“La sentenza dell’Ilva è una condanna politica”: parla Fratoianni

(Luca Telese – tpi.it) – “Il fatto di essere uscito da questo processo è per me una buona notizia, ma questa sentenza non mi consente di gioire. Considero la condanna a Vendola e ad Assennato sull’Ilva una grave ingiustizia. Se vuole e se ha tempo, le spiego anche perché”. Mentre le agenzie titolano “Fratoianni assolto”, il segretario di Sinistra Italiana fissa un curioso primato. Quello del primo imputato che non è contento di una sentenza per lui non negativa.

“Il tema non è personale”, spiega. “Non è neanche la grande amicizia che mi lega a Nichi e l’enorme stima per Giorgio. Il tema è il senso politico di una parte di questa sentenza”. Così, in un processo complesso, che riassume una vicenda molto complessa, Fratoianni prova a spiegare la sua posizione. È assessore della seconda giunta Vendola ed ex segretario del suo partito a livello regionale: “Per noi non può esistere una macchia, o una ambiguità su una storia di veleni. Confido in una assoluzione in secondo grado”.

Onorevole Fratoianni, proviamo a spiegare il paradosso che lei denuncia?
“In fondo è semplice. Considero importante questa sentenza, ma una parte di quel dispositivo è una brutta ferita”.

Detto così può sembrare una risposta strana.
“Mi spiego meglio: il processo sull’Ilva è stato un fatto politico importante, perché sul piano delle responsabilità dei Riva fa chiarezza su tanti abusi commessi all’Ilva in questi anni. Ma la Regione abusi non ne ha commessi, anzi piuttosto ha combattuto per difendere i cittadini e limitare in ogni modo le forme dell’inquinamento”.

Cosa è stato importante affermare?
“A Taranto c’era un cortocircuito tra lavoro, ambiente e tutela della salute”.

Cosa invece non la convince?
“C’è un paradosso: chi per primo, nella storia di questa fabbrica, ha provato ad intervenire con coraggio, con capacità di innovazione, con norme di legge per interrompere quel circuito, oggi paga un prezzo incredibile. Con una condanna”.

Lei sta dicendo: Vendola e Assennato non dovevano essere condannati, i Riva sì.
“Credo sarebbe stato giusto. La verità storica dice che le nostre giunte sono state la prima controparte dei Riva quando nessun altro si opponeva al loro modello. Noi, come le spiegherò, siamo andati in conflitto con il governo per difendere la salute dei cittadini. E lo rifaremmo mille volte”.

Ma, se è come dice lei, come siamo arrivati a questi giudizio?
“Bisognerà leggere la sentenza. Ma qualcosa sappiamo già”.

Ad esempio?
“Nel corso di sei lunghi anni di processo si è appurato che mai la Rregione ha fatto un passo indietro nella lotta all’inquinamento”.

Mi faccia un esempio, non le posso credere sulla parola.
“Ecco il più clamoroso: la gran parte dei dati su cui si è fondato il processo Ilva vengono dall’Arpa, l’Agenzia regionale per l’Ambiente rinnovata da Vendola”.
Perché fu lui a nominare Assennato per dare forza all’agenzia.
“Prima di questa nomina Arpa Puglia era una scatola vuota. Lo sanno tutti. E forse qualcuno la preferiva così”.

Cosa pensa di Assennato?
“Giorgio Assennato è una straordinaria e indiscussa personalità. È figlio di un padre costituente. È una autorità della medicina del lavoro”.

Nel processo lui figura come concusso, perché Vendola lo avrebbe limitato nella sua attività, e come condannato.
“Questo è, semplicemente, il controsenso di cui parlavo: condannato per aver affermato di non aver ricevuto pressioni. Chiunque sappia che persona sia Assennato sa che non avrebbe mai subito nessuna pressione, anzi che si sarebbe ribellato a qualunque pressione. È stato condannato per aver detto la verità. Ma soprattutto…”.

Cosa?
“Perché mai Vendola avrebbe dovuto nominarlo, rafforzare l’agenzia, scrivere leggi regionali, avviare monitoraggi, e poi diventare il suo concussore? È una ricostruzione priva di senso politico e logico, per chiunque conosca fatti e persone di questa vicenda”.

