(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “Quando Virginia Raggi spiega a Giuseppe Conte che quello appena illustrato dal presidente dell’Anci, Antonio Decaro, non è il solito ‘cahier de doléances’ degli amministratori locali, è lì che dall’altro capo della call il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, non riesce più a trattenere l’insofferenza. ‘Basta col latino!’, sbotta”. Paola Zanca, “Il Fatto Quotidiano”

Il “Regional Horror Show” di sindaci e presidenti nell’Italia del Coronavirus nasce da un mix tra frustrazioni della politica periferica e incontenibile voglia di notorietà, fomentata dagli ascolti delle dirette televisive del premier Conte. E dunque: se ha successo lui, possiamo averlo anche noi. Sull’exploit della tragicomica coppia lombarda, Attilio Fontana e Giulio Gallera, abbiamo riso anche troppo, mentre si piangevano migliaia di morti. Così come è superfluo ricordare i successi globali riscossi dal teatro macchiettistico del presidente campano Vincenzo De Luca. Del presidente del Veneto, Luca Zaia si è detto tutto il bene possibile, pure lui però tradito dalla voglia di strafare ha inanellato i suoi bravi strafalcioni. Ispirati a una evidente diffidenza nei confronti della Cina e dei suoi abitanti. Prima descritti come consumatori abituali di pipistrelli vivi (scuse immediate al governo di Pechino). Poi evocati nei versi tramandati da tale pensatore Eracleonte da Gela, da lui citato come esempio di mirabile preveggenza visto che già “nel 233 a.c.” si sarebbe scagliato contro “le genti che ci hanno donato un male nell’aria che respiriamo se siamo loro vicini”. Naturalmente, falso il filosofo, vero il pesce d’aprile, e scuse rinnovate. La new entry più recente è quella del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas che s’inventa un passaporto sanitario per i vacanzieri estivi provenienti da Lombardia e Piemonte, chissà lisciando il pelo al sogno indipendentista sempre vivo nell’isola (e facendo arrabbiare gli albergatori). Detto degli eletti della Regione Calabria, mentre l’Italia tutta s’interroga sul fosco futuro economico loro si regalano un vitalizio blitz (basta un solo giorno da consigliere per incassare un assegno), torniamo all’erudizione del sindaco di Venezia, Brugnaro. Che fa il paio con le incontinenze verbali del collega messinese, Cateno De Luca (promotore anch’egli di un passaporto, ma “degli innamorati per consentire ai fidanzati calabresi di raggiungere i propri amori siciliani e viceversa”). Come non ricavarne allarmanti interrogativi sulla qualità della classe politica locale andata al potere in questi anni? Dove, per fortuna, sono tanti gli amministratori animati da competenza e buon senso: spesso, guarda caso, proprio quelli meno presenti nelle passerelle talk. Ma come la mettiamo con quei personaggi che, coinvolti nella bufera Covid, più pretendono dallo Stato poteri (che non gli spettano) e meno se ne mostrano degni?

Ps. Non sapremmo invece come catalogare il presidente della Liguria Giovanni Toti che (come ieri riportato dal “Fq”) ad Elisa Serafini – assessore alla Cultura del Comune di Genova, dimissionaria per non sottostare a chi voleva imporle una mostra da sponsorizzare – risponde: “Ma in che realtà vivi? Per fare la rivoluzione bisogna saper fare compromessi, e per fare il bene talvolta saper coltivare anche il male. È politica. Sennò è testimonianza, uno fa il prete o il volontario!”.