
(VITTORIO FELTRI per Libero Quotidiano) – Certi modi di dire non devono assumere una connotazione dispregiativa, al contrario vengono usati con affetto. Io sono stato recentemente criticato perché ho parlato delle tribolazioni del Sud, abbandonato dalla politica e reso così incapace di fronteggiare una arretratezza che risale a tempi lontani.
Da oltre sessanta anni i meridionalisti più provveduti si lamentano poiché il Mezzogiorno è male amministrato dallo Stato Centrale, e hanno mille ragioni. Sono sempre mancati investimenti tesi allo sviluppo del territorio, privo di infrastrutture, di trasporti adeguati alle esigenze degli imprenditori che, di fatto, non sono riusciti a sfondare sul piano economico lasciando la loro gente in una situazione di subalternità rispetto al Nord. Negare tutto questo significa non aver capito nulla delle problematiche che affliggono da secoli le regioni più sfortunate d’Italia.
Personalmente insisto da lustri: la rinascita delle due Sicilie dipende dalla volontà degli uomini. I quali non devono favorire piogge di denaro sulle zone depresse, quattrini che poi vengono raccattati dalla malavita organizzata e destinati ad arricchire le famiglie mafiose.
I soldi pubblici vanno investiti in grandi opere che siano importanti ai fini di un rilancio definitivo del Meridione, bisognoso di strade, ponti, aeroporti, ferrovie, altrimenti esso non sarà mai in grado di competere con i connazionali più vicini all’ Europa.
Quando affermo che molti napoletani sono inferiori ai lombardi scopro l’ acqua calda, nel senso che le possibilità dei vesuviani, perseguitati dalla miseria, dalla camorra e da un caos cittadino incontrollabile, sono evidentemente più modeste rispetto a quelle di cui dispongono gli abitanti di Milano.
Chi non riconosce che esiste un gap tra una parte e l’ altra dello stivale o è cieco o è sciocco. Non si tratta di differenze antropologiche tra polentoni e terrori, tuttavia smentire che le due categorie abbiano un reddito e un modus vivendi dissimili costituisce una manifestazione di ottusità.
Inviate a questo ubriacone l’articolo di Pino Aprile di ieri.
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Booh.
È seduto su una montagna di morti.
Vaneggia.
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“… strade, PONTI, aeroporti, ferrovie…” stiamo sempre lì a battere. Di contrasto feroce alla malavita organizzata meglio non parlare.
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VITTORIO FELTRI
Vittorio Feltri è abituato da sempre a non fare informazione ma diffamazione e se ha perpetrato la sua condotta postribolare è perché in Italia l’unica privacy che si rispetto è quella dei manigoldi che sono inquisiti e lottano per non avere intercettazioni.
Feltri è quello che fu querelato 35 volte da Di Pietro.
Nel 1996 Feltri, direttore all’epoca del Giornale, fu condannato dal Tribunale di Monza per diffamazione a mezzo stampa ai danni del giudice antimafia Antonino Caponnetto.
Nel 1997 Feltri fu condannato dal tribunale di Monza con Gianluigi Nuzzi, per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Di Pietro.
Nel 2000 fu viene radiato dall’albo dei giornalisti con delibera presa all’unanimità per 7 fotografie raccapriccianti di bambini violentati da pedofili, ma poi nel 2003 l’Ordine Nazionale dei giornalisti di Roma annullò il provvedimento.
Nel 2003 fu condannato dal tribunale di Roma, insieme a Paolo Giordano, a seguito di querela presentata da Francesco De Gregori, per avere travisato il pensiero del cantautore su Togliatti e sul PCI in un’intervista del 1997
Nel 2007 è condannato assieme a Francobaldo Chiocci e alla società Europea di Edizioni SPA dalla Corte di cassazione a versare un risarcimento di 45 000 euro in favore di Rosario Bentivegna, uno degli autori dell’Attentato di via Rasella, per il reato di diffamazione. Il quotidiano Il Giornale aveva pubblicato alcuni articoli, tra i quali un editoriale di Feltri, nei quali Bentivegna era stato paragonato a Erich Priebke (per cui Feltri aveva chiesto la grazia).
