(Stefano Rossi) – Venerdì 12 marzo eravamo tutti in trepidazione per ascoltare le nuove, anzi, vecchie restrizioni di questo governo. Il consiglio dei Ministri era atteso per le 11 e 30. Io alle 18 ancora non avevo capito chi fosse in zona rossa e chi in dad. Ho provato con Rai News (del Pd), ho provato con Ansa, ho provato ascoltando direttamente le parole di Draghi ma niente. Addirittura a quell’ora scrivevano “forse” zona rossa, “forse” tutti in dad quando in realtà già tutto era deciso. Tutti i giornaloni on-line zitti.

Solo dopo ho realizzato la nuova comunicazione del presidente Draghi. Ci sono oggi insigni studiosi che parlano di “nuova strategia comunicativa” di Draghi. E poi ci sono i leonardodavinci che teorizzano “la riservatezza estrema”; “il silenzio come forma di comunicazione”, ed ancora, senza vergogna: “… è la cifra della comunicazione dei banchieri centrali”; “…non si creano i rumors”.

Il premio però lo darei a la Repubblica con questo commento: “Si comunica solo quando si ha qualcosa da comunicare. Noi cittadini ci potremmo pure stare se Draghi fosse un banchiere. Siamo abituati a quella casta che lavora e decide in ombra, in silenzio, in barba alle regole statali. Solo la Cassazione, penale e civile, ogni tanto gli ricorda che vivono su questo pianeta. Ma Draghi venerdì ha preso decisioni che hanno radicalmente modificato la vita di decine di milioni di famiglie che, alle ore 18, non sapevano se lunedì i propri figli minorenni dovevano essere accompagnati a scuola o rimanere a casa in dad.

Questa non è comunicazione ma strafottente menefreghismo per i cittadini. E’ mancanza di educazione, sensibilità, rispetto per la vita altrui. E’ anche paura di affrontare, mettendoci la faccia come il suo predecessore, la realtà tragica. E difatti, quest’uomo, perché è un uomo, mi pare, ha lavorato in Banca d’Italia la quale, poco prima e dopo il crack di alcune banche italiane non si era accorta, dicevano, di cosa fosse successo.

Eccoli i nuovi statisti. Eccolo il futuro presidente della Repubblica. Ecco chi salverà questo Paese.

E mentre Draghi raccomandava di rispettare le regole per la vaccinazione senza passare avanti agli aventi diritto ecco che il suo generale, Figliuolo, da Fazio è andato a dire che i vaccini vanno fatti pure a chi passa per la strada perché non vanno sprecati. “To’, il mio carissimo amico che passava di qui, vieni, dammi il braccio che ti vaccino, mica lo butto sto vaccino. Che c’è pure tua moglie?”.