loro giacchette stirate bene fuori, con una saccoccia nascosta all’interno, in attesa di essere gonfiata.
Questa democrazia sembra le olimpiadi a squadre a chi nega più diritti e ruba di più.
Sono tutte fortissime, chi vincerà?
Fate la vostra puntata, esprimete il vostro voto.
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Una Democrazia per essere “virtuosa” necessita di un popolo, critico informato e appassionato. In sintesi una vera SOCIETA’ CIVILE.
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