(Flavia Perina – linkiesta.it) – Da oggi la Fase Due traghetta il Paese dal modello per così dire “cileno” – vietato quasi tutto, multe per tutto, sorveglianza su tutto, droni nei cieli per segnalare i runner – al modello svedese della libera auto-gestione di sé, delle misure di sicurezza, delle regole contro la pandemia.

Contagi e morti, in alcune regioni, sono ancora quelli dell’era del lockdown ma non importa: l’urgenza del governo, e più ancora quella dei Governatori, è scrollarsi dalle spalle il fardello di poteri assoluti diventato improvvisamente pesantissimo: se andrà male, se gli indici torneranno a salire, si potrà incolpare chi non si lava le mani o chi indossa mascherine fuori norma.
Roma potrà prendersela con Milano e Torino. Milano e Torino potranno prendersela con Roma. Napoli con tutti. La catena di decisioni e vertici notturni che ha portato al Dpcm sulla riapertura è così confusa che ciascun soggetto potrà dirottare altrove le responsabilità e salvarsi l’anima, o quantomeno le possibilità di rielezione.
Peraltro sarà difficile anche capire come andrà, quali saranno gli sviluppi della crisi sanitaria nelle prossime settimane. I numeri sono diventati improvvisamente meno importanti, così come le curve statistiche di malati e guariti. Il famoso plateau, il grafico che per un mese ci ha informato sullo stato del Paese, è sparito da ogni radar insieme agli allarmi dei virologi.
I dati della pandemia sono stati frullati e incasinati così bene che Umbria e Molise, le regioni più virtuose della crisi, quelle dove il Covid praticamente non è mai entrato, risultavano ieri i luoghi a maggior rischio epidemiologico d’Italia, al livello della Lombardia.
La classifica è stata prodotta dalla cabina di regia composta da ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, la stessa che ha dettato i 21 parametri su cui valutare le scelte della Fase Due: uno dei principali, cioè la capacità delle Regioni di effettuare tamponi entro cinque giorni dai primi sintomi, resta una riga bianca. Probabilmente la media è rimasta a 9 giorni, ma è meglio non dirlo. Occhio non vede, cuore non duole.
L’improvvisa evoluzione libertaria della crisi non è dunque una scelta politica né l’esito di valutazioni sanitarie sull’andamento dell’epidemia e sull’efficienza delle misure prese per contenerla, ma una sorta di resa all’ineluttabile.
Si è provato a gestire l’uscita dallo stato d’eccezione secondo i protocolli “ideali” in materia di protezioni, tamponi e tracciamento su larga scala, nuove organizzazioni del lavoro e della scuola, coordinamento dei dati sanitari, rilevazioni statistiche unitarie. Non ci si è riusciti, malgrado gli enormi poteri che l’esecutivo si è auto-assegnato e ha gestito per tre mesi.
Si è deciso di gettare la spugna, riconsegnando l’Italia ai micro-poteri che se ne sono da tempo appropriati, tra i quali il più fragile appare proprio quello dello Stato: la mancata riattivazione della scuola (dovuta perlopiù alle pressioni dei dipendenti, molti dei quali tornati al Sud e del tutto ostili a rientrare nei luoghi di lavoro) conferma che il “pubblico” è il vero anello debole della crisi, il luogo dove esercitare l’autorità è impossibile.
Magari andrà pure bene. Lo spontaneismo è il nostro genius loci ed è possibile che questa riapertura “alla svedese”, senza sorveglianza e senza regole, faccia il bene del Paese più delle ambizioni totalitarie della Fase Uno.
Di sicuro l’idea di una “crisi governata” va a farsi benedire e ne esce assai scalfito anche l’ostentato ottimismo dell’esecutivo: se il governo credesse davvero all’idea di un post-Covid di cambiamento e speranza, se davvero avesse fiducia in un glorioso dopo-crisi che affronti e risolva i grandi problemi nazionali, certo ci avrebbe messo la faccia, anziché nasconderla nel polverone di decisioni senza madre né padre.
Il governo il governo il governo, quante storie.
Il lato B deve ancora partire e gli fai già il funerale, piuttosto.. tieni d’occhio il malloppo che se lo stanno a fregà.
Son soldi pure tua.
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Si stanno tutti accentuando come vampiri e sanguisughe .. che vergogna! Renzi in primis non vede l ora di ribanchettare , la villa costa e la piscina in costruzione ha bisogno di finanziamenti onerosi ( la villa e la piscina costano in manutenzione non basta acquistarla a prezzo di favore!?!!)
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L’idea che ci sia un lato economico della faccenda non la tange? Sa che fonte economica è il turismo per l’Italia? Prima di dire : indecisi, co fusione etc… Conti fino a 25 poi se ritiene scriva. Mi piacerebbe sapere perché Milano dovrebbe avercela con Roma?????? È proprio vero, in questo momento la dx, per mantenere la sua presunta superiorità ed intelligenza, figuriamoci con questi comici ed incapaci 5s, si inventa di tutto.
