“Quel rumore di fondo”, la fotografia di Sergio Siano al Palazzo delle Arti di Capodrise

CAPODRISE. Le strade vuote e le file ai supermercati, la resistenza dalle finestre con canti e applausi e gli striscioni sui balconi. Un anno fa l’Italia piombava in uno dei momenti più tragici dal Dopoguerra, che svuotò vite e città. Era l’inizio del silenzio. Assordante e insopportabile, quel silenzio ci ha costretto a chiudere fuori il mondo, mentre un rumore di fondo e tante voci di dentro si sono insinuate nell’illusione che la vita fosse ancora uguale a prima, una sequenza di giorni normali. Sergio Siano, quel rumore di fondo e quelle vite le ha immortalate in una serie di scatti fra piazze i vicoli, strade e palazzi della sua città. Una Napoli attonita e deserta. La sua ricerca fotografica, graffiante e felina, sarà al centro di un dialogo a più voci al Palazzo delle Arti di Capodrise. Registrato a porte chiuse, il confronto sarà trasmesso, per la regia di Gianrolando Scaringi, il 14 marzo, alle 19.00, sulla pagina Facebook del Palazzo (in replica, su YouTube). A sollecitare le riflessioni di Siano, fotografo di fama nazionale, la scrittrice e saggista Antonella Cilento e l’artista Annamaria Natale, la quale di recente, proprio su quelle voci di dentro, profonde e abissali quanto il mare, ha esposto una sua ultima, corposa, ricerca pittorica. Siano, Cilento e Natale saranno introdotti da Michelangelo Giovinale, dopo i saluti del Sindaco Angelo Crescente e dell’assessore alla cultura, Luisa d’Angelo. L’evento rientra nella programmazione della IV edizione della rassegna Capodrise contemporanea, diretta da Giovinale e sostenuta da Scabec e dal Comune di Capodrise, con il patrocinio morale di Mibac, Regione Campania e Provincia di Caserta. Per Siano, figlio d’arte, la fotografia è libertà. Fotoreporter del quotidiano Il Mattino, ha raccontato e continua a raccontare con passione la sua città. Vive in perfetta simbiosi con la fotocamera e le sue foto riescono a fissare immagine che assumono anima e corpo. Le sue monografie, alcune con storiche firme del giornalismo italiano, propongono il riflesso di Napoli nel mondo e del mondo in Napoli.

Paolo Russo