Lui ha sempre negato le accuse a Vendola, qualsiasi forma di pressione, e ha detto di essere stato messo in condizioni di lavorare.
“Appunto! Ha avuto il doppio della pena richiesta perché ha negato di essere stato concusso da Vendola”.
Ma allora come lo spiega?
“Ripeto, non me lo spiego”.

Quindi l’oggetto del reato – Assennato – negava che ci fosse stato questo reato, ed era stato proprio lui, secondo i pm, il principale e arcigno controllare dei Riva.
“Per condannare Vendola dovevi contemporaneamente affermare che Assennato fa bene il suo lavoro, ma poi dire anche che era concusso da Vendola, che voleva impedirgli di esercitare il suo controllo, pur avendolo messo lì per questo. Assurdo”.

Vendola e i Riva. Che rapporti c’erano davvero tra la vostra giunta e i padroni dell’Ilva?
“Noi come giunta ci siamo sentiti in trincea davanti a tutte le aziende inquinanti, e naturalmente in particolare davanti a Ilva”.
Tuttavia i pm vi accusano di essere stati “morbidi” con i dirigenti dell’acciaieria.
“E qui c’è un teorema che non condivido”.
Perché?
“Ilva da sola determinava un pezzo del Pil del paese, e buona parte di quello pugliese”.

Nel processo Vendola è stato accusato di essere consociativo se non corrivo.
“Ridicolo. Ogni volta che la Regione alzava l’asticella per imporre vincoli e controlli sulle emissioni la risposta era la minaccia dei licenziamenti”.

Quindi lei nega quella ricostruzione?
“Ma certo! Noi eravamo in guerra con i Riva per far rispettare i limiti, senza cedere di un passo sulla tutela dei livelli occupazionali”.

Vi sentivate sotto ricatto?
“Mi ascolti bene. Nessuno di noi aveva un qualsiasi tornaconto economico, professionale, personale, diretto o indiretto”.
E c’era altro?
“Beh, ovvio. Un problema enorme come una casa. L’unico interesse era tutelare i cittadini, gli abitanti i lavoratori e i bambini di Taranto e il lavoro”.

Qualcuno dice che quel vostro sforzo era impossibile.
“È legittimo. Si può discutere di questo in termini ideali. È un grande e terribile tema”.
Ovvero?
“La domanda delle domande è: voi volevate chiudere l’Ilva? La mia risposta non può che essere: noi abbiamo pensato di regolamentare, imporre investimenti milionari per ridurre l’inquinamento e salvare l’azienda”.

Siete stati inquisiti per questo, Vendola in sostanza – concussione a parte – è condannato per questo. Volevate cambiare l’Ilva senza chiuderla.
“Ripeto: bisogna essere chiari. La sinistra pugliese non ha mai pensato che si potessero mandare a casa 15mila persone. Ma le chiedo: questo è un reato?”.

Mi dica che risposta da lei.
“Siamo gli unici che abbiamo alzato i livelli di tutela ambientale. Siamo andati allo scontro con tutti per alzare questi livelli di tutela. Va ricordato che lo abbiamo fatto con tale decisione che l’allora Governo Berlusconi pensava e diceva che eravamo una ‘giunta comunista’ che metteva dei vincoli alla libertà di impresa”.

E quindi?
“La prova che ciò che abbiamo fatto non era rituale, né ordinario è che molte di quelle norme sono state impugnate dal governo nazionale, che le voleva cancellare”.
I magistrati tutto questo lo hanno preso in considerazione?
“Ah, lo leggeremo nella sentenza. Ma questa condanna ci dice che la risposta è no”.

Il processo non è finito.
“Sono certo che i prossimi gradi di giudizio stabiliranno che Nichi e Giorgio sono del tutto estranei. Però il tema è questo: o si dice che l’Ilva andava chiusa, e Vendola ha ricevuto una condanna per non aver compiuto questa operazione…”.
Oppure?
“Oppure va riconosciuto che la giunta e l’Arpa hanno fatto tutto quello che potevano per controllare le emissioni e salvare la più grande produzione nazionale di acciaio, e la più grande fonte di occupazione di Taranto”.

