(di Gian Giacomo Migone – Il Fatto Quotidiano) – “Ècome se l’Italia si trovasse priva, non dico di una guida, ma di un presidente del Consiglio in questo preciso momento. Basta leggere il giornale capofila di coloro che con ogni mezzo hanno voluto la sostituzione di Giuseppe Conte con Mario Draghi per rendersene conto. Un editoriale di Repubblica svolge una peraltro convincente requisitoria sulla gestione governativa della crisi AstraZeneca e come essa abbia contribuito a un generale disorientamento sulla strada, giustamente indicata come la più vitale per uscire dalla pandemia. Claudio Tito mette a confronto l’oscillazione tra la conferma della validità del vaccino imputato – “l’altro ieri l’Aifa, la nostra agenzia del farmaco, aveva ufficialmente dichiarato che l’allarme era ‘ingiustificato’” – per poi tardivamente aderirire alla sospensione europea, imposta dalla Germania. È vero che viene enfatizzata la responsabilità europea di questo evento, ma uno dei pregi di Mario Draghi non era quello del suo “peso” a Bruxelles? Come se ciò non bastasse, titolo e sottotitoli dello stesso giornale in altra pagina (cfr. Repubblica, 16 marzo, pp. 29 e 6) recitano: Ristori, fisco e cashback lo scontro che blocca il decreto Sostegni. Il governo vuole approvarlo venerdì ma la maggioranza è ancora divisa sulle misure. L’ipotesi di far decidere al Parlamento. Gentiloni: i Paesi usino i prestiti del Recovery”. Sembra essere tornati a Repubblica del governo Conte. Ora, sarebbe irresponsabile auspicare un’altra crisi di governo. Per questo mi permetto di suggerire che il governo di un Paese, specie in un momento come quello che stiamo vivendo, è cosa diversa da quello di una banca. Sarebbe rassicurante un presidente del consiglio, giustamente tormentato da problemi di ogni tipo, ma non privo di soluzioni inevitabilmente oscillanti, che ne rendesse partecipi i cittadini, trattandoli da adulti. I quali comprenderanno che Mario Draghi, diversamente dal suo predecessore, ha subito un vero e proprio sopruso, essendo stato presentato con fanfare che hanno generato aspettative fuori dalla portata di chiunque.