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L’idea che ci sia un lato economico della faccenda non la tange? Sa che fonte economica è il turismo per l’Italia? Prima di dire : indecisi, co fusione etc… Conti fino a 25 poi se ritiene scriva. Mi piacerebbe sapere perché Milano dovrebbe avercela con Roma?????? È proprio vero, in questo momento la dx, per mantenere la sua presunta superiorità ed intelligenza, figuriamoci con questi comici ed incapaci 5s, si inventa di tutto.
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Quindi che propone la brillante mente dell’articolista? tenerci tutti chiusi come sorci al buio delle nostre casette? ma basta! il virus non c’è più e se c’è non spaventa più nessuno e poi siamo già nella merda più nera e sull’orlo di rivolte, crisi, fame e questa qua ancora ci dice di rimanere tutti nelle nostre grotte mentre altri lavorano per noi per farci mangiare e altri ancora ( ll governo ) tira fuori soldi da chissà dove per mantenerci! io sarei addiruttura per il fuori tutto senza maschere e distanziamento altrimenti col cazzo che ci riprendiamo… n.b. io sono fra quelli che hanno sempre lavorato ( e guadagnato ) senza sentirmi eroe perchè non ho mai avuto al minima paura di questo virus quindi non mi si dica che faccio il frocio col culo degli altri…
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Post satirico di Emiliano Luccisano.
Doveva succede: Conte s’è rotto er cazzo.
D’altronde era inevitabile.
Dopo quasi tre mesi de accuse, invettive, opposizioni, maggioranze, europe varie e tanto sonno arretrato, Conte ha fatto quello che ognuno de noi avrebbe fatto dopo 20 minuti.
S’è alzato dar tavolo dell’ultima riunione, ha guardato tutti, ha fatto un bel respiro, ha messo la bocca come a trattenesse ‘na M e poi ha detto:
“A regà, fate come ve pare”.
L’ultima volta s’eravamo lasciati che la riapertura sarebbe stata graduale, lunga, dolorosa, che se non te installavi 15 App e non te facevi un tampone ogni quarto d’ora non potevi manco andà a fumà in balcone.
Ieri invece è arrivato co la faccia della serenità, è andato davanti al banchetto e in 10 minuti ha detto:
“Riaprimo tutto. Aprimo i bar, i ristoranti, le palestre, i parrucchieri, gli estetisti, i cinema, potete annavve a fa la tinta mentre fate gli squat mentre ve strappano i peli coi denti mentre co na mano ve imboccano na fiorentina in crosta de parmigiana e co l’altra ve fanno beve 15 Negroni co l’imbuto mentre ve guardate un film abbracciati sulla vita de Alessandro Gassmann che se intotola “Co chi me la prendo oggi?”.
Ve apro le chiese così potete pure annà a pregà, tutto il giorno, quanto ve pare, pure perché secondo me ce n’avrete bisogno.
Ve apro pure le spiagge sì, potete andà in vacanza, ve potete fa er bagno, potete fa i falò nudi mentre v’accoppiate sui pontili cor sottofondo del doppiaggio de Puttanic, fate come ve pare.
Sì pure i Teatri ve apro sì, tutti aperti, potete fa tutto! Se poi continuate a morivve de fame ve lascio il numero de Franceschini e parlate direttamente co lui.
Da oggi poi, potete vedé chi ve pare.
Potete pure giocà a incularella sull’A24 tipo processionarie.
Apro tutto!
Apro le regioni, apro i confini, tra 15 giorni possono venì tutti: italiani, stranieri, alieni che saltellano co un dito al culo, tutti!
Da oggi io non ne voglio sapé più niente!
Ognuno se comanda la regione sua, così potete fa vedé quanto siete bravi.
Per tutto il resto, STIGRANDISSIMICAZZI!
Mo ve saluto che vado a dormì, buonanotte!”
Manco ha fatto in tempo a uscì dalla sala stampa che subito ha dovuto fa na riunione de 5 ore co tutte le regioni, che dopo sta cosa se so cacate sotto come quando te chiudono a chiave in mezzo a n’orgia sadomaso de senegalesi cor singhiozzo.
Lui j’ha risposto: “Oh! So du mesi che rompete er cazzo che volete ‘a bicicletta? E mo pedalate! Ah na cosa… er sellino non c’è mai stato”
D’altronde la Pandemia e i relativi danni non sono colpa di nessuno.
Abbiamo invocato la libertà.
L’abbiamo chiesta e l’abbiamo ottenuta.
Vediamo cosa succederà. Se esse contenti o meno lo capiremo a breve.
L’unica cosa certa, è che da adesso in poi, non possiamo più dà la colpa a nessuno.
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