(Stefano Rossi) – Non ce la faremo mai. Chi si ricorda dei proclami contro la burocrazia? All’improvviso, senza alcuna programmazione, arriveranno gli assistenti civici. Ne sentivamo la mancanza. In un Paese che conta polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili comunali, provinciali, protezione civile, vari corpi dell’esercito, marina, aviazione, ecco che si aggiungerà una nuova figura.

Nel 2018, l’Italia è risultato il terzo paese al mondo più militarizzato con 467,2 poliziotti vari in servizio ogni 10mila abitanti. Le varie mafie non se ne sono accorte però. Il ministro del Pd Boccia e il presidente dell’Anci Decaro, pure lui del Pd, li hanno ideati e al loro annuncio il governo è caduto dalle nuvole e, giustamente, il ministro dell’Interno Lamorgese ha subito precisato che non avranno compiti di polizia. E ci mancherebbe. Questa figura è un ibrido sul piano giuridico in quanto saranno più o meno persone che dovranno invitare le persone più scalmanate e maleducate a indossare la mascherina o semplicemente metterla nel modo corretto ed evitare l’assembramento. Ne vedremo delle belle.
Quello che indigna è sapere che subito il ministro Boccia ha precisato che saranno volontari. Ecco la parolina magica!
Dai tempi dell’Expò di Rhò, di Milano l’hanno chiamato, i volontari puntellano la politica più rabberciata. Chiamano gente a lavorare però li chiamano volontari, anche se essi di volontariato non sanno cosa farsene, così solo per mettere in chiaro che non vedranno un centesimo.
Ma si può! Si può accettare che alla luce del sole si possa sfruttare in modo sfacciato della povera gente? Cosicché con una mano dichiarano di voler combattere lo sfruttamento del caporalato e del lavoro nero e con l’altra si inventano un nuovo modo di sfruttare il quale, per quanto è cinico, non lo si può nemmeno chiamare lavoro nero ma lavoro del tutto illegale, legalizzato al momento.
Prêt à porter il-legalizzato. E sarebbero quelli bravi.
GLI ASSISTENTI CIVICI. Viviana Vivarelli.
Gli assistenti civici saranno tutti volontari, non pagati, che offriranno ai Comuni e agli enti locali la possibilità di potenziare i controlli nelle strade, nelle spiagge e nei luoghi della movida. Potranno poi essere utilizzati per potenziare l’assistenza alle categorie più fragili, dagli anziani ai bambini. Saranno simili agli assistenti sanitari che hanno aiutato i contagiati durante il periodo di picco del contagio, portando a domicilio medicine o cibo, offrendo pasti gratis ecc.Molti di loro nella fase 2 sono tornati a lavorare, per questo i Comuni si appellano a nuovi volontari che sdaranno impiegati dai sindaci per le attività sociali e per collaborare al rispetto del distanziamento sociale: li potremo vedere al mare a regolare l’accesso alle spiagge libere o davanti ai parchi e ai mercati a contare gli accessi. Daranno sostegno poi alla parte più debole della popolazione consegnando spesa e pacchi di prima necessità. Il bando è rivolto «a inoccupati, a chi non ha vincoli lavorativi, anche percettori di reddito di cittadinanza o chi usufruisce di ammortizzatori sociali». Alla selezione possono partecipare « tutti i soggetti maggiorenni e residenti o domiciliati in Italia». Non è richiesto alcun titolo di studio. I partecipanti dovranno avere «dimora abituale» nel Comune dove intendono prestare supporto e questo garantisce una maggiore conoscenza del territorio. Gli «assistenti civici» non riceveranno alcun compenso. I volontari presteranno il loro «supporto» a titolo gratuito sino ad un massimo di tre giorni a settimana, e per non più di 16 ore settimanali, sulla base delle indicazioni fornite da ciascun Comune nel quale operano. Saranno «coperti» dall’Inail in caso di infortuni e avranno una polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi in caso di eventi che lo richiedano Saranno formati dai Comuni a cui spetterà « pianificazione, organizzazione, formazione ( ove necessaria), coordinamento e monitoraggio delle attività svolte dagli assistenti civici». Saranno sempre i comuni a comunicare alla Protezione civile di quanti volontari hanno bisogno e ad attivare poi le necessarie assicurazioni. Porteranno una casacca o una pettorina con su scritto “Assistente civico” e davanti il logo della Protezione civile nazionale, dell’Anci e del Comune in cui prestano il servizio. Non possono fare multe, non sostituiscono né la polizia né i vigili urbani. Non sono «ronde di controllo». Sono volontari «distributori di buona educazione». «Ci ricorderanno, con gentilezza, nei luoghi di assembramento che occorre ancora qualche sacrificio per tutelare i nostri cari e non vanificare gli sforzi fatti fin qui».E se qualcosa non funziona, gli assistenti civici «dovranno prevenire e semmai segnalare alla Protezione civile comunale eventuali inosservanze». Sono a tempo, fino al 31 luglio.
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Pfui!
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Gentile Viviana Vivarelli, grazie della precisazione. Ma non ha dedicato un solo rigo alla questione più importante: lo sfruttamento!
Lo sfruttamento di tanti giovani e meno giovani che hanno bisogno di lavorare e vengono chiamati di continuo da una politica che non ha e non da più speranze.
Ma che ci importa dell’Inail, dell’orario, delle mansioni? Scusi, ma io parlo di soldi, di stipendio, di emolumenti, di DIGNITA’.
Lei non ha detto nulla su questo.
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Gentile Viviana Vivarelli,
lei ci parla di orari, Inail, mansioni, educazione ma non ha detto nulla sullo sfruttamento di tanti giovani e meno giovani che continuamente vengono chiamati da una politica che non ha e non da alcuna speranza.
Ma che ci importa di quello che ha scritto, con tutto il rispetto?
Io ho parlato di stipendi, emolumenti, soldi non di chiacchiere.
La politica si scaglierebbe contro tutti quando si chiede di far lavorare i detenuti gratis.
Qui invece sembra normale far lavorare delle persone senza retribuzione!
Ma per favore.
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