(VITTORIO FELTRI per Libero Quotidiano) – Noi di Libero non indossiamo i panni di maestrini e davanti agli errori o agli incidenti dei nostri colleghi non ci stracciamo le vesti. Giunge notizia in redazione che il capoccia del terrorismo islamico intervistato dalla Repubblica, portavoce di Al Shabaab, in realtà non esiste o, meglio sarebbe morto anni orsono. Non siamo in grado di giurare sulla veridicità di questo particolare, in realtà interessante.

La suddetta intervista, pubblicata con evidenza sulla prima pagina del giornale diretto da Molinari, succeduto a Verdelli, viene giudicata falsa dai jihadisti e noi prendiamo atto con stupore della smentita resa pubblica ieri con insistenza da varie fonti di informazione.
Il giornalista che l’ ha diffusa, Pietro Del Re, al momento non ha commentato: non ha detto se il suo lavoro è stato corretto oppure viziato da un imbroglio da lui subito sia pure in buona fede.
Tutto può essere successo.
Sta di fatto che il suo colloquio circa il rapimento e il rilascio di Silvia Romano sarebbe stato una patacca presa per buona non solo dall’ autore dell’ articolo, ma anche dalla direzione del giornale.
Non è la prima volta che accadono cose del genere, ricordo un caso analogo avvenuto al Corriere della sera al tempo in cui il direttore era Pietro Ostellino. La società è seminata di imbrogli e talvolta ne sono vittime anche cronisti non di primo pelo. La brutta figura in certe circostanze è garantita, ma aggiungiamo che l’ insidia della presa in giro è sempre in agguato.
Non vogliamo infierire contro i colleghi di Repubblica, ci limitiamo a dire che noi abbiamo intervistato migliaia di personaggi vivi ma uno morto non ci ha mai rilasciato dichiarazioni.
Segnalo che il defunto in questione aveva affermato, tra l’ altro, che Silvia Romano era un ostaggio, non una prigioniera di guerra, quindi merce preziosa da barattare in cambio di denaro utile a finanziare l’ attività terroristica. Le nostre condoglianze a la Repubblica.
Il rapinatore indignato per aver scoperto un ladro che, pensate un po’, ruba!
Di questo passo dove andremo a finire, signora mia?
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in tempi come questi accadono cose mai viste , si materializza pure l’inno di Garibaldi
” si scopron le tombe si levano i morti , ta ta ta ta ……………….
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Intervistare quella gente li, porta solo a bugie a go go, siano essi vivi o morti, ringrazieremo la signorina nel sacchetto verde, che ci regalerà ancora bugie a go go
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maledetta Silvia ma perchè non sei morta?avremmo messo una targa. Oppure rimasta in Somalia sposata ad un subumano mussulmano con un futuro gravido di figli, ma caxxo tornare viva con la tenda verde questo MAI!!!
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