È amareggiato?
“Sì. Per le ragioni che ho spiegato”.
E poi?
“Noto che i governi nazionali, dopo l’inchiesta, hanno prodotto decreti in serie, che contenevano tutti lo scudo penale”.

E cosa ne deduce?
“Che, mentre il processo era in corso, i governi, pur di far proseguire la produzione, hanno protetto Ilva con lo scudo penale. Ma noi abbiamo combattuto gli abusi di Ilva senza alcuno scudo”.

Sta dicendo che non deve servire lo scudo penale?
“No. Io voglio credere nella giustizia senza essere tutelato da nessuno scudo. Ma voglio che sia fatta giustizia su una verità storica che non può essere riscritta”.

Cosa dice a Vendola?
“Gli mando un grande abbraccio. Non ho mai dubitato un minuto della sua innocenza. Sarà fatta giustizia nei prossimi grado di giudizio”.

Cosa le ha detto lui?
“Che è deluso. Amareggiato. Ma che si batterà a testa alta in appello perché sa quello che ha fatto, e sa di aver agito solo nell’interesse di Taranto. Noi non siamo stati al servizio dei Riva. In tanti hanno guadagnato dal rapporto con quella fabbrica. Noi certamente no, noi siamo stati i loro controllori. E questa verità deve essere ristabilita.

47 replies

    • Ma per piacere, una carneficina durata anni e anni e mo bava alla bocca contro Nichi Vendela.
      Prima di cominciare la solita gogna, attendete quanto meno l’appello.

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      • @Paolapci

        È proprio questa vostra tolleranza che produce questi mostri vendolboldriniani che portano la sinistra a fare gli spareggi con Italia Viva.
        Potete pure autoconvincervi ma non siete convincenti.
        Anche i berlusconiani assolvevano B. da tutte le accuse, pure quelle passate in giudicato.
        Se aveste a cuore la sinistra dovreste auspicare il pugno duro contro chi si dimostra indegno del ruolo che ricopre, a maggior ragione se è un compagno (o meglio, se indossava il vestito del compagno fingendodi esserlo).

        Per giudicare Vendola basta la telefonata.
        L’esito della sentenza è altro.

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      • Capirai, da quelli che pensano che Grillo sia disonesto perché il loro pensiero parallelo gli suggerisce una “gestione separata” del blog, che ci si può aspettare? Niente, da voi ci si può aspettare bava alla bocca.

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      • X Paolapci.

        La carneficina durata anni vendola non l’ha fermata, o sbaglio?

        Uno di SEL doveva legarsi al fumaiolo per fare qualcosa.

        Invece lo senti ridere con Archinà, COME MAI?

        Nemmeno Telese l’ha chiesto a Fratoianni.

        Che ovviamente, nulla sapeva di Vendola, ma sopratutto non si è interessato a calciorotarlo fuori da SEL dopo quel vergognoso audio!

        Poi, se SEL significa SIDERURGIA ed ECOMAFIE in LIBERTA’ è un altro discorso.

        Mentre l’alternativo con l’orecchino, dopo avere spaccato Rifondazione a Chianciano perché non accettava Ferrero come nuovo leader, dopo avere affossato i ‘comunisti’ italiani in qualsiasi modo, si è dato alle gioie private.

        E sono sicuro che il figlio fabbricato in California non lo farebbe mai crescere ai Tamburi, o sbaglio?

        Quindi di che parli, Paola?

        Di un immenso ipocrita che sgomitava come una Polverini qualunque da Floris (Floris Floris mi faccia parlare, mi faccia dire!) per darsi un’aria di alternatività.

        E no, per te nemmeno quel vergognoso audio significa niente. Evidentemente perché sei complice appieno con lo schema entro cui Vendola si muoveva.

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      • Sì l’immenso ipocrita. È arrivato il moralizzatore che dall’orecchino ha stabilito la colpevolezza. Tra telefonata e orecchino 10 anni di processo persi, Buccoliero poteva contattarti.

