
(Giuseppe Di Maio) – Come vedete il grido è cambiato. A quello rivoluzionario di “onestà”, le piazze del fine settimana rispondono “libertà”. Il generale Pappalardo, che dà più l’idea di un programma per i convenuti, invece che titolo e nome di un leader, articola con evidente difficoltà di fonazione. Grida libertà, ed elenca un paio di faccende che pare abbia capito da poco: basta col governo, nessuna nuova legge elettorale, bisogna stampare moneta.
Una signora che schiuma di rabbia, grida anch’essa libertà, ma non sembra volere le stesse cose del generale. Il sospetto è che la signora non voglia niente di politico. Sembra semmai combattere per qualcosa che riguarda la sua vita privata, e che forse non è del tutto riconducibile alla produzione e alla divisione della ricchezza. Tuttavia, ha un viso pieno d’odio, di disperata determinazione. Così anche gli altri intervistati, tutti a gridare libertà! Può essere che scambino la stanchezza di difendersi dal virus con la fatica di obbedire a Conte e al suo governo.
Anche a Roma, all’angolo di piazza SS Apostoli con piazza Venezia, un centinaio di energumeni gridavano libertà e dicevano: “…il popolo ha fame, c’è tanta gente che non mangia, sono quattro mesi che non prende lo stipendio!” Contemporaneamente, il più energumeno di tutti tranquillizzava i poliziotti: “Essi rispondono agli ordini, non è colpa loro!”. E nonostante gridasse: “Noi siamo il popolo” – con la stessa veemenza del travestito nel film “sesso matto” che diceva: “ Io sono una signora!” – nessuno avrebbe detto che costui facesse parte del popolo di cui blaterava: affamato, esasperato, oppresso dalle misure del governo.
E stavano in piazza senza mascherina, sostenendo che il virus è un trucco per tenere oppressa la gente. Gli arancioni di Pappalardo e quelli della “marcia su Roma” di Casapound vogliono la fine di Giuseppe Conte che si affanna a proteggere i cittadini da un’epidemia che in Italia ha causato 33mila morti. Il generale è un veterano della politica, eletto nel ’92 con i socialdemocratici, e ha fatto persino qualche giorno di governo (sottosegretario con Ciampi), galleggiando dopo tra fantasiosi movimenti populisti di centro. Scrittore, poeta, e musicista, con esecuzioni in sala Nervi. Un genio eclettico del rinascimento non avrebbe praticato più arti e mestieri di lui. Di Casapound, non è necessario parlare.
Da quando è nato il Conte II, ogni giorno l’opposizione esterna briga per farlo cadere, e quella interna per farlo vivere male. Ogni giorno ci sono fake news, sgambetti, guerra di ordinanze, boicottaggio, sabotaggio, dichiarazioni, manifestazioni. Ma ciò che gridano oggi in piazza è esattamente quello che vogliono Meloni e Salvini. Il 2 giugno si prepara una riedizione di disobbedienza civile, con lo stesso popolo che finora ha portato la mascherina sul mento, che ha trasgredito le normative sanitarie, che ha lasciato la monnezza fuori dei cassonetti, che si sente “oppresso” dal governo che vuole salvargli la vita.
Un ordine debole e precario la democrazia, che siamo costretti a praticare proprio con chi la nega; come la salute che dipende dalla coscienza di un negazionista. I fessi sono tanti, ma ci vogliono i ladri per scovarli. E allora domani tutti fuori a gridare libbertà, “ca pur ‘o pappavallo l’adda pruvà!” Col popolo più onesto che c’è su piazza, che sostiene come un pappagallo gli interessi di chi smania di spendere e rubare i denari della ricostruzione.
Pappalardo! Ma ci si rende conto? PAPPALARDO!! E i suoi demenziali accoliti! Contro i quali diventa chiaro che la legge NON SIA uguale per tutti, perché… provateci voi ad andare in piazza vestiti come dei bonzi senza mascherina a sputazzare la vostra saliva ululando bischerate neofasciste! Che paese dei balocchi, che è divenuto questo nostro, oh!
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Il Cacaglio è un furbacchione, col lauto stipendio che questo stato gli riconosce fa il nababbbo in Tunisia e rompe…
Il sogetto in tv che sembrava un’opera d’arte ambulante per quanti tatoo aveva,
l’ho visto anche io, a prima vista non era cosi smunto e denutrito ma solo pretestuoso da copione.
Comunque, sono un fritto misto di sfigati, di varie appartenenze compreso i cavalieri templari, che girano su Whatsapp,
Hanno il timore di non continuare a godere di quei piccoli o grandi privilegi di cui gli italioti sono così affezionati
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