(Francesco Erspamer) – Se ci pare che la nostra patria non sia ben governata è bene parlare, intervenire, scrive Platone; a meno che, aggiunge, la nostra parola non sia inutile e allora è meglio starsene tranquilli e limitarsi a pregare.

Fosse vissuto oggi non avrebbe fatto altro che pregare. A cosa serve infatti cercare di ragionare (su qualsiasi argomento) quando la stragrande maggioranza degli italiani, inclusi quelli che si credono di sinistra, si beve tutte le campagne propagandistiche e pubblicitarie della televisione e dei giornali? Eliminata Raggi e perso dunque interesse in ciò che accade o non accade a Roma, e in attesa di tornare a temere i barconi dell’Isis, l’attenzione dei miei connazionali è stata spostata sulla Russia. Eccoli lì a stracciarsi le vesti perché Putin ha mandato delle truppe ai propri confini (i propri), mentre trovano assolutamente normale, anzi lodevole, che gli Stati Uniti mandino soldati in Romania e Bulgaria, e ovviamente mantengano le loro basi in tutta Europa, a migliaia di chilometri di distanza dal loro territorio. Pensate cosa succederebbe se la Russia installasse missili in Messico o a Cuba; quando successe nel 1962 per fortuna c’era Kennedy: Biden darebbe ascolto ai suoi generali e lancerebbe un attacco nucleare preventivo.

Beati i tempi di Platone, in cui almeno si poteva pensare di potersi estraniare; noi invece, a non fare nulla e limitarci a pregare, verremo annientati. La lotta contro l’ignoranza e la superficialità è probabilmente inutile ma è l’unica opzione che abbiamo.