        Il blog ultimamente produce solo tecnici che dettano temi agli altri, leggono nel pensiero (“E no, per te nemmeno quel vergognoso audio significa niente.”, lui sa bene quello che le cose significano per tutti, una roba tipo divino Otelma) non esprimono più opinioni, ma solide realtà (cit.).

        P.S. Sì sono complice, mi ha scoperto. E ora come faccio?

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      • Sei complice per quel che dici. Ma se pensi che io giudichi sVendola dall’orecchino, sei una cialtrona e nemmeno cogli nel segno.

        Ma forse sei sorda, per cui ti servono i sottotitoli per sentire i VERI rapporti tra l’orecchinato e Archinà.

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      • Paola, ma tu che cosa ci senti in questa telefonata?
        Chiedo a te, perché io non ho capito che cosa ci sentono questi elementi e non tendo ad accodarmi a chi ha il cappio facile.
        Sono io poco maliziosa e ingenua?
        Omnia munda mundis…

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      • Ci sento una parte, la prima, che potrebbe sentirsi nelle telefonate di qualunque essere umano. Commenta una scena che lo ha fatto ridere, ma lo Stef Menc de noantri lo avrebbe condannato. Lui sempre e solo massimi sistemi.
        Per il resto che dice? Non mi sono dimenticato, ci vedremo.
        Poi in generale non attendo la cassazione, ma in questo caso sì. A Vendola lo devo. Poteva fare di più? Sicurissimo. Ma se Vendola lo condannano degli altri che se ne fanno? Comunque niente di alcuni temi non si può parlare. Questi fanno un calderone di tutto. È il male del suffragio universale.
        Oggi ti ho pensato: cassonetto plastica svuotato, quindi ama è passata e io ho potuto gettare la plastica. Il problema è stato dover scavalcare due metri, giuro, di sacchetti attorno al cassonetto. Cioè “il dentro” lo hanno svuotato, “il fuori”(evidentemente accumulatosi per giorni perché era pieno) ce lo hanno lasciato.

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  1. Quanta poca memoria:
    io non mi scordo la telefonata di Vendola ad Archinà ( intercettata) del luglio 2010 ( si trova su youtube) con la frase : ” dite a Riva che il presidente non si è defilato”. Il paradosso, poi, è che il processo riguarda morti, malati, inquinamento , ma moltissimi Tarantini sembra preferiscano subire tutto piuttosto che tornare alla terra ( cosa che, peraltro, bloccherebbe i mercanti di schiavi africani).

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  2. Sgnor Paolo,
    Quindi il tarantino è l’anello della catena immediatamente superiore (o inferiore) al percettore del reddito di cittadinanza, che secondo alcuni deve ringraziare e ripagare la società per il bene ricevuto. Il tarantino invece deve arare la terra (evidentemente lei non sa che è precisamente la sua occupazione principale, non lo fa certo l’africano) perché così facendo libera lo stivale tutto dal parassita africano, lui sì certamente anello inferiore.

    Oppure c’era quell’altra bella idea della mitilicoltura. Ieri sera Stefano Feltri ha parlato di un bel parco giochi. Magari acquatico. Sì, ci stanno tutti e 12000 dentro.

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    • @Paolapci

      Lavirare la terra, oggi, è un lavoro come un altro.
      La meccanizzazione ha reso il lavoro nei campi molto più sopportabile fisicamente.
      L’agricoltura di oggi è tecnologica.
      Non si usa più arare coi buoi.
      Il problema – PURTROPPO BISOGNA SPIEGARLO A QUELLI DI SINISTRA – è che se consentì ai caporali di far lavorare nei campi gli africani a 3€ l’ora, il pugliese GIUSTAMENTE cerca di fare altro.
      Chi cazzo vuole lavorare per 3 € l’ora?
      Giusto un disperato alla fame.

      La presenza degli illegali sfruttati fa precipitare il costo orario dei lavori meno qualificati.
      È per questo che i poveri italici non vi votano più.

      Un disegnino vi ci vuole?

