La nuova giunta del Campidoglio: “Le 12 fatiche di Gualtieri”

(Lorenzo D’Albergo – la Repubblica) – Nel Pd romano c’è chi, stremato dall’attesa, a un passo dall’annuncio ha iniziato a scherzarci su: «Le ricorderemo come le 12 fatiche di Gualtieri». Già, 12 giorni dall’insediamento per 12 assessori. L’ufficializzazione della squadra del nuovo inquilino del Campidoglio è prevista per domani.

A quel punto il sindaco potrà finalmente riporre il bilancino e tirare le somme di due settimane scarse ma intense. «Da far tremare i polsi», direbbe l’ex ministro del Tesoro. Perché c’è stato il bisogno di consultare tutte le correnti del Pd e di sciogliere il nodo delle quote rosa. Perché va ancora trovata la quadra con le liste più piccole. Perché di mezzo ci si è messo il G20 e pure la necessità di programmare la pulizia straordinaria promessa in campagna elettorale. Insomma, ecco «le 12 fatiche».

Gualtieri le ha divise con Claudio Mancini, deputato dem e strettissimo collaboratore. Poi con il resto dello staff in un tour de force di vertici e riunioni politiche. Le telefonate? Centinaia. Con un’abbondante dose di mistero: il sindaco tiene sempre il cellulare sul tavolo, ma con lo schermo rivolto verso il basso. Bon ton imparato nei tre mandati da ex eurodeputato e replicato a Roma.

Le regole d’ingaggio di Bruxelles e Strasburgo in Comune, dove notoriamente parlano anche i muri. Comprensibile, allora, lo smarrimento di chi in questi giorni ha provato a leggere le mosse di Gualtieri intuendone al massimo qualche smorfia davanti ai compensi per gli assessori. Un muro invalicabile finché non verrà approvata la bozza della legge di Bilancio che prevede l’aumento dei salari dei sindaci e dei loro delegati.

Difficile trovare profili di altissimo livello disposti a incassare (relativamente) poco, ad accettare le sfide di una città allo stremo e ad assumersi il rischio di assicurarsi grane giudiziarie in quantità. Non a caso, sebbene ancora a caccia di profili tecnici, il sindaco affiderà gli assessorati più pesanti a politici di fiducia. Rifiuti, Mobilità e Urbanistica andranno a Sabrina Alfonsi, Eugenio Patanè e Maurizio Veloccia.

Tre nomi di rito zingarettiano. La prima è l’ex presidente del centro storico, il secondo il consigliere regionale che ha scritto il capitolo sui trasporti del programma di Gualtieri, il terzo era nello staff del governatore del Lazio. A completare lo schema sono le liste che hanno supportato la candidatura dell’ex titolare di via XX settembre.

Due posti andranno a Monica Lucarelli, già leader dei giovani industriali e ora in pole per la carica di vicesindaca, e Alessandro Onorato, ex lista Marchini e animatore della civica per Gualtieri a cui dovrebbe spettare il Turismo. Da trovare oggi, nelle ultime 24 ore di trattative, l’accordo con Roma Futura, Sinistra civica ecologista e Demos. Il sindaco ha chiesto tre donne per arrivare a quota sei in giunta.

Ma le liste di Giovanni Caudo, ex assessore con Marino sindaco, della sinistra e dei cattolici vicino a Sant’ Egidio, sembrano avere altre idee e richieste. Infine i tecnici. Tra i membri dell’entourage di Gualtieri circola quello dello storico ed ex senatore Miguel Gotor per la Cultura. Mentre per il Bilancio si fa avanti l’ex assessora Silvia Scozzese. È in vantaggio su Marco Leonardi, manager di palazzo Chigi. Ancora un giorno e il totogiunta sarà finito. «Lepore a Bologna ne ha impiegati 14, Manfredi a Napoli 17», ripetono in Campidoglio. Risposta pronta in caso di lamentele sui tempi di Gualtieri.

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