M5S? Non è alla fine della sua avventura, anzi…

Il Movimento 5 Stelle si era illuso, per gravi, e insuperate, carenze di cultura politica, di essere immune dal conflitto di idee che si traduce in “anime” (non belle) e che non sono giunte a sintesi con Di Maio né, quasi sicuramente, ci arriverebbero con Di Battista. No, non sono ancora arrivati sull’orlo dell’abisso. Avranno modo e tempo di fare altri errori e di recuperare.

(di Gianfranco Pasquino – formiche.net) – Quando all’interno di un movimento/partito qualcuno si mette a parlare dell’esistenza di anime diverse, di “sensibilità” diverse e di altre piacevolezze retoriche e ipocrite, mi rassereno. È un terreno che conosco, già arato e praticato da quasi tutti i partiti italiani. Nel passato, alcuni, però, non avevano peli sulla lingua. Quelle anime non esageratamente sensibili erano e si lasciavano chiamare correnti, espressione di un pluralismo che, a determinate condizioni, svolge più di un compito importante. Elettoralmente, attrae un numero considerevole di voti pescando in settori sociali diversificati. Politicamente, suscita un confronto/scontro di idee, di proposte, di soluzioni. Poi, aggregazioni mutevoli di quelle correnti guideranno il partito a vittorie e sconfitte, e, allora, cambieranno le aggregazioni. Nulla di particolarmente nuovo sotto le (Cinque) Stelle se non fosse che si erano illuse, per gravi, e insuperate, carenze di cultura politica, di essere immuni dal conflitto di idee che si traduce in “anime” (non belle) e che non sono giunte a sintesi con Di Maio né, quasi sicuramente, ci arriverebbero con Di Battista.

Fin dall’inizio della loro avventura, comunque, da valutare di successo, a prescindere da come finirà (non è affatto detto che finisca presto), di anime ce n’erano inevitabilmente molte. Per loro fortuna, il predicatore Grillo sapeva parlare a tutte e prometteva abbastanza credibilmente latte e miele. Qualche eretico c’era e veniva opportunamente messo alla porta. Gli altri componevano (o nascondevano) i loro dissensi all’ombra di una piattaforma, con procedure da selva oscura. Quando, però, la scelta che bisogna assolutamente fare diventa binaria: sì/no, alla Tav, alla Gronda di Genova, al rinnovo della concessione a Atlantia, al Mes (senza condizionalità), allora le differenze appaiono, ma non necessariamente “esplodono”.

Tranne gli ortodossi, che non hanno bisogno di “caratterizzarsi”, le altre anime un po’ mugugnano un po’ criticano, ma di alternative specifiche, precise, strategiche non riescono proprio a formularne. D’altronde, i due sì che contano: al governo con Salvini, al governo con il PD, li hanno già pronunciati. Tertium non datur. Infatti, quel che resta sono le forche caudine elettorali sotto le quali, almeno la metà di loro non dovrebbe arrivare avendo completato i famigerati due mandati. L’altra metà non riuscirebbe, secondo i sondaggi, a passare. Epperò, come la legge ferrea della politica insegna da tempo, qualche visibilità personale è meglio acquisirla, qualche messaggio ai potenziali sostenitori è opportuno mandarlo, qualche dissenso (a scelte non troppo chiare) bisogna esprimerlo. Se, poi, si è fuori dal governo, allora è un gioco da bambini prendere posizione contro.

Naturalmente, la corda non va tirata troppo perché finché il Movimento è la somma di molte anime e dei loro animatori conta, ottiene voti e cariche, influenza le scelte e le decisioni. Le anime perse e sparse vanno ineluttabilmente alla deriva. Molti, dentro il Movimento, a cominciare dal Fondatore e Garante, lo sanno. Altri si lasciano trascinare da loro istinti battaglieri e, forse, di rivalsa. Gli errori li pagherebbero/pagheranno tutti i pentastellati. No, non sono ancora arrivati sull’orlo dell’abisso. Avranno modo e tempo di fare altri errori e di recuperare. Quosque tandem? Almeno fino al prossimo commento.

5 replies

  1. Qualcuno dica al magnifico Paquino che quello che stiamo vivendo non é il mondo ante caduta del muro di berlino…!
    Questo é il tempo di decidere da che parte stare… se dalla parte della “Liberté, égalité, fraternité” o dalla parte del liberismo predone e dei suoi sacerdoti, ladroni, corrotti e con una insaziabile avidità…!
    Tertium non datur…!
    Questo Mov, fino ad ora, ha commeso troppi errori per essere considerato ancora “salvabile” dalla stragrande maggioranza di italiani onesti!
    Purtroppo il regime oligarchico partitico (sedicente rosso, bianco e sopratutto nero) é riuscito nell’intento di “assorbirlo” (grazie a coloro che nel mov hanno cetuto alle carote e ai piatti di lenticchie che gli si mettavano dinazi al grugno…)!
    E’ un dolore immenso per il miocardio di tantissimi italiani vedere infranto un sogno…! Il sogno di un vero cambiamento…!
    Il sogno di una vera democrazia, di una vera giustizia, di una vera uguaglianza, di una vera trasparenza…, per questo disgraziatissimo paese…!

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    • @ tonino b
      Ehi, come corri, Tonino!
      Mi sembri quel pugile che va al tappeto al primo cazzotto che gli si stampa sul grugno.
      Di errori il M5S ne ha fatti e, come tutti, continuerà a farne, ma che siano “troppi” (troppi per che cosa? per continuare ad esistere?)
      è una opinione tua e non un fatto.
      Ciò che è riuscito a realizzare in questi anni sono forse favori resi al “regime oligarchico partitico”?
      Mi pare una visione piuttosto miope e riduttiva delle lotte che il Mov ha fatto e si propone di fare in futuro.
      Per tornare alla metafora pugilistica, un pugile non sale da solo sul ring a raccogliere le ovazioni della folla: deve prima combattere
      contro l’avversario e accettare di incassare almeno tanti cazzotti quanti riesce a darne.
      L’incontro è al secondo round e il Mov è ancora in piedi e non ha senso vederlo già sdraiato al tappeto a subire il conteggio dall’arbitro
      perché non è così.

      P.S.: Non mi pare che gli “italiani onesti” abbiano conferito a chicchessia la delega a parlare a loro nome, n’est-ce-pas?

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  2. Bravo pieroiula. Il vivere e’ difficile,gli interessi sono ENORMI.Piccoli passi (possibili) nella giusta direzione( Maggiore giustizia sociale) La struttura diventa piu’ solida perche’ c’e’ consapevolezza,e partecipazione. (Riformismo Sociale).

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