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      • Ah ah ah. L’agricoltura è tecnologica. E ti dirò di più: fanno una vita così sana. Io proprio li invidio.
        Ecco l’esperto a la carte di tutti i lavori usuranti.
        Ora scusami ma davanti a ragionamenti così ficcanti sono costretta a ritirarmi.
        Ciao

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      • @Paolapci
        Perché tu quando pensi all’agricoltura pensi ai raccoglitori di pomodori a Rosarno?

        Pensa quanto ne sai di agricoltura.

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      • ex, che ne dici se ai papabili agricoltori gli spediamo l’opera omnia del Serianni, così potranno fare tutti (ormai in ItaGlia ci sono più GENERALI che TRUPPA di corvée a pelar patate…) quanti indistintamente il lavoro di merda che fa, soprattutto in questo blog, la GRADASSA? Potrebbe essere una buona idea?

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  3. La Fiom, per quelle merde ho fatto pure la RSU.
    Ne ho persi di pomeriggi a sentirli concischiare in Federlazio.
    Sono interessati solo alle tessere. PUNTO.

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    • @Gatto
      Perdonami ma non ho capito l’ironia.
      Serianni è un accademico, vedo, cosa c’entra con Paolapci?
      Non credo che Paola sia una troll, ne ho conosciuti tanti che in buona fede affermavano le stesse cose.
      Non conoscendoci, dobbiamo sforzarci di credere alla buona fede altrui e criticare nel merito.
      Ma anche qualora fosse evidente la malafede, dovremmo comunque far finta che non ci sia, perché una risposta nel merito ha valore a prescindere dalle intenzioni della domanda.

      Ti rendi conto che c’è qualcuno che dubita che io sia un bucamuri?
      Non un astronauta, un bucamuri 😀

      Cazzo ho perso troppo tempo.
      Ci sono muri da forare.
      A stasera.

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      • @andreax

        RESTANDO NEL MERITO, che tanto ti piace, il tuo principale SCOPO in questo blog è dare un SENSO, alimentare, tenere in vita TUTTI i troll del blog.

        IL MERITO, NEL MERITO.

        E’ ovvio che non ne uscirai MAI, come non ne uscirà MAI uno che volesse entrare nel MERITO con i tuoi arzigogolii mentali sul MERITO da supercazzole mescolate a cose vere, cioè a fatti.

        Quando metti una supercazzola (il MERITO di sto cazzo) insieme a un fatto, la tuà specialità, il risultato sono due SUPERCAZZOLE. Anche la cosa vera che dici risulta non più credibile, perde cioè la parte vera che ha, anche se è vera.

        Questo per stare nel MERITO.

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      • @Andrea

        Ma non rompermi i coglioni altrimenti inizio a dari del LACCACULO di Grillo.

        Questa tua è una supercazzola da troll, le mie sono opinioni che mi sforzo di argomentare, giuste o sbagliate che siano.

        Che quello che io affermo possa piacere ad un troll non me ne frega una beata mazza, è chiaro?!

        Io esprimo sempre e solo il mio punto di vista, a prescindere dallo stronzo che agevolo o penalizzo.

        Dovrebbero comportarsi tutti così.

        Invece fate gli strateghi di questa minchia e vi sentite autorizzati a manipolare la realtà perché ritenete di farlo a fin di bene (sempre che il vostro bene coincida – e non è affatto detto – col bene collettivo).
        Metti in dubbio le tue convinzioni.
        Io lo faccio sempre con le mie anche se la sensazione che posso dare è quella di uno che ha la verità in tasca.
        Ma ho preso così tante cantonate che non sono sicuro nemmeno di quello che penso io, figuriamoci di quello che pensi tu.

