Attacco al Rdc

Fino a qualche settimana fa era tutto un bla bla sulle offerte di lavoro che cadevano come doni natalizi sul capo di migliaia di nuovi nullafacenti, irretiti dal reddito di cittadinanza e perciò disposti al rifiuto disonesto, al lassismo a oltranza, alla vegetazione sui divani di casa […]

(di Antonello Caporale – Il Fatto Quotidiano) – Sono ottantamila gli italiani che avevano un lavoro a luglio e non l’hanno trovato più ad agosto. Nuovi disoccupati, e di questi, come sempre, l’80% (circa 68 mila) sono donne. Il fatto straordinario ci fa misurare ancora una volta la distanza che separa l’apparenza dalla realtà. Fino a qualche settimana fa era tutto un bla bla sulle offerte di lavoro che cadevano come doni natalizi sul capo di migliaia di nuovi nullafacenti, irretiti dal reddito di cittadinanza e perciò disposti al rifiuto disonesto, al lassismo a oltranza, alla vegetazione sui divani di casa. Migliaia e migliaia di posti di lavoro, ogni giorno qualcuno dava i numeri e li alzava verso l’alto finché, si era a metà luglio, non si è giunti allo zenit della fantasticheria: 400 mila occupazioni pronte, 400 mila offerte già sicure e ottimamente retribuite e, implicitamente, la disgrazia di cercare e non trovare tutti questi lavoratori, ormai a piede libero negli apericena grazie ai soldi messi in tasca dalla legge voluta dai grillini.

La realtà, come l’Istat ci comunica, è invece e purtroppo un’altra: in tanti hanno chiuso la loro stagione lavorativa con la conclusione dei contratti a termine. Finite le vacanze, tornati i turisti nelle loro città, terminano rapporti che durano qualche settimana. Sono stati persi, solo nell’ultimo mese rispetto a quello precedente, anche 12 mila contratti a tempo indeterminato, e purtroppo è confermata la discriminazione di genere: su dieci nuovi disoccupati otto sono donne. L’Italia corre, il Pil si impenna, la Confindustria esulta, il fatturato balza all’insù ma sono ciliegine dorate di una torta che assaggiano in pochi. Certo, rispetto a gennaio scorso, quando ancora eravamo nel tunnel della pandemia, sono tornate al lavoro 430 mila persone in più. Sembra un numero robusto, tranquillizzante ma è niente rispetto a quel che abbiamo perso prima che il virus entrasse a casa nostra: 390 mila disoccupati in più. Quasi quattrocentomila persone che da quasi due anni sono state allontanate dal circuito produttivo e non c’è verso di farvi ritorno. I fatti, nella loro crudezza, mostrano le gambe corte della propaganda, la manipolazione della realtà che ne è figlia, la trasformazione di una misura di sostegno necessaria per i più fragili con uno strumento che favorirebbe moltitudini di fannulloni, nuove schiere abituate, secondo la conosciuta e inesausta spavalderia di Matteo Renzi che si è perfino intestato una campagna referendaria contro il reddito di cittadinanza, a rifiutare “il sacrificio”.

La legge va integrata, riformata, rimodulata per dare ancora di più a chi non ha, si pensi alle famiglie numerose con inabili, e togliere a chi ne ha goduto senza titolo (e non è detto che siano pochi i furbetti). Rendere più giusto, più equo, più rigoroso e meglio distribuito l’assegno è una cosa. Manipolare la realtà, sovvertirla pur di annullare una grande conquista sociale ne è un’altra. Si trattava di una fake news e ora ne abbiamo le prove.

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4 replies

  1. Non è un “assegno” commutabile in denaro con cui si può fare ciò che si vuole.
    E’una “ricarica “Su una tessera , vincolata ad acquisti determinati:affitto, spesa, farmacia, Bollette, forse anche carburante per auto.
    Sembra una differenza di poca o nessuna importanza.
    Ma non lo è .

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  2. questi sono come i buoni pasto di mimmo lucano, anzi peggio. se a questi han dato 14 anni, a salvini, conte, di maio dovrebbero un ergastolo. sempre che si usi lo stesso peso e misura.ci sono forse disperati e disperati piu’ uguali?

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    • favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e affidamento fraudolento diretto
      del servizio di raccolta dei rifiuti a due cooperative della zona non iscritte nell’albo regionale come previsto.
      c’è una intercettazione telefonica in cui Lucano paventa della possibilità ad una donna, a cui è stato negato
      l’asilo tre volte, la sua regolarizzazione attraverso il matrimonio combinato con un abitante di Riace
      alla donna aveva rilasciato una carta di identità pur non avendone diritto, e ne avrebbe combinati altri due
      utilizzo di fatture false tramite le quali venivano attestati fraudolentemente costi gonfiati e/o fittizi;
      il prelevamento, dai conti accesi ed esclusivamente dedicati alla gestione dell’accoglienza dei migranti,
      di ingentissime somme di denaro cui è stata impressa una difforme destinazione.

      buoni pasto, si era la caritas…
      ma va da fazio…

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