(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Le persone perbene, che a certi livelli si contano sulle dita di un monco, sono naturalmente portate al battibecco: l’antimafia, anche la migliore, è piena di casi del genere (Sciascia-Borsellino, Orlando-Falcone…). Invece i manigoldi, che a certi livelli si contano sulle dita della Dea Kalì, sono molto più flessibili grazie ai loro stomaci moquettati. Quindi oggi in Parlamento assisteremo alla scena più comica della storia dopo la mozione “Ruby nipote di Mubarak”: Bonafede trascinato a render conto di presunti cedimenti alla mafia indovinate da chi? Da Forza Italia, partito ideato da un mafioso e fondato da un finanziatore di Cosa Nostra, che sventola senza pudore la bandiera di Nino Di Matteo, il pm che ha fatto condannare Dell’Utri per la trattativa Stato-mafia durante i governi Amato, Ciampi e B. e che, se dipendesse da FI, sarebbe stato spazzato via dalla magistratura prima che ci pensasse la mafia. La fiera del tartufo, e della malafede.
Dopo i trii comici Troisi-Arena-De Caro, Aldo-Giovanni-Giacomo e Lopez-Marchesini-Solenghi, ora abbiamo FI-Lega-Iv. Salvini – appena eletto dalla Bbc cazzaro dell’anno insieme a Trump e Bolsonaro, con gran scorno dell’Innominabile – parla di “sospetti preoccupanti avanzati da un pm antimafia. Pensate se fosse accaduto a un ministro della Lega o a Berlusconi: sarebbe stata la rivoluzione della sinistra”. Veramente Di Matteo non ha mai detto che Bonafede abbia ceduto a pressioni mafiose. Quanto a cosa sarebbe accaduto alla Lega o a B., non c’è bisogno di immaginare: durante i loro governi si tennero trattative fra Stato e mafia sul 41-bis, sul decreto Biondi, sulla dissociazione ecc, un ministro mai cacciato disse che “bisogna convivere con la mafia”, si approvarono leggi svuotacarceri à go go e si propose di abrogare il 41-bis, il 416-bis, l’ergastolo e i pentiti, come da papello di Riina. Quanto alla “nuova” Lega, che da Nord a Sud ha imbarcato il peggio del forzismo, chi fu ad arruolare e sponsorizzare Paolo Arata (socio occulto del fiancheggiatore di Messina Denaro e compare del pregiudicato Siri)? Naturalmente Salvini. Ultimo del trio in ordine di voti è l’Innominabile che riesce a definire, restando serio, la polemica Di Matteo-Bonafede “il più grande scandalo della giustizia degli ultimi anni”. Modesto, il ragazzo: e dove lo mette lo scandalo del Csm, coi suoi amichetti Ferri e Lotti impegnati in notturni conversari a pilotare le nomine dei procuratori? Cosimino Ferri, anziché darle lui, ha chiesto le dimissioni di Bonafede. Una zampata da capocomico che stermina in un sol colpo il trio FI-Cazzaro-Innominabile e fa di lui il nuovo Principe della Risata.
POSTATO TRE GIORNI FA………………….
“Un ministro o un magistrato non dovrebbero mai intervenire nelle trasmissioni di qualsiasi genere, a meno che non siano esclusivamente delle informative alla cittadinanza, per di più, che un ministro ha molti altri strumenti per, eventualmente, rispondere ufficialmente. Mi ricordo un intervento in diretta di Berlusconi in una trasmissione di SANTORO, ha fatto una figura MISEREVOLE, LUI che ha “inventato” la TELEVENDITA di un partito. La maggior parte delle trasmissioni sono TRAPPOLE PER TOPI. Riguardo a Gilletti fa il suo mestiere: togliere audience alla D’Urso e magari prenderne il posto. Ora le opposizioni (che non beccano palla) abbaieranno “indignate” diventando sostenitrici di, pensate un pò, DI MATTEO che si spaventavano anche solo a nominarlo. FANTASTICO……”
ANCHE QUESTO
“….a volte gli zombi ritornano….
(fino a qualche giorno fa il blog ne era sgombro, ora ne sono attirati a causa dei vivi)”
indovinate chi sono gli zombi….
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Un trappolone, forse, ma per il magistrato è stata l’occasione di togliersi un sassolone, che c’era rimasto malissimo lo dice lui stesso; giornalista e magistrato si sono prestati a vicenda. Comunque Giletti non credo ambisca al posto della D’Urso quanto a qualcosa di grosso in RAi che i due ragazzi del centrodestra hanno in serbo per lui. Buona giornata
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Eccellente intervento di Marco Travaglio.
Tra persone perbene capitano spesso incomprensioni, che possono portare ad un risentimento sul piano personale. Di Matteo si può essere sentito portato in giro, dall’alto della sua probità e del suo valore. Bonafede può essere stato avventato o comunque incauto nell’interloquire con il magistrato troppo amichevolmente ma la spiegazione che dà è perfettamente coerente: gli ha proposto due incarichi di rilievi ma lo vedeva meglio sulla poltrona che era stata di Falcone.
Questione di punti di vista, di sensibilità diverse. Punto.
Platealmente evidente che altro non c’è.
Il can can che adesso fa il centrodestra è tragicomico se guardiamo al partito fondato dal condannato per associazione mafiosa o al pedigree del suo capo; fa tenerezza se guardiamo semplicemente a cosa si è dovuto inventare il leghista per difendere l’amico Siri da frequentazioni e collegamenti sicuramente pericolosi, proprio sotto il profilo della lotta al crimine organizzato.
Sull’altro Matteo stenderei un velo pietoso, proiettato com’è asintoticamente sull’asse 0.
E’ vero che quando i media ti tirano per la giacchetta a volte non puoi fare a meno di intervenire, a tutela della propria integrità, ma bisognerebbe sempre trattenersi un attimo prima di farlo: ha ragione @adriano58.
Perché finisce sempre per essere una, sia pur becera e insulsa, trappola, tesa lì a bella posta.
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“gli ha proposto due incarichi di rilievi ma lo vedeva meglio sulla poltrona che era stata di Falcone”.
No Pausilypon, gli ha proposto entrambi gli incarichi dando a lui la possibilità di scelta. Solo il giorno dopo, quando Di Matteo si dichiarò disponibile ad accettare la nomina a capo del Dap, Bonafede disse che quel ruolo era già stato assegnato ad un altro magistrato e che lo avrebbe visto bene a ricoprire l’altro incarico.
Non manipolano i fatti.
Ma, come ho già scritto, Buonafede può cavarsela lo stesso, non c’è la necessità di alterare i fatti o, peggio, lanciare merda su Di Matteo come purtroppo è stato fatto.
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Ma scusate, qual è il ruolo/incarico più importante nella lotta alla mafia?
Se è vero che Bonafede ha dato a Di Matteo l’incarico più importante, allora di cosa stiamo parlando?
Mi spiace per il magistrato, ma è lui che sta facendo dietrologia su questa vicenda DOPO DUE ANNI di silenzio, prendendo a pretesto le attuali scarcerazioni per motivi di salute volute dai giudici, non dal governo.
E’ vero che in una intercettazione i mafiosi scongiurano la nomina di Di Matteo ad occuparsi di penitenziari, ma state sicuri che non lo volevano neanche nel ruolo più importante che ricopre ora.
Probabilmente Bonafede pensava di fare cosa gradita a Di Matteo. Forse sbagliando i modi, ma non di certo per fare un favore alla mafia.
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“Mi spiace per il magistrato, ma è lui che sta facendo dietrologia su questa vicenda DOPO DUE ANNI di silenzio, prendendo a pretesto le attuali scarcerazioni per motivi di salute volute dai giudici, non dal governo”
Avete ROTTO le PALLE con questa storia dei “DUE ANNI DOPO”.
Di Matteo si è pronunciato DOPO DUE ANNI anni perché DOPO DUE ANNI molti boss sono stati scarcersti per gli errori del responsabile del Dap (errori che Travagli colpevolmente minimizza).
Se al Dap ci fosse andato uno in gamba (non necessariamente Di Matteo) che avrebbe fatto in modo di non indurre il giudice di sorveglianza a scarcerati, Di Matteo non avrebbe detto nulla!
Altrimenti viene il sospetto che non siete amanti della legalità ma dei semplici lanciatori di merda che avete usato il bisogno di legalità per accaparrare voti.
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Concordo com l’articolo di Travaglio anche se ritengo che Bonafede faccua bene a dare spiegazioni perché, almeno dal mio punto di vista, credo che abbia subito pressioni.
Pressioni alle quali ha ceduto non per far un favore ai mafiosi (Di Matteo non penso proprio che alludesse a questo quando ha raccontato i FATTI, ossia la VERITÀ) ma per mantenere un equilibrio politico, non potendo sospettare che Basentini fosse un emerito incapace.
È questo che i grillini si ostinano a non capire, non ci sono ALUSIONI di Di Matteo, tantomeno su una vicinanza del ministro Bonafede alla mafia (ma come cazzo può venirvi in mente? Che vi siete bevuti?), ma sicuramente PREOCCUPAZIONI dovuti al sospetto (del tutto legittimo in questo Paese mafioso anche nei modi) che c’è sempre qualcuno che rema contro quando si tratra di intraprende la lotta alla mafia.
Pressioni che possono spingere anche una persona in Buona Fede ha fare una cazzata.
Perché la nomina di quella pippa al Dap è stata una cazzata e non perché al suo posto non c’era Di Matteo ma perché di PIPPA trattasi!
Almeno questo lo vogliamo riconoscere?
Io non ho nulla contro Bonafede, non sono affatto prevenuto, ne ho spesso parlato come del ministro che preferisco. L’ho scritto in diverse occasioni. Non posso essere sospettato di vicinanza a Salvini o a quell’altra merda di Berlusconi.
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stai sereno! Tutto verra’ a galla.
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A me sembra che l’unica vera notizia, in tutta questa storia, sia il sorprendente fatto che Di Matteo guardi La7.
Per il resto, non vedo altro che sterili polemiche, magari anche giuste e motivate, ma sostanzialmente inutili.
Sicuramente hanno sbagliato tutti e due ad esprimersi pubblicamente, ancor di più in un tale contesto; tutto ciò serve unicamente a fornire pretesti a opposizioni e stampa asservita per mettere in cattiva luce loro, e di riflesso anche i soliti, che sono il vero obiettivo nonchè bersaglio privilegiato, in assenza del quale il risalto mediatico della vicenda sarebbe stato commisurato alla sua reale importanza, ovvero non se ne parlerebbe più già da due giorni.
Ammetto di aver seguito la vicenda solo marginalmente, trovandola noiosa perfino come polemica e di nessuna utilità, nemmeno se si appurasse oltre ogni ragionevole dubbio chi dei due abbia sbagliato maggiormente.
Una delle regole del saper stare al mondo è che, quando si covano dei risentimenti da chiarire, ci si incontra di persona o al massimo per telefono e si chiariscono; un adulto responsabile non le manda a dire ma parla faccia a faccia. Che almeno serva di lezione, a loro come a tutti quanti.
Detto questo, e chiarito il fatto che stiamo parlando di inezie e non di reati, se Di Matteo o Bonafede o chiunque altro fossero davvero in odore di mafia, le destre non reagirebbero certo attaccandoli, ma candidandoli.
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