
(Dott. Paolo Caruso) – ll carrozzone del circo politico si sfila da sè, con i suoni nani, i suoi fanti , le sue fate, i suoi re… Dopo una settimana di frenetici incontri, di promesse azzerate, lo spettacolo offerto dai partiti e dai suoi rappresentanti nell’elezione del tredicesimo Presidente della Repubblica Italiana è a dir poco indecoroso; la politica infatti continua, come ormai ci ha abituato da tempo, a offrire il lato peggiore. I grandi elettori, i capi-partito, hanno dimostrato, sempre se ce ne fosse stato bisogno, la loro inconsistenza, la loro debolezza, la loro incapacità ad esprimere per la presidenza della repubblica un nome nuovo, di alto profilo e di grande autorevolezza, in grado di rappresentare tutto il popolo italiano e incarnare al meglio l’idea nobile dell’Unità della Nazione, rivendicando all’Estero la vocazione europeista dell’Italia. Questa occasione è stata un pò la cartina tornasole per evidenziare la pochezza, la mediocrità della classe politica italiana che non è riuscita ad uscire fuori dalle consorterie e dallo stereotipo dei soliti personaggi legati al vecchio mondo della politica e del sistema ad esso collegato. Così per un manipolo di incapaci, buoni solo a trastullarsi all’interno dell’emiciclo di Montecitorio, sempre pronti a tessere di giorno la tela delle complicità per poi disfarsene volutamente di notte, si sono persi giorni preziosi lasciando nello stallo assoluto l’attività di governo con i gravi problemi socio economici e sanitari che attanagliano ancora oggi la vita del Paese. Come nel gioco dell’oca si è ritornati oggi al punto di partenza e i partiti ancora incapaci di esprimere una scelta ponderata per il Colle si sono ritrovati a riscrivere nel libro della storia quirinalizia il nome dell’uscente Presidente Sergio Mattarella, il cosiddetto “Usato Sicuro”, di provata autorevolezza, Uomo affidabile in grado di affrontare le strade impervie e tortuose della politica che nello spazio di un anno porteranno al traguardo di fine legislatura. Una scelta quella di Mattarella frutto di una necessità emergenziale e non di vera convergenza politica. Chissà quanto questa volta i “Peones” hanno influito a sbloccare questa partita stagnante dai veti incrociati, dalle beghe personali, risultando in fondo più saggi dei loro “Capi”? E quanto gli squallidi interessi di bottega hanno condizionato il prolungarsi delle operazioni di voto per poi piegarsi giocoforza al bene e alle necessità della Nazione? Per molti parlamentari di sicuro una necessità anche personale (vitalizio) a sbloccare positivamente la situazione e a portare avanti la legislatura fino alla naturale conclusione, Tutto questo è il risultato della grande sconfitta della politica italiana e rispecchia il disgusto che sempre più i cittadini hanno per i partiti, partiti che come barche in balia dei flutti tempestosi restano avvinghiati all’unica ancora di salvezza, l’Uomo della provvidenza finanziaria, il banchiere per eccellenza Mario Draghi. A pagare così è ancora una volta la democrazia…
A capo del circo non ci poteva che essere il capocomico insieme al bibitaro per la platea
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Spiegatemi. Rimanendo Mattarella come PdR, resta tutto esattamente com’è? Draghi resta capo del Governo? Ma Mattarella nom lo aveva imposto solo per l’emergenza Covid? E l’emergenza non dovrà finire mai per non rendere superfluo Draghi e non tornare mai alle elezioni? Come mai Travaglio era così sicuro che entro febbraio saremmo tornati a votare? Non aveva messo in conto la permanenza di Mattarella? E come mai ho letto che a giugno l’emergenza dovrebbe sparire?
Siamo condannati a rimanere con Draghi per altri 4 anni? Fermo restando che nemmeno lui ce la farebbe, visto che in 75 anni di storia repubblicana, abbiamo avuto 66 governi e 29 Presidenti del Consiglio. Dal 1994, con la seconda Repubblica, abbiamo avuto 16 governi con 10 premier con una durata media 617 giorni. Potrebbe Draghi superare questa media?
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Quattro anni no di certo, visto che l’anno prossimo si vota. Ti ricordo che la legislatura è cominciata nel marzo del 2018.
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Le società minoritarie e la gestione politica:
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Lo Stato di emergenza!Proprio questo serve ai cialtroni per continuare a calpestare la Costituzione e la maniera più semplice era ovviamente mantenere tutto come prima.
Il termine legislatura sarà tra un anno,ma cosa crediamo che succeda?
Torneranno a essere le verginelle,presentarsi come padri responsabili o nonni rassicuranti per noi poveri bambini inesperti incapaci e spaventati per raccogliere voti e non alzare le natiche da dove le hanno messe da decenni.
Perlomeno i bambini sognano,a noi hanno tolto pure quelli
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I numeri da soli non fanno farina ma si possono usare lo stesso per fare il proprio pane e per distribuirlo secondo il SISTEMA. Che si costruisce e che si va costruendo.
Guardando come se si fosse in cima all’Etna o su Posillipo, come da promessa e gridando Eureka.
O Meglio la Capinera??
Essere o non essere.
Volere è come volare?
O volare è avere senza mai poter avere veramente?
Allora il volere, come vele di un veliero, alza la velocità sia della barca che delle onde, che trascinano per moto proprio…
Lo strappo che si dipinge nei vuoti che ci lasciamo cadere dietro le spalle, ( del cammino.. dell’IO, indissolubilmente legato con un patto di amore e odio, alla pluralità dei grandi sistemi collettori e sociali come gli istituti di previdenza, prevenzione e millanta cure.
Magia e legami..
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