Il metodo Bruno Vespa: le “interviste ad orologeria” sono un capolavoro di marketing

Il nuovo libro di Bruno Vespa e il “metodo” del giornalista: scoop e interviste scatenano le polemiche oggi ma sono state raccolte mesi prima

(di Stefano Marrone – true-news.it) – Ogni anno, puntuale come un disco di Mariah Carey o una tensione nella maggioranza per approvare la legge di bilancio, arriva il più manifesto segnale che il Natale è alle porte: l’uscita dell’ultimo libro di Bruno Vespa.

Indipendentemente dall’apporto letterario o di ricerca storica e dall’onnipresenza dell’autore sulle reti televisive, il libro porta con sé uno straordinario meccanismo mediatico di promozione. Come ha spiegato Francesco Costa nel podcast Morning de Il Post, “è un sistema ormai collaudato che ogni anno è uguale e non ha eguali nel settore della saggistica italiana”.

Il “metodo Vespa” nell’editoria

Ogni anno il prolifico Vespa arricchisce la sua vasta bibliografia con nuovi titoli, in un crescendo che giunge all’apice con il libro di Natale. L’ultima fase della sua produzione si va specializzando nel connubio passato-presente, con l’accostamento fascismo-tema di attualità in una collana di opere che spesso si richiamano tra loro, a volte in maniera enigmatica. È stato così con “Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus)” lo scorso anno; e così sarà anche con “Perché Mussolini rovinò l’Italia (e come Draghi la sta risanando)”.

A rendere un must il rito del libro di Bruno Vespa sotto l’albero o tra il bue e l’asinello nelle case di molte famiglie italiane, c’è un’originale strategia di marketing elaborata dalla sua casa editrice, Mondadori, che contempla tre tattiche di promozione. Alle due canoniche strategie – comparsate in televisione e presentazioni in incontri pubblici, mostre, festival – se ne accompagna una esclusiva, creata ad hoc per il conduttore di Porta a Porta.

Alla base del “metodo Vespa” ci sono le interviste che l’autore del libro colleziona con politici italiani di spicco nel corso dell’anno, per poi concederle alla stampa in maniera centellinata e mirata – Marco Sarti su Linkiesta già anni fa la definiva “una goccia cinese” – a ridosso della data d’uscita.

Bruno Vespa, un libro per ogni “festa”

A novembre è scattata l’operazione “Vespa sotto l’albero”, ed ecco che ogni giorno le caselle postali dei giornali vengono irradiate di anticipazioni del libro, a cui si accompagnano dei virgolettati di politici. Spesso le dichiarazioni fanno notizia, finendo nelle pagine di cronaca politica dei principali quotidiani nazionali.

Questa settimana è iniziata all’insegna della dichiarazione di Salvini: “Voterei Draghi subito, ma gli scenari cambiano ogni giorno”; è proseguita con l’affondo di Giorgetti: “La Lega deve istituzionalizzarsi nel Ppe. Salvini deve decidere se recitare con Bud Spencer o Meryl Streep”; e sta volgendo al termine con i retroscena della telefonata tra Renzi e Gianni Letta lo scorso dicembre per affossare il Conte bis senza passare per elezioni anticipate.

Bruno Vespa e le abilità di marketing

Cos’hanno in comune queste tre notizie, oltre a ruotare intorno alla figura di Mario Draghi? Sono frutto del lavoro di raccolta informazioni di Bruno Vespa e della rielaborazione del suo ufficio stampa. In nessuno dei quotidiani che riportano queste notizie viene menzionata la data dell’intervista, che rimane dunque incognita. Le parole di Salvini su Draghi, che suonano come un fulmine a ciel sereno per il centrodestra tentato dal tirare la volata a Berlusconi verso il Quirinale, potrebbero essere state pronunciate a Vespa settimane o addirittura mesi fa, quando quella del Cavaliere presidente della Repubblica sarebbe suonata come un’insolazione da Papeete.

Le scottanti rivelazioni di questa settimana potrebbero cambiare la corsa al Quirinale, secondo molti quotidiani che provano a sminuire o addirittura omettono la fonte di provenienza dello scoop. Le confessioni finiscono addirittura per essere usate contro gli intervistati, come la resa dei conti interna alla Lega, richiesta da Salvini dopo le parole di Giorgetti, ignaro o forse ben consapevole che risalgono a tempo fa.

Insomma, tra tanta incertezza nel panorama politico e mediatico, questo Natale ci porterà una certezza sotto l’albero: il libro di Bruno Vespa è un capolavoro, di marketing tra politica ed editoria.

1 reply

  1. “Non ce l’ho con lui… Ce l’ho con chi lo vota!” o, in questo caso, “lo legge” che è la stessa cosa.
    “Legge” inoltre, voce del verbo “leggere”, terza persona singolare, fa ridere i polli, trattandosi di Vëspå.
    Che è poi la stessa cosa dei “saggi” di Scanzy (per non parlare di quelli di Renzy, ma son la stessa cosa, trattandosi della stessa tipologia di persona). Ma questa è altra storia (o forse no?)

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