Nel 2009 molestò Boffo come omosessuale con falsi documenti e fu sospeso dall’ordine per 6 mesi poi ridotti a 3.
Poi diffamò Fini e ne fu querelato.
Nel 2014 diffamò la magistratura difendendo Sollecito, uno degli accusati dell’omicidio di Meredith Kercher, con dichiarazioni offensive nei confronti della vittima.
Nel 2011 fu condannato dal Tribunale di Milano a risarcire l’ex Senatore dei Verdi Silvestri (oggi dirigente di SEL) con 50mila euro, per un insulto omofobo.
Nel 2016 è condannato e un anno e sei mesi per la diffamazione del senatore Ds Gerardo Chiaromonte
Dalla fine degli anni novanta si è spesso espresso in senso garantista contro l’operato della magistratura nei procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi e in numerosi casi di cronaca nera, dove ha difeso gli imputati anche dopo la condanna, tra cui l’omicidio di Marta Russo, il delitto di Garlasco, il delitto di Cogne e l’omicidio di Yara Gambirasio, scrivendo molti articoli in difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore bergamasco condannato all’ergastolo per il delitto.
Ha definito Adolf Hitler “severo ma giusto”.
Dice di tenere sulla libreria un busto del Duce.
Ha affermato testualmente: “Io non credo ai complessi d’inferiorità, io credo che i meridionali in molti casi siano inferiori”.
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Scrive Bepi:
Leggo che l’ Italia è il Paese più vittima della disinformazione.
Ringraziamo Salvini, Meloni ma anche Renzi, Porro, Iacoboni, Del Debbio, D’Urso, Giletti, Sallusti, Senaldi, Bel Pietro, Feltri, rai due, tg LA7 Gruber Tg2, TG5, rete4.
Grazie per il vostro affarismo nonostante l’emergenza
(Con qauesti soggetti, l’informazione in Italia è scesa proprio sotto le scarpe.).
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Questo lo copio per dare l’idea dell’elevato stile giornalistico di Feltri: “Ci ritroviamo tra le palle Di Maio, un pistolino senza qualità benché ricco di arroganza partenopea. Da spararsi. Costui, dopo aver tentato di sodomizzare Salvini, ha provato a fare altrettanto con il Pd, perfino Martina, che è un due di briscola, non si è fatto fottere. D’altronde nemmeno il dem più scemo accetterebbe di reggere la coda ai pentastellati che, poveri illusi, puntano a governare pur essendo privi di senso dello Stato nonché di senso comune. Di Maio quindi è out. Fico non paga i contributi alla serva e ha rimediato una figura di letame, gli conviene scomparire”. (Con un linguaggio così è difficile che gli diano il Pulitzer).
Viviana Vivarelli
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Le “opinioni” di Feltri-Musica:«E in effetti è così: la odio. D’altra parte, come si fa a non rendersi conto che la musica è uno dei mezzi più subdoli per plagiare le anime semplici?»
«Anche quella dei grandi musicisti?»
«Soprattutto quella dei grandi musicisti.»
«E io me lo sentivo!» non può fare a meno di sbottare m. «La sua avversione per tutto quello che è amore, sentimento, volersi bene, non si può spiegare che in un modo: è nato a Bergamo.»
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È sempre più difficile ammettere quello che si pensa. Si perché questa specie d’uomo veramente crede che i meridionali siano inferiori, solo che poi non ha il coraggio ammetterlo di fronte al fatto che detta così passa per razzista. È curioso che o forse no che i razzisti sono così vigliacchi da ammetterlo. Dire che un popolo versa in condizioni economiche meno ricche di altri non si usano termini del genere specialmente in un contesto che si parlava di altro, vigliacco punto. Adesso secondo il suo lessico, e questo è un giornalista, per dire che uno è povero penso a tanti popoli Africani diciamo che sono inferiori. Feltri ma va’ affanculo!
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