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      • L’ironia era dovuta al fatto che, la GRADASSA, c’ha tenuto tempo fa a farci sapere che non si abbassava a disquisire al nostro livello perché, in casa, aveva l’opera omnia del Serianni, quindi potevamo solo illudere che si potesse “sporcare” con dei “wikipediani” come noi! Comunque, già che ci siamo, l’AGRICOLTURA è il lavoro nobile per eccellenza. Non a caso, il termine “ARIANO”, dal sanscrito आर्य “ārya” che vuol dire “aratore”, sfrondato dalle nefaste accezioni che il Nazismo gli ha inesorabilmente affibbiato, era ed è un titolo nobiliare di onorabilità, rispettabilità e stima. Pensa un po’ quanto certa gente è fuori dal mondo…

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      • Interessante, vaglielo a spiegare ad un naziskin che il coglitore di pomodori è un vero Ariano 😀

        Comunque l’agricoltura sta subendo delle trasformazioni incredibili.
        Ma accade solo nei posti in cui l’operaio agricolo non costa solo 3€ all’ora. Pertanto le imprese agricole investono in macchinari e tecnologie non potendo contare su una mano d’opera a bassissimo costo.
        È questo il punto.
        È il costo bassissimo della mano d’opera, l’illegalità diffusa, a generare imprese di merda.
        L’agricoltura in sé è un lavoro dignitosissimo.
        È un lavoro molto tecnico, bisogna essere molto competenti.

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      • IN Almeria, per esempio, dove a suo tempo hanno girato gli spaghetti western e pure Conan, hanno ricoperto tutto di (orrendi) teloni di plastica dove fanno agricoltura ortofrutticola malgrado la vicinanza dell’Africa.

        E nonostante questo, hanno una produzione 7 volte maggiore del normale grazie al riciclo continuo dell’acqua.

        E poi ci si stupisce che da noi è pieno di frutta spagnola.

        Ah, già, da noi meglio far lavorare i nuovi schiavi a 3 euro l’ora.

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  4. I Riva versavano sostanziosi contributi ai partiti e quello di Vendola era tra i beneficiari insieme al pd.Le storie vanno raccontate per intero e con spirito oggettivo. L’itervistatore usa la mano di velluto che di solito non adotta.

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  5. Ecco a voi l’Intoccabile Travaglio di oggi.

    Il PROFESSOR CERCHIOBOT
    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Dobbiamo delle scuse all’emerito Sabino Cassese per aver dubitato della sua arzillitudine. Ultimamente ci era parso un po’ sulle sue, fuori forma ecco. Ma domenica, con un’intera pagina d’intervista alla Stampa, il Capannelle del costituzionalismo è tornato più rutilante e pimpante che pria. Gli han chiesto della governance del Recovery Plan, che quel sincero democratico di Draghi ha accentrato nelle proprie manine e in quelle del fido Franco, con l’ausilio (secondo le ultime stime) di 550 tecnici, e s’è pure dato il potere di commissariare financo i ministri e di relegare il Parlamento a puro arredo ornamentale. Figurarsi, ci siam detti prima di inerpicarci nella lettura, come la prenderà l’emerito, che per molto meno (i Dpcm e lo stato d’emergenza, peraltro tuttora vigente), paragonava Conte a Orbán, l’accusava di “violare la Costituzione” e prometteva che “i Dpcm illegali e saranno bocciati dalla Consulta” (che poi li promosse, ma lui ne desunse che “ha sbagliato il governo”). Quanto al progetto contiano di governance del Recovery, molto più light di quello draghiano, l’attempato leguleio aveva strillato urbi et orbi (ma soprattutto orbi): “Troppi poteri a un solo uomo. Soluzione rococò” (Stampa, 9.12); “Conte è un pirata che usurpa i poteri di ministri e governatori” (Libero, 22.12); “Il governo disprezza il Parlamento” (Libero, 3.1). Ecco perché attendevamo con ansia i suoi taglienti giudizi sulla governance draghiana che, se la contiana era roba da Orbán, dovrebbe ricordargli quantomeno Pinochet.
    Invece, sorpresa: “L’accentramento non è esagerato: piano straordinario, tocca al premier”. E le Camere? Sticazzi: “Il Parlamento non può governare l’attuazione del Pnrr”. A saperlo prima, uno si teneva Conte e risparmiava pure, visto che di tecnici voleva ingaggiarne 300, non 550. Ma cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione: “Nell’impianto abbozzato da Conte tutto era affidato all’esterno, lo Stato era solo un attuatore”. Strano: la direzione era affidata al premier e ai ministri del Mef e del Mise, quindi tutto all’interno. Purtroppo l’intervistatore s’è scordato di rammentarglielo. Così l’arzillo misirizzi ha pure aggiunto che la struttura di Draghi avrà “un costo modesto”: in effetti, portando i tecnici da 300 a 550, si risparmia un casino. Questo giurista a intermittenza, come certe insegne al neon, ci ricorda un personaggio di Raiot, affidato da Sabina Guzzanti a Roberto Herlitzka: il professor Ludovico Cerchiobot, che sosteneva tutto e il suo contrario a seconda delle convenienze e concludeva immancabilmente teorizzando la legittimità della censura, perché “diciamocelo: agli italiani piace la frusta”.

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    • Mi piacerebbe che Travaglio giudicasse questo governo a prescindere dal governo Conte.

      Sembrano più sfoghi che analisi i suoi editoriali.
      Condivisibili ma spesso non utilissimi alla comprensione dei fenomeni.
      Che a Cassese (che mi sta sulle balle) piaccia Draghi non vuol dire nulla. Le azioni di Draghi andrebbero valutare solo in ragione degli effetti CONCRETI sulla società.
      Sfoghi.
      Un po’ come quando noi tutti veniamo qui per confrontarci e, all’occorrenza, sfancularci.

      Mi ha sorpreso che temesse, ad esempio, l’estromissione dei partiti dalle nomine RAI.

      Come se i partiti non avessero dato origine a quella mafia chiamata partitocrazia che ha farcito la RAI di raccomandati incapaci.
      Merdaset ha un fatturato simile ma utili superiori di decine di volte rispetto alla RAI.
      Un bel magna magna giustificato dal fatto che lo Stato non fa business, come se non dovesse esserci etica nella gestione di soldi pubblici, quelli delle nostre sudate tasse.

      In Italia tutto diventa mafia.
      I partiti danno luogo alla partitocrazia.
      I sindacati alla sindacatocrazia (hanno le mani in pasta OVUNQUE).

      La mentalità mafiosa determina questa degenerazione dei partiti.

      Il clientelismo non è una mafia? Cos’altro può essere?

      Travaglio dovrebbe smetterla di guardarsi l’ombelico.
      Come mai ad esempio non c’è stata mai una inchiesta sugli effetti dell’ecobonus?
      Mi interessa più questo che le cazzate di Cazzese.

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      • Perché non si può dire niente, che si crea subito la fila che ti dice: “ma tu perché lo leggi?”.

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  6. solo per la vergognosa telefonata a archinà meriterebbe non 3 anni e 6 mesi ma trentasei anni di reclusione senza ora d’aria…!!!

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  7. Potemo fa’ li processi de’ processi co’ ‘a la fine ‘a prova der nove.
    Sempre la solita storia lassù ce stanno li mejoro, poi quelli che so’ sempre innocenti e sotto ci semo noi, li poveri stronzi, quelli che vanno a lavora’, troppi ignortanti pe’ capi’, troppo stanchi pe urla’.
    Ma prima de reprendere, dopo sta pausa caffè, ve vorrei fa’ na domanda.

    A tutti sti Signori co’ amicizie strane, co’ vere o presunte frodi, corruzioni, concussioni, condanne etc… ma je li dareste voi un po’ dei vostri risparmi per farveli gestire ?

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  8. Ah ah ah! Secondo te io li immagino i contadini.
    Come ha detto qualcuno hai vissuto 100 vite, quindi sarai anche esperto di agricoltura, non c’è dubbio.
    Io ho solo una quindicina di cugini che fanno i contadini in provincia di Taranto. Poi se aggiungiamo i figli dei cugini arriviamo a 50. Ma tu ne sai certamente di più.

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  9. A proposito di agricoltura

    Elena Cattaneo: “Legittimare l’esoterismo biodinamico è abnormità scientifica e aberrazione normativa”
    Parla la senatrice a vita, unica a votare contro l’equiparazione tra agricoltura biologica e biodinamica: “La politica non si lasci abbagliare da ciarlatani e pseudoscienza”.

    Il 20 maggio, nella seduta n. 329 del Senato, che prevedeva la Discussione del disegno di legge (988) – “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, Lei è stata l’unica a votare contro. Ci può spiegare sinteticamente perché?
    “Non sono mai stata una supporter di questa legge, per diversi motivi. Innanzitutto perché avrei preferito che il Parlamento discutesse di una legge sull’agricoltura tutta, che coinvolge le circa 500 mila imprese agricole italiane che garantiscono un bene primario e cioè cibo sano per tutti, e non su un’agricoltura di nicchia, destinata a consumatori benestanti, presentata ai cittadini per ciò che non è: è infatti scientificamente accertato e anche indicato nelle linee guida alla ristorazione del nostro Ministero della Salute, che la certificazione bio non è una garanzia di maggiore salubrità né di alcun significativo miglior apporto nutrizionale dei prodotti. In sintesi, si tratta di prodotti venduti a prezzi doppi o tripli rispetto a quelli privi di certificazione biologica, ma che non hanno nulla di più se non il prezzo.
    Ho però deciso di concentrare la mia iniziativa in Aula, legandovi il mio orientamento di voto finale, su uno in particolare tra gli elementi critici della legge, che ritengo sia un’abnormità scientifica e un’aberrazione normativa, vale a dire il richiamo esplicito e il conseguente riconoscimento in via preferenziale ai rituali esoterici dell’agricoltura biodinamica. Una pratica agricola i cui disciplinari (definiti da una multinazionale privata) comprendono l’uso di preparati a base di letame infilato nel cavo di un corno di una vacca primipara, vesciche di cervo riempite di fiori di achillea ed altre amenità che, se non fossero scrupolosamente osservate, debitamente certificate e vendute a caro prezzo ai consumatori sotto specifico marchio, sarebbe naturale pensare come ingredienti di una pozione magica di una strega delle favole……………

    il resto se vi interessa :
    https://www.micromega.net/elena-cattaneo-legittimare-lesoterismo-biodinamico-e-abnormita-scientifica-e-aberrazione-normativa/

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    • Ci rendiamo conto?
      Come possono queste zappe legiferare?
      Crozza di questo ne ha parlato in un suo recente sketch.

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  10. Un paese allo sbando. E c’e anche chi fa il nome di Bersani per il quirinale.Ma non aveva preso 96000 da un Riva per finanziare la sua campagna elettorale.Non se ne vergogna ancora oggi? Anche tutta la sinistra e’ marcia fino al midollo.

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    • Questo delle “donazioni” è uno scandalo che non scandalizza né la sinistra né i 5S.
      E questo ti offre la misura di quanto siano finti ed inutili.

      E le destre? Sono anche peggio ma io non le voto, le ho sempre schifate.

      La cosa grave e vedere questi comportamenti in una sinistra che dovrebbe tutelare i poveri e non i PRENDITORI alla Benetton, alla Riva, e alla Onorato.
      Questi comportamenti sono CORRUZIONE LEGALIZZATA, fanno davvero schifo. RIPUGNANO.

      I peggiori da questo punto di vista sono i 5S, i più ipocriti.
      Non hanno alzato un sopracciglio per le “donazioni” milionarie di NOTI PRENDITORI.
      Mi sarei spettato un minimo di indignazione ma i militanti sono strateghi che non vogliono far vincere le destre, si giustificano così quando mettono la polvere sotto il tappeto.

      Si poteva ragionare su come finanziare la politica.
      Per me una soluzione è imporre un tetto massimo alle donazioni di 1000 €.
      Ma ve ne siete fregati, siete strateghi del resto, mica persone comuni che vogliono capire e approfondire.

      Ma perché non liberano il Paese dalla loro opprimente presenza?
      Le schifezze di destra sembrano giustificare tutte le schifezze di sinistra.
      Se non siete in grado di PULIRE i vostri partiti, i vostri partiti per me possono andare affanculo.

      Magari senza questi bari lo schieramento di centrosinistra potrebbe conoscere nuove energie e nuove forza politiche.

      E’ il mio auspicio.
      Demolire per ricostruire.

      Ma da demolire c’è poco, ora bisogna solo rimuovere le macerie.

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