Da domani si riunisce il Correntone di Franceschini & C.

(di Wanda Marra – ilfattoquotidiano.it) – Le primarie dopo i ricorsi alla Consulta sulla legge elettorale. E comunque, dopo le consultazioni delle parti sociali, dopo il percorso di ascolto. Naturalmente dopo il programma. Possibilmente, dopo che il centro è riuscito a organizzarsi. Magari, dopo aver fatto accordi con big, correnti, sindaci e portatori di voti vari. Elly Schlein continua a dire di voler fare le primarie. Ma continua a rimandarle in avanti nel tempo. “Paura” per molti. Tra i dem, tra i Cinque Stelle è questo il commento che va per la maggiore.
La segretaria, però, appare ben determinata ad andare fino in fondo. D’altra parte, se vuol essere premier e Giuseppe Conte non accetta il fatto che possa toccare al partito che prende più voti non ha altra scelta. Che i gazebo siano un rischio, però, al Nazareno lo sanno. E allora, meglio rimandarli il più possibile. Perché, spiegano ai piani alti del partito, più si arriva vicino alle elezioni, più è difficile mettere in discussione coalizione ed equilibri. Sono due i casi di scuola su cui ci si interroga tra i dem: nel caso di sconfitta, Giuseppe Conte terrà i suoi? E resterà nella coalizione? Più le consultazioni sono vicine alle politiche, più è difficile potersi organizzare in altro modo. E nel caso di sconfitta di Schlein, che farà il Pd? Imploderà, si consegnerà al leader dei 5S? Di certo, non potrà essere la segretaria a guidarlo alle elezioni. A meno che i tempi siano così stretti da non poter consentire sostituzioni. E così, la tattica dilatoria di Schlein è il prodotto di diverse paure.
Nel frattempo, ieri Silvia Salis ha fatto un capolavoro di equilibrismo, facendo capire che sta con Schlein, ma senza esagerare; e che la richiesta di federare il centro le è stata fatta recapitare, ma non formalmente. Eccola. “Non sarebbe corretto per i partiti che mi sostengono dire per chi voterei” (fino ad ora aveva sempre detto che non avrebbe votato). “Mi riconosco nel Pd, ma sosterrò chi vincerà. Se Schlein dovesse perdere sarebbe sicuramente un duro colpo”. Ancora. “Con Schlein ci sentiamo spesso. Non mi ha chiesto formalmente di fare la federatrice”. In questo clima, da domani a domenica si riunisce il Correntone di Montepulciano, quello messo in piedi da Dario Franceschini, Andrea Orlando, Roberto Speranza. Che stanno cercando una linea comune. D’altra parte, arrivati a questo punto, non c’è altra alternativa che dare il sostegno alla segretaria. Nelle ultime settimane, i promotori hanno discusso un po’ su tutto: prima di tutto sulle primarie (l’intervista di Speranza contro i gazebo al Corriere della Sera stava per far saltare tutto); se invitare tutti i leader o no. E poi hanno considerato l’ipotesi di portare i padri nobili. Non se n’è fatto nulla. Diranno la loro sul programma e a ribadire il concetto che l’ossatura dem sono loro. Domani interverrà Stefano Bonaccini, domenica la stessa Schlein. Gli spifferi nel tendone allestito per l’iniziativa saranno inevitabili. L’anno scorso si gelava. Ma stavolta una cosa è certa: metteranno le stufe.
“più si arriva vicino alle elezioni, più è difficile mettere in discussione coalizione ed equilibri”
Chi lo avrebbe mai detto!
Prendere l’elettorato per sfinimento e disperazione mi sembra una ottima e logica idea. E quale leader potrebbe opporsi al giochino sapendo che, in caso di un qualche “disguido”, verrebbe accusato di voler fare vincere la dx?
Bella la bicicletta. Mo pedala .
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Una curiosità: Conte sta agendo in coalizione in regime di parità di influenza decisionale, sta imponendo una linea o la sta subendo? Così , a grandi linee..
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Io mi limito a una considerazione: se in un partito brucia segretari come il PD la signora Schlein ha un record di durata nel ruolo significa che sta lavorando molto, molto, molto bene.
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usano la tattica di Forlani, dilatare i tempi, posticipare le decisioni per logorare gli avversari, sperare che si vada ad elezioni senza un programma scritto ed imporre un proprio nome. C’è un però, rischiano di fare la fine di Letta, alla fine se vogliono di nuovo governare, devono sperare che nessuno arrivi al 42,01% e fare un bel INCIUCIONE di cui sono maestri.
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Non le vedremo arrivare le elezioni…., non ci sarà più tempo per le primarie…, il partito che prende più voti esprimerà il PdC.
Ma tutto questo Conte non lo sà…(o non vuole saperlo).
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—e ne riparliamo tra 